Home CinemaNews e anteprimeCannes: è il festival di Nicole Kidman (ma c’è anche Haneke)

Cannes: è il festival di Nicole Kidman (ma c’è anche Haneke)

L'attrice australiana e il regista austriaco protagonisti alla kermesse

22 Maggio 2017 | 07:00 di Paolo Fiorelli

Nicole Kidman si sta ormai imponendo come la reginetta del festival. Dopo averla vista ieri in «How to talk to girls at parties», e prima di tornare mercoledì con «L'inganno» di Sofia Coppola, eccola protagonista, oggi, di un thriller a tinte horror: «The killing of a sacred deer». Se poi contiamo che l'attrice australiana ha un ruolo importante anche nella fiction televisiva diretta da Jane Campion «Top of the lake», che sarà presentata domani, diventa chiaro che nessuna le può contendere il titolo di protagonista femminile del festival. Nel film di Yorgos Lanthimos la Kidman è la moglie di un affermato chirurgo (Colin Farrell, con lei anche in «L'inganno»): la loro unione sarà messa a dura prova dall'arrivo di un terzo incomodo, un inquetante ragazzino (Barry Keoghan).

Ma oggi è anche il giorno di Michael Haneke, un autore che a Cannes è abbonato ai premi: miglior regista nel 2005 per «Niente da nascondere» e Palma d'oro nel 2009 per «Il nastro bianco» e nel 2012 per «Amour». Il regista austriaco è noto per la durezza filosofica e senza compromessi dei suoi film, che affrontano temi come la morte, la disperazione della vecchiaia, il sadismo senza spiegazioni di menti criminali (come nell'agghiacciante «Funny games», che per primo lo rese famoso nel mondo). Perciò non fatevi ingannare dall'allegro titolo «Happy end», che suona più sarcastico che rassicurante. Il film riprende i personaggi già protagonisti di «Amour», interpretati da Isabelle Huppert e Jean Louis Trintignant, e ne aggiunge altri, come Mathieu Kassovitz. Il tutto per comporre il classico «ritratto di famiglia in un inferno», con sullo sfondo il dramma dell'immigrazione clandestina e dei profughi (siamo a Calais), che sfiora i protagonisti senza che quasi se ne accorgano. In corsa per la Palma d'oro oggi c'è poi un terzo titolo, «The day afer» del coreano Hong Sang-soo.

Nella sezione della Quinzaine, invece, è in programma un film italiano, «L'intrusa». Il regista Leonardo Di Costanzo, che di solito dirige documentari, si ispira a una storia vera e più che ai colpi di scena (che comunque non mancano) si affida alla ricostruzione realistica della vita dei volontari che operano in situazioni spesso drammatiche. Nella periferia di Napoli c'è un istituto che cerca di salvare i bambini dalla cultura della criminalità. Qui arriva per chiedere aiuto la moglie di un camorrista da poco arrestato. Ed ecco il dilemma: accettare la sua presenza o cacciarla? Far vincere la prudenza e il bisogno di proteggere i bambini, come vorrebbero le loro mamme, o praticare fino in fondo il valore della solidarietà e aiutare chi chiede soccorso? Sarà soprattutto la direttrice del Centro  (interpretata da Raffaella Giordano) a vivere tutti i dubbi e i tormenti del caso. E a pagarne le conseguenze.