Venezia 79: il lato generoso di Raoul Bova

L’attore è andato fino in Siria per documentare l’opera della Croce Rossa. E i disastri della guerra

Raoul Bova e Rocìo Muñoz Morales alla proiezione di "The lost beauty"
7 Settembre 2022 alle 10:19

Raoul Bova è a Venezia per presentare un documentario realizzato per la Croce Rossa, che sostiene da anni. Per girare "The Lost Beauty - La bellezza perduta" è andato fino in Siria. E grazie ai contatti della associazione (e della sua “gemella” araba, la Mezzaluna rossa) ha potuto visitare luoghi solitamente inaccessibili e purtroppo in gran parte distrutti: come i quartieri devastati di Aleppo e le rovine di Palmira, gioiello archeologico  finito nelle mani dell’Isis. «Ho toccato con mano la ferocia dell’uomo» dice Bova. «Ma ho conosciuto anche la solidarietà e tante persone meravigliose pronte ad aiutare. Anch’io ho voluto aiutare: per usare le parole di papa Francesco, mi sento un “artigiano della pace”. Ora vorrei portare con me il ricordo dei bambini che riescono a ridere e vivere anche tra le rovine. Se ci riescono loro, noi che abbiamo tutto quello che ci serve abbiamo il dovere di non lamentarci. Di essere felici». Emerge così un lato meno noto dell’attore, ma che non deve stupire, perché Raoul è volontario e portavoce della Croce Rossa da molti anni. E con questo film ha fatto commuovere anche Rocìo Morales, sua compagna e madrina della Mostra. A Sorrisi Raoul ha raccontato anche (nella video intervista) che presto tornerà con una nuova stagione di “Buongiorno, mamma!” e con un film di Natale.

Di tono più leggero la presentazione della fiction "Viola come il mare" (la vedremo su Canale 5 dal 30 settembre) con Can Yaman e Francesca Chillemi. I due bellissimi, com'era prevedibile, hanno calamitato l'attenzione di curiosi e ammiratori. Intanto prosegue la gara del festival. Nella giornata di mercoledì i film in concorso sono “The son” di Florian Zeller e “The eternal daughter” di Joanna Hogg. Il primo ha per protagonista Hugh Jackman e si collega idealmente al lavoro precedente del regista, “The father”, che era valso l’Oscar al protagonista Anthony Hopkins (presente anche in questo film). E’ la storia di Peter, un uomo molto concentrato sulla carriera che potrebbe portarlo a Washington, ma la cui vita viene sconvolta quando l’ex moglie Kate ricompare con il figlio Nicholas, ormai adolescente. Il giovane manca da scuola da mesi ed è tormentato, distante e arrabbiato. Peter cercherà di prendersi cura di lui, che rifiuta di andare a scuola, ma deve anche gestire la sua nuova famiglia con Beth, che gli ha dato un altro figlio… Dinamiche familiari anche in “The eternal daughter”, dove Tilda Swinton è un’artista che fa ritorno nell’antica dimora di famiglia, trasformata in un hotel, per affrontare con la madre anziana un segreto rimasto sepolto nel passato.

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