Home CinemaNews e anteprimePaolo Ruffini, protagonista di «Up&Down» al cinema e a teatro

Paolo Ruffini, protagonista di «Up&Down» al cinema e a teatro

Il sottotitolo è: «Un film normale». Normale, ma interpretato da Paolo con attori disabili che lo accompagnano anche in tutta Italia nello spettacolo teatrale che ha lo stesso titolo

Foto: Paolo Ruffini (al centro) con, da sinistra, Andrea Lo Schiavo, Federico Parlantu, Simone Cavaleri, Giacomo Scarno, David Raspi e Erika Bonura  - Credit: © Teo Di Biase & Mario Iovinella

01 Novembre 2018 | 15:00 di Paolo Fiorelli

«Ma non c’ha proprio niente di speciale questo film?». «No». «E gli attori? Loro almeno sono speciali?». «No». «E come sono?». «Normali...».  Il buffo dialogo tra Paolo Ruffini, che cerca di promuovere il film «Up&Down» trovandoci qualcosa di «particolare», e Federico, l’attore affetto dalla sindrome di Down che lo interpreta insieme ad altri, spiega lo spirito della pellicola (già nelle sale). E infatti il sottotitolo è: «Un film normale». Normale, ma interpretato da Paolo Ruffini con attori disabili che lo accompagnano anche in tutta Italia nello spettacolo teatrale che ha lo stesso titolo.

Paolo, perché «un film normale»?
«È una riflessione su quello che intendiamo con questa parola. Che significa “normali”? Chi è “normale” e chi no?».   

La sua risposta?
«Io penso che siamo tutti diversi, e che la diversità è una forza, non una debolezza. Gli attori di questo film hanno tutti un talento diverso. Sia chiaro che non faccio beneficenza: io ho bisogno di loro, li pago e se non arrivano in orario alle prove a teatro li sgrido pure. Sono spietato».

Cosa raccontano lo spettacolo teatrale e il film?
«Il secondo è un documentario: mostra il “dietro le quinte” e i protagonisti del tour. Il primo invece vorrebbe essere un mio grande “one man show” in cui dimostro a tutti quanto sono bravo. Ma ogni volta che cerco di esibire un mio talento, spunta sul palco un disturbatore e mostra che è più bravo di me:  David canta meglio di me, Andrea fa le imitazioni meglio di me, e così via...».

Come è nata questa grande avventura?
«Si stava a Livorno, e ci tengo a precisare che siamo tutti livornesi doc, e sono andato a vedere uno spettacolo organizzato dal mio amico Lamberto Giannini. Lamberto è un regista straordinario e ha questa filosofia: tutti possono recitare. La sua compagnia è composta da 97 attori e metà di loro sono persone con disabilità. Da lì è nata l’idea per il nostro show».

E il pubblico?
«La resistenza iniziale è pazzesca, perché molti arrivano col pregiudizio “disabilità uguale tristezza”. Noi invece facciamo ridere, va bene? Ma dopo le prime scene, di solito, lo hanno capito tutti».

Ci parla un po’ dei suoi colleghi?
«Ah, Davide sa cantare il “Vincerò” e gli piace spacciarsi per me. Erika è una vera vamp, parla di rossetti e trucchi meglio di Belen, e naturalmente non sbaglia mai. La adoro. Andrea fa l’imitatore e vuol pensare solo alle cose belle mentre Federico, al contrario, si occupa dei problemi pratici, è un po’ il nostro commercialista. Giacomo poi è un vero spudorato. Posso dirlo? Una vera faccia di tolla». 

E tutti insieme?
«Hanno una freschezza e una spontaneità che a teatro sono preziose. Per loro vita, bellezza e felicità coincidono. E quando nelle pause li vedo godersi il sole e correre su un prato, mentre io controllo quanti “like” ha preso il mio ultimo “post” sul telefonino, mi sorprendo a chiedermi: “Chi è quello strano?”».

Nessun difetto?
«Eccome. Possono essere egoisti o antipatici o vanitosi o mille brutte cose, come tutti gli altri. Ma falsi, no. Non concepiscono l’inganno. Se li prendo per mano, mi seguono fiduciosi. Sono sempre autentici e “senza filtro”, anche quando recitano. E questo sul palco è un dono».

Un mattatore e sei «disturbatori» in tournée

Lo spettacolo «Up&Down» è un evento comico decisamente scorretto e irriverente. Comincia come una «tradizionale esibizione di Paolo Ruffini» e si trasforma poi in una girandola di incursioni e improvvisazioni comiche, a mano a mano che sei «disturbatori» rubano la scena al presunto «protagonista».

Il coinvolgimento del pubblico in sala è previsto e benvenuto. Qui le date della tournée:

Roma 6 e 26/11/2018 Teatro Brancaccio

Genova 13/11/2018 Politeama Genovese

Torino 14/11/2018 Teatro Alfieri

Firenze 20/11/2018 Teatro Verdi

Bologna 29/11/2018 Teatro Celebrazioni