Venezia 79: Brendan Fraser è un gigante di oltre 200 chili

Nella giornata di "The Whale" ci sono anche Penélope Cruz e Elodie, protagonista di "Ti mangio il cuore"

4 Settembre 2022 alle 09:16

Oggi arriva in concorso un regista abituato a stupire (qualche volta anche negativamente, come successe nel 2017 con l'orrorifico “Mother”): Darren Aronofsky. Anche questa volta il regista di inquietanti capolavori come “Il cigno nero” e “The wrestler” (Leone d'oro nel 2008) non lascerà indifferente il pubblico: porta infatti in scena la straziante storia di un uomo che, schiacciato dal dolore per la perdita del compagno e dal senso di colpa dopo aver abbandonato (per lui) la figlia, diventa un bulimico compulsivo, arrivando a pesare oltre 200 chili. Riuscirà a invertire la rotta e a ritrovare un modo di comunicare con la ragazzina di 17 anni? Nei panni del protagonista c'è Brendan Fraser: l'ex eroe di tanti film d'azione, oltre a prendere personalmente peso, ha fatto uso di protesi e abbondante trucco per interpretare Charlie, diventando quasi irriconoscibile. E già si parla per lui di una possibile nomination all'Oscar...

In gara anche “L'immensità” di Emanule Crialese, con Penélope Cruz. Ambientato a Roma negli anni 70, racconta il rapporto ormai in crisi tra Clara (Cruz) e Felice (Vincenzo Amato), che si sono appena trasferiti in un nuovo appartamento, anche se non si amano più. A tenerli uniti ci sono solo i figli e Adriana, la più grande, 12 anni, rifiuta il suo nome e vuole convincere tutti di essere un maschio con un'ostinazione che minerà ancora di più il già fragile equilibrio familiare . «Come tutti i miei lavori, in fondo “L'immensità” è prima di tutto un film sulla famiglia» dice Crialese. «e ruota attorno a Penélope Cruz, alla sua sensibilità e alla sua straordinaria capacità di interazione con i tre bambini, giovanissimi non-attori che non avevano mai recitato prima». Ma il film ha anche una forte componente autobiografica: Crialese ha rivelato che anche lui era una bambina che si chiamava Emanuela, e poi ha fatto la transizione di genere. Chiude la sfilata dei film in gara oggi il francese «Les enfants des autres» di Rebecca Zlotowski, che ha nel cast anche Chiara Mastroianni. Al centro della storia una donna quarantenne che stringe un tenero legame con la figlia del suo nuovo compagno.

Ma la sorpresa del giorno è Elodie, che in “Ti mangio il cuore” (il film di Pippo Mezzapesa che partecipa alla sezione Orizzonti) sfoggia doti di attrice consumata, nonostante sia al suo esordio davanti alla macchina da presa. Il film è una sorta di western moderno, o meglio senza tempo, ambientato in Puglia, in una zona del Gargano dove domina la legge del più forte e bande criminali si contendono il territorio. Elodie è Marilena, moglie del boss della famiglia Camporeale, da sempre in guerra col clan rivale dei Malatesta. Di cui fa parte Andrea (Francesco Patanè), che si innamora perdutamente di lei... ovvio che la tragedia sia inevitabile. «Da un lato una società arcaica e feroce, dominata dalla violenza di leggi primitive che regolano antiche faide mafiose; dall’altro la forza dell’amore che sconvolge e accende il desiderio di una vita diversa» dice il regista Pippo Mezzapesa. «Questa è una storia archetipica che parla di amore, vendetta e morte, ma anche di una terra di prepotente bellezza straziata da una mafia poco conosciuta e spietata. Marilena però non ha paura di vivere le proprie passioni e non intende piegarsi a un destino già scritto. Perché un destino diverso è possibile». Il film, che ha nel cast anche Michele Placido e Tommaso Ragno nei panni dei due capifamiglia, arriverà nelle sale il 22 settembre.

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