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Nastro d’argento alla carriera di Roberto Faenza

Il regista premiato martedì 6 giugno a Roma per il suo impegno cinematografico, attento all'attualità

01 Giugno 2017 | 20:55 di Daniele Ceccherini

Nell'ultimo suo lavoro del 2016, La verità sta in cielo, ritorna su una vicenda che ancora dopo 34 anni è coperta dal mistero tra bugie, giochi di potere e piste fasulle: la scomparsa di Emanuela Orlandi, la figlia quindicenne di un messo dello Stato pontificio.

Attraverso i suoi film, Roberto Faenza, 74 anni, ha raccontato la realtà e vicende d'attualità, spesso drammatiche: tra tante, l'assassinio di don Pino Puglisi in Alla luce del sole e quello di Simonetta Cesaroni nell'opera per la TV Il delitto di Via Poma. In occasione dei suoi 50 anni di attività, i Giornalisti Cinematografici Italiani hanno scelto di premiare il regista torinese con il Nastro d’argento 2017 alla carriera, un omaggio al suo impegno e alla sua "avventura cinematografica" in cui anche la letteratura è stata una importante fonte di ispirazione.

Uno dei primi film di Faenza, del 1993, è Jona che visse nella balena, tratto da Anni d'infanzia, libro autobiografico di Jona Oberski. Il protagonista è un bambino ebreo olandese deportato in un campo di concentramento. Dall'omonimo romanzo di Antonio Tabucchi è tratto Sostiene Pereira nel 1995, l'ultima interpretazione di Marcello Mastroianni. Quindi è la volta di Marianna Ucrìa, dall'opera di Dacia Maraini e nel 1999 de L'amante perduto che riprende L'amante di Abraham B. Yehoshua. Nel 2005 realizza I giorni dell'abbandono, trasposizione dell'omonimo romanzo di Elena Ferrante.

La consegna del Nastro d'argento alla carriera avverrà a Roma il 6 giugno al Museo Maxxi.