Venezia 79: arriva Timothée Chalamet in versione “cannibale”

"Bones and All" di Luca Guadagnino è l'evento della giornata. Ma c'è anche Shia LaBoeuf nei panni di Padre Pio

Taylor Russell e Timothée Chalamet in "Bones and All"
2 Settembre 2022 alle 10:44

Una romantica storia... di cannibali! Nessun pericolo di “spoiler”, perché tutte le fan che assediano Venezia per “avvistare” il loro idolo Thimotée Chalamet sanno che il suo film “Bones and All”, che passa oggi in concorso, ruota attorno al dilemma: che fare se provi un desiderio sbagliato e pericoloso, ma a cui non sei assolutamente in grado di resistere? È la situazione in cui si trova Maren (Taylor Russell), che desidera letteralmente divorare chiunque la attragga. Quando incontra Lee (Chalamet) comincia una tormentata lotta per far funzionare un amore che sembrerebbe impossibile... «C'è qualcosa in coloro che vivono ai margini della società che mi attrae e mi emoziona» spiega Luca Guadagnino, che ha tratto il film dal romanzo di Camille DeAngelis “Fino all'osso”. «Amo questi personaggi, intrappolati come sono nell’impossibilità che si trovano di fronte. Il film è per me una riflessione su chi si è, e su come si possa superare ciò che si prova, specialmente se è qualcosa che non si riesce a controllare in sé stessi». Chalamet, 26 anni, lanciato propro da Guadagnino in “Chiamami col mio nome” (per cui è stato candidato all'Oscar) è ormai la giovane star più ammirata e corteggiata di Hollywood, grazie anche a film come “Dune” e “Don't look up”, dove recitava con Leonardo DiCaprio.

Da segnalare poi ben due film francesi in concorso oggi per il Leone. “Athena” di Romain Gavras è una cupa storia di drammi familiari e guerriglia urbana. “Un couple”, di Frederick Wiseman, racconta la travagliata relazione tra lo scrittore Lev Tolstoj e la moglie Sofia.

Molta curiosità anche per il film in cui Abel Ferrara racconta la figura di Padre Pio, in concorso nella sezione Orizzonti. Il regista americano (ma di origini italiane) intreccia la vicenda personale del santo di Pietrelcina a un drammatico fatto storico: il massacro avvenuto a San Giovanni Rotondo il 14 ottobre 1920, quando soldati e carabinieri spararono sui manifestanti socialisti che volevano esporre la bandiera rossa sul municipio dopo aver vinto le le elezioni locali.

Nei panni del giovane frate di “Padre Pio” c'è Shia LaBeouf, attore dal carattere turbolento reso famoso dalla saga dei “Transformers” e poi da titoli come “Nymphomaniac” e “Borg McEnroe”. Recentemente al centro di polemiche per accuse di maltrattramenti ricevute dalla sua ex e il licenziamento dal set di “Don't worry darling” di Olivia Wilde (ma lui dice di essersene andato), Shia sostiene di essere rinato proprio grazie a questo film, che lo ha portato anche a convertirsi al cattolicesimo. E sarebbe un altro miracolo di Padre Pio.

Seguici