Venezia 79: dopo il trionfo di Harry Styles, in gara Gianni Amelio

Bagno di folla per la rockstar. E ora il regista italiano propone “il signore delle formiche”

6 Settembre 2022 alle 10:46

Harry Styles ha infuocato il tappeto rosso di Venezia, attraversandolo insieme alla sua compagna (e regista) Olivia Wilde per presentare “Don't worry darling”; ma già al suo arrivo al Lido in motoscafo si erano viste scene di delirio e adorazione paragonabili solo a quelle per Timothée Chalamet quattro giorni fa. «Fare l'attore è divertente e forse continuerò» ha detto l'ex leader degli “One Direction”. Mettendo però subito dopo le mani avanti: «cerco di non fare troppi programmi per il futuro. Vivogiorno per giorno. Amo cantare e amo recitare, voglio tenere un piede in entrambi questi mondo e sono certo che ci saranno delle nuove occasioni per fare cinema. Ma non so quando accadrà».

Dopo la giovane rockstar il programma propone, con sapiente mix, un venerato maestro: Gianni Amelio. Il 77enne regista calabrese, già vincitore del festival nel 1998 con “Così ridevano”, presenta il suo ultimo film “Il signore delle formiche” con Elio Germano e Luigi Lo Cascio. La pellicola ricostruisce un clamoroso processo degli Anni 60: quello contro Aldo Braibanti. Drammaturgo e poeta, Braibanti fu condannano a nove anni di reclusione per “plagio” (un reato che oggi non esiste più) di un suo studente e amico. Il ragazzo venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico e sottoposto all'elettroshock perché “guarisse” dal “malefico influsso” del suo professore.
«È un film sulla violenza e l’ottusità della discriminazione» dice Amelio. «Lo spettatore si potrà domandare: come è stato possibile, come è potuto succedere? Ma attenzione: anche se in apparenza oggi non ci si scandalizza più di niente, nella sostanza non è cambiato molto. Dietro una facciata permissiva, i pregiudizi esistono e resistono ancora, generando odio e disprezzo per ogni ‘irregolare’. E questo film vuole infondere il coraggio di ribellarsi».

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