Home Cinema«Scusa, ma ti chiamo Raoul». A tu per tu con Bova, l’uomo più corteggiato d’italia

11 Febbraio 2010 | 15:05

«Scusa, ma ti chiamo Raoul». A tu per tu con Bova, l’uomo più corteggiato d’italia

Arriva nelle sale «Scusa ma ti voglio sposare», il film più atteso del weekend degli innamorati, quello di San Valentino. Protagonista Raoul Bova insieme con Michaela Quattrociocche. Tratto dall'omonimo romanzo di Federico Moccia (che è anche il regista) inizia alla vigilia del matrimonio di Alex e Niki, già al centro del precedente «Scusa ma ti chiamo amore». Sorrisi ha chiesto alla produttrice Rita Rusic di intervistare il suo bel protagonista. Per scoprire che...

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«Scusa, ma ti chiamo Raoul». A tu per tu con Bova, l’uomo più corteggiato d’italia

Arriva nelle sale «Scusa ma ti voglio sposare», il film più atteso del weekend degli innamorati, quello di San Valentino. Protagonista Raoul Bova insieme con Michaela Quattrociocche. Tratto dall'omonimo romanzo di Federico Moccia (che è anche il regista) inizia alla vigilia del matrimonio di Alex e Niki, già al centro del precedente «Scusa ma ti chiamo amore». Sorrisi ha chiesto alla produttrice Rita Rusic di intervistare il suo bel protagonista. Per scoprire che...

11 Febbraio 2010 | 15:05 di Redazione

Nella foto, da sinistra, Raoul Bova, Michela Quattrociocche e Federico Moccia (Foto Iwan palombi/Petrosino-Milestone)
Nella foto, da sinistra, Raoul Bova, Michela Quattrociocche e Federico Moccia (Foto Iwan palombi/Petrosino-Milestone)

di Rita Rusic

Raoul Bova è seduto davanti a me. Jeans, T-shirt e pullover. È bellissimo, affascinante, sexy. È senza dubbio il più bel trentottenne italiano. Origini calabresi, sposato, due figli. Sorride e mette in mostra i suoi bellissimi denti bianchi. Una ragazza, per guardarlo, inciampa. È in grande forma. Il 12 febbraio in tutta Italia esce «Scusa ma ti voglio sposare». È interpretato da lui e Michela Quattrociocche, scritto e diretto da Federico Moccia. L’occasione giusta per una chiacchierata.

Rita: Allora Raoul, com’è questo tuo nuovo film?
Raoul: «Allegro, divertente,  brillante… esci dal cinema e sei felice!».
Rita: Alex, il personaggio che interpreti, è l’uomo che tutte le donne vorrebbero sposare: dolce, romantico, bello e di successo. Quanto ti somiglia?
Raoul (ridendo): «Tanto…».
Rita: Nel film vuoi sposarti. Oggi che significato ha il matrimonio?
Raoul: «È una promessa che va mantenuta».
Rita: Cos’è per te l’amore?
Raoul: «Un libro di Moccia!».
Rita: La dichiarazione d’amore più bella che hai sentito?
Raoul: «Non era indirizzata a me, ma a mio figlio. Una sua amichetta gli ha scritto: “Ti amerò da grande”».
Rita: Il gesto d’amore più folle che hai fatto?
Raoul: «I gesti sono considerati folli quando non ami, invece i gesti folli diventano normali quando ami. E io faccio tanti gesti normali».
Rita: Sei geloso?
Raoul: «Sì, quel tanto che serve per essere attento a chi hai di fronte».
Rita: Le tre cose che guardi prima in una donna?
Raoul: «Gli occhi, i denti e il collo. Soprattutto fra l’orecchio e il collo».
Rita: Quali sono le qualità caratteriali che apprezzi in una donna?
Raoul: «Allegria, determinazione e dolcezza».
Rita: Quanto è importante per te la famiglia?
Raoul: «Da uno a dieci… undici».
Rita: Che padre sei?
Raoul: «Un padre attento».
Rita: Divertiamoci un pochino e divertiamo le tue fan. Come dormi? Nudo? Pigiama?
Raoul: «È una sorpresa!».
Rita: Che rapporto hai con il successo?
Raoul: «Molto positivo, anche perché è il frutto di tanto lavoro e mi rende felice».
Rita: Un film che ti ha segnato?
Raoul: «Ghost».
Rita: Allora sei un romanticone. Un tuo pregio?
Raoul: «Mi piace ascoltare».
Rita: Beata tua moglie! Un difetto?
Raoul: «Sono testardo».
Rita: L’avevo capito. Credi in Dio?
Raoul: «Sì, credo in Dio».
Rita: Cos’è per te la felicità?
Raoul: «L’equilibrio».
Rita: Il giorno più bello della vita?
Raoul: «Quando sono nati i miei bambini».
Rita: Come ti vedi tra dieci anni?
Raoul: «Sereno e sempre con una gran voglia di conoscere e sapere».
Rita: Un sogno nel cassetto?
Raoul: «Fare un film insieme con  Rita Rusic…».
Rita: Ma come, l’abbiamo appena fatto!
Alla fine si alza, mi abbraccia, mi ringrazia, e sbuffa: «Ma che domande difficili». Io che lo conosco bene so che lui non ama parlare di sé e della sua vita. È un ragazzo riservato e timido. Lo accompagno alla macchina, sale e scompare nel traffico caotico della città. Accanto a me si sono fermate  almeno una decina tra ragazze e donne sognanti. «Scusi , ma quello era Raoul Bova?». «Sì» rispondo. «È bellissimo… beata lei che lo conosce!».

Federico Moccia: «La gente li rivuole insieme»

«Questa seconda puntata me l’ha chiesta direttamente il pubblico». Così Federico Moccia spiega la nascita del film. «Dopo “Scusa  ma ti chiamo amore” i miei lettori e i miei spettatori volevano sapere cosa sarebbe successo ad Alex e Niki. Rispetto all’altro film questo è più corale, mette in gioco anche tutti gli altri personaggi. Ma chi ha letto il romanzo ritroverà la stessa atmosfera». Una terza puntata? «Può darsi, ma non mi va di forzare né me stesso né il pubblico, dipende dalle aspettative che si creano. In questo momento mi piacerebbe raccontare un uomo solitario, più avanti nell’età, come il George Clooney di “Tra le nuvole”. Peccato che una storia del genere l’abbiano già fatta!».