Home CinemaVita di Pi, ecco le risposte a tutte le vostre domande sul film di Ang Lee

Vita di Pi, ecco le risposte a tutte le vostre domande sul film di Ang Lee

La storia del giovane indiano che vive un’incredibile avventura nell’Oceano Pacifico lascia a bocca aperta per i suoi effetti speciali, ma è anche vero che il pubblico esce dal cinema con più di una domanda. Ecco le risposte

10 Gennaio 2013 | 20:12 di Antonio Mustara

Da metà dicembre, oltre 800 mila italiani hanno visto in sala «Vita di Pi», il primo film in 3D di Ang Lee. Tratta dal bestseller di Yann Martel, la storia del giovane indiano che vive un’incredibile avventura in mezzo all’Oceano Pacifico in compagnia di una tigre del Bengala lascia a bocca aperta per gli effetti speciali. Ma è anche vero che il pubblico esce dal cinema con più di una domanda. Per questo abbiamo pensato di fornirvi qui le risposte. Siete avvertiti: non procedete nella lettura se non avete visto il film.

Yann Martel, l’autore del romanzo da cui è tratto il film, si è ispirato a una storia vera?

«No, Martel ha scritto “Vita di Pi” sviluppando una sua idea, nata dopo aver letto la novella "Max and the Cats" di Moacyr Scliar. Ha trascorso alcune settimane in India e poi ha completato le sue ricerche nella biblioteca della McGill University di Montreal. Per finire il libro gli ci sono voluti quattro anni. Quando uscì in Canada, l’11 settembre 2001, in pochi si resero conto del potenziale di “Vita di Pi”. Ma in seguito il passaparola positivo lo ha fatto diventare un bestseller planetario: nove milioni di copie vendute e il Man Booker Prize for Fiction».

Gli animali che vediamo nel film sono tutti realizzati al computer?

«Praticamente sì, ma i loro movimenti sono stati “disegnati” facendo ricorso ad animali veri. In particolare, per Richard Parker sono state usate quattro tigri: King, sua sorella Mink, Themis (già vista nel film di Annaud “Due fratelli”) e Jonas. La Iena invece si chiama Vlad. Gli unici animali veri sono quelli nelle scene dello zoo, ma non tutti. La giraffa, per esempio, è digitale».

In quale città dell’India è stata girata la prima parte del film?

«Le scene in esterni della prima parte sono state girate in India, nei luoghi del romanzo, Pondicherry e Munnar. Lo zoo che si vede nel film è invece quello di Taipei, nell’isola di Taiwan».

Dove sono state girate le scene in mare?

«L’80% di “Vita di Pi” è stato girato in un aeroporto abbandonato di Taichung, sempre a Taiwan, la patria di Ang Lee. È qui che sono stati costruiti l’enorme vasca delle onde e l’avveniristico set nel quali è stata girata quasi tutta la parte della storia che si svolge nelle acque del Pacifico. L’acqua è stata aggiunta al computer, tranne che nelle scene del naufragio: lì l’acqua è vera».

Dove sono state girate le scene dell’approdo di Pi nell’isola dei suricati?

«Sempre a Taiwan, località Kenting».

Come si chiamano gli alberi dalle enormi radici sull’isola dei suricati?

«Sono gli alberi di baniano, una cosiddetta pianta epifita che si espande generando radici all’infinito in direzione laterale. Il baniano è considerato un albero sacro».

Quali sono, se ci sono, le principali differenze tra la storia raccontata nel libro e quella raccontata nel film?

«Alla fine del romanzo sono solo gli inquirenti giapponesi a dover scegliere a quale storia credere. Nel film questa scelta tocca allo scrittore che ascolta il racconto di Pi adulto e dunque al pubblico.

Nel romanzo non esiste la danzatrice Anandi di cui si innamora il giovane Pi. Il personaggio è nato anche perché Ang Lee voleva inserire nel film la danza tradizionale Bharatanatyam, da lui “scoperta” grazie al documentario di Louis Malle “Phantom India” del 1968.

Nel romanzo il personaggio del cuoco interpretato da Gerard Depardieu compare solo nel racconto alternativo di Pi agli inquirenti giapponesi. La scena nella mensa sulla nave è stata scritta apposta per il film.

Nel romanzo Pi riesce in qualche maniera ad addestrare Richard Parker. Questo non succede nel film».

Il deperimento fisico del protagonista è reale?

«Sì, Suraj Sharma ha perso peso in tempo reale. Anzi, prima dell’inizio delle riprese ha dovuto guadagnare qualche chilo per poi perderlo. Tuttavia, nella scena in cui, stremato, accarezza Richard Parker e gli dice “Stiamo morendo”, il suo aspetto è stato reso ancora più emaciato usando il computer».

Esistono davvero le Piscine Molitor a Parigi?

«Sì, ma sono chiuse dal 2009. Esiste però un progetto per trasformarle in centro sportivo. La piscina che vediamo nel film è stata costruita nell’aeroporto abbandonato che ha ospitato la produzione».

Nel finale, Pi adulto racconta una versione alternativa di quello che gli è successo. Qual è la storia vera, quella con gli animali o quella senza?

«Negli ultimi minuti del romanzo (e del film), il protagonista racconta di aver fornito agli inquirenti della compagnia navale una seconda versione dei fatti: lui era la tigre Richard Parker, l'orangotango era sua madre, la zebra era un marinaio, la iena era il cuoco interpretato nel film da Gerard Depardieu. La medesima storia di sopravvivenza, dunque, che però in questa versione è dominata dalla ferocia dell’uomo con tanto di cannibalismo. Nello spettatore resta così il dubbio: qual è la storia vera? Ovviamente solo l’autore può dirlo.

Ecco che cosa scrive Martel nella prefazione del libro “Il making of Vita di Pi – Un film, un viaggio” (ed. L’Ippocampo, 15 euro): “Sta a ciascun lettore decidere di cosa parla Vita di Pi. (…) Quella di Pi e Richard Parker è una storia che parla di una scelta esistenziale. Come vivi la tua vita? Sei pilotato dai categorici editti del raziocinio o aperto a possibilità più prodigiose?”.

In conclusione citiamo l’opinione di Roger Ebert, autorevole critico del Chicago Sun-Times: “L'intera storia è reale? Mi rifiuto di rispondere a questa domanda: Vita di Pi è tutto reale, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, e ciò che significa lo deve decidere lo spettatore. Io ho deciso che è uno dei migliori film dell'anno”».