Venezia 79: Leone d’oro a Paul Schrader. E un altro italiano in gara

La mostra celebra il regista di “American gigolo” (e sceneggiatore di “Taxi driver”) mentre Andrea Pallaoro presenta “Monica”

3 Settembre 2022 alle 08:59

Questo sabato il festival celebra Paul Schrader, che riceve il Leone d'oro alla carriera. Affermatosi come sceneggiatore di “Taxi Driver” (1976) e “Toro scatenato” (1980), il veterano di Hollywood è poi passato alla regia, firmando tra gli altri “American Gigolo” (1980), “Il bacio della pantera” (1982), “Affliction” (1997) e “Il collezionista di carte” (2021), presentato a Venezia un anno fa. Fuori concorso sarà proiettato il suo ultimo film “Master Gardener”, un thriller con Joel Edgerton e Sigourney Weaver. Lui interpreta un esperto giardiniere, lei la ricca signora di cui cura la tenuta. Quando quest'ultima lo prega di assumere come assistente sua nipote Maya (Quintessa Swindell), una ragazza misteriosa, il pacifico giardiniere si ritroverà risucchiato in una serie di intrighi. Ma il più grande di tutti è il suo passato, da cui era fuggito molti anni fa...

È anche il giorno del secondo film italiano (su cinque) in gara per il Leone d'oro: “Monica” di Andrea Pallaoro. Cinque anni fa il regista di Trento (che però vive negli Stati Uniti da quando aveva 17 anni, e infatti gira regolarmente in inglese) aveva già portato a Venezia “Hanna”, che valse a Charlotte Rampling la Coppa Volpi come migliore attrice. La protagonista di “Monica” (Trace Lysette) torna a casa dopo una lunga assenza e ritrova la madre da cui si era allontanata da adolescente. Ma lei non la riconosce. Perché Monica da bambino era un maschio, ma voleva diventare donna. E per lui non c'era posto in una famiglia tradizionalista. «Negli ultimi anni, il confronto con la malattia di mia madre mi ha portato a riflettere sul mio passato e sugli effetti psicologici dell’abbandono» dice il regista. «A partire da questa esperienza ho voluto raccontare una storia che esplorasse la complessità della dignità umana, le conseguenze profonde del rifiuto e le difficoltà nel guarire le proprie ferite». A interpretare la madre del film c'è Patricia Clarkson, che tra l'altro è una delle attrici preferite di Woody Allen (l'abbiamo vista in “Vicky Cristina Barcelona” e “Basta che funzioni” ).

Gli altri due film in concorso sono “All the beauty and the bloodshed” e “Argentina, 1985”. Il primo è un documentario sulla fotografa Nan Goldin, nota soprattutto per i suoi ritratti della comunità LGBT e per la sua battaglia contro l'uso di medicinali oppioidi (molto diffusi negli Stati Uniti e di cui lei stessa è stata a lungo dipendente. Il secondo vede Ricardo Darin e Petr Lanzani nei panni di Julio Strassera e Luis Moreno Ocampo, i due procuratori che nel 1985 osarono indagare e perseguire i responsabili della fase più sanguinosa della dittatura militare argentina. Due persone che nello stato sudamericano hanno raggiunto uno status di eroi della democrazia paragonabile a quello dei nostri Falcone e Borsellino.

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