Home CinemaVenezia 74: grandi applausi per Virzì e il suo «The leisure seeker»

Venezia 74: grandi applausi per Virzì e il suo «The leisure seeker»

Il regista livornese presenta oggi il suo film «americano» con Donald Sutherland e Helen Mirren

03 Settembre 2017 | 17:00 di Paolo Fiorelli

Se un buon viaggio si vede dalla partenza, allora «The leisure seeker», il film che Paolo Virzì ha girato in America con Donald Sutherland ed Helen Mirren, è sulla buona strada. Alla prima proiezione del festival è stato ricoperto di applausi, ripetutisi poi durante la conferenza stampa. Ora lo attende la proiezione di gala serale. Ma intanto possiamo dire che il film non avrebbe potuto ricevere accoglienza migliore.
«Sono felice» dice il regista «la prima volta che sono venuto a Venezia era 20 anni fa e mi sentivo tranquillissimo. Invece questa volta mi posso rilassare solo adesso: stanotte non ho dormito per la tensione. Il che prova che invecchiando si peggiora, come dimostra il mio film!».

Scherzi a parte, i protagonisti di «The leisure seeker» (che in Italia uscirà con il titolo di «Ella & John») sembrano invecchiati molto bene: colti, spiritosi, intraprendenti. Ma devono affrontare una doppia battaglia con la malattia: lei ha il cancro, lui sta perdendo la memoria e alterna momenti di lucidità ad altri di totale smarrimento.
I due si ribellano però al destino che li attende, quello di un doppio ricovero che  segnerebbe anche la loro separazione, e partono per un'ultima vacanza a bordo del «Leisure seeker», un vecchissimo camper degli Anni 70. «È un film dolceamaro, dove ho cercato di ritrarre l'amore coniugale per come è veramente, con gli sprazzi di romanticismo ma anche con quel terribile tormentarsi a vicenda con rimproveri e piccole ripicche. In particolare abbiamo aggiunto alla storia americana un tratto molti italiano, la gelosia reciproca dei due protagonisti, che crea spesso effetti comici».

Notevolissima l'interpretazione di Donald Sutherland ed Hellen Mirren. Dice Virzì: «Quando ho detto che volevo loro per la parte, era quasi un modo per tirarmi indietro, perché ero convinto che avrebbero rifiutato. Invece hanno detto sì. E così è partita la mia avventura americana».
Anche per Virzì comincerà da Venezia la lunga marcia verso gli Oscar? Lui mette le mani avanti: «Oddio, questo devono deciderlo i distributori, anche se ho notato che la data che hanno scelto per l'uscita in America sembra andare proprio in quella direzione. Chissà!».