Home Cinema«Roma»: alla scoperta del film vincitore di Venezia 75

«Roma»: alla scoperta del film vincitore di Venezia 75

Un giorno storico per Alfonso Cuarón e per... Netflix, che si aggiudica il primo grande festival

Foto: Una scena di «Roma»

08 Settembre 2018 | 21:06 di Paolo Fiorelli

Alla fine il Leone d'oro ha messo d'accordo critici e pubblico. Applauditissimo in tutte le proiezioni, «Roma» del messicano Alfonso Cuarón è sempre stato tra i favoriti . E anche se qualcuno malignava che «il fatto che il presidente della giuria, Guillermo Del Toro, sia anche lui messicano non può che aiutare», il premio è ineccepibile.

La «Roma» del titolo non è la capitale italiana, ma il quartiere di Città del Messico dove è cresciuto Alfonso Cuarón. E qui il regista del pluripremiato «Gravity» (ma anche di «Harry Potter e il prigioniero di Azkaban») ha ambientato il suo film più personale, attingendo ai suoi ricordi della vita nel quartiere negli Anni 70, ma scegliendo di seguire un personaggio autonomo e ben caratterizzato: quello di Cleo (Yalitza Aparicio), una giovane domestica che lavora per una famiglia benestante. Al centro del film è proprio il rapporto tutto al femminile che si creerà tra lei, l'altra domestica Adela (Nancy García García) e la padrona Sofia (Marina de Tavira) in un periodo di turbolenti cambiamenti per il Paese.

«Questo film è il tentativo di catturare il ricordo di avvenimenti che ho vissuto quasi cinquant’anni fa» ha dichiarato il regista. «È un’esplorazione della gerarchia sociale del Messico, paese in cui classe ed etnia sono stati finora intrecciati in modo perverso. Soprattutto, è un ritratto intimo delle donne che mi hanno cresciuto, in riconoscimento al fatto che l’amore è un mistero che trascende spazio, memoria e tempo».

Il film, girato in un magnetico bianco e nero, è distribuito da Netflix, il che rende in qualche modo storica questa data. Dopo che Cannes ha messo al bando le pellicole non prodotte direttamente per il grande schermo, come quelle del gigante della tv on demand, non solo Venezia è stata ben felice di «intercettare» gli stessi titoli, ma addirittura coneferisce al colosso americano il massimo premio.
Due politiche diverse, e si vedrà qual è la più illuminata. Ma noi propendiamo per la scelta veneziana: inutile chiudere gli occhi di fronte ai tempi che cambiano e alla nascita di diversi modi di produrre e vedere un film.