Allarme siccità: l’acqua sarà sempre più preziosa

Fiumi in secca, agricoltori disperati, rischio razionamento. Gli esperti avvertono: «Possiamo rimediare, ma serve un cambio di mentalità»

Ecco come è ridotto il Po (da cui dipende buona parte dell’agricoltura del nord Italia) a Castel San Giovanni (PC). Foto del 20 giugno 2022
30 Giugno 2022 alle 07:48

Non solo caldo record. La nuova emergenza dell’estate è la carenza d’acqua. Tanto che molti enti locali hanno già introdotto il razionamento e il governo sta lavorando ai decreti antisiccità. Ma come siamo arrivati a questo punto?

«Il problema della siccità viene da lontano» spiega Andrea Giuliacci, meteorologo di Meteo.it e volto popolare della tv per tutti gli italiani. «Nei primi cinque mesi dell’anno è piovuto il 44% in meno della media. È il record degli ultimi 70 anni (quello precedente era del 1997: -37%). È come se all’appello dell’acqua caduta con la pioggia mancasse l’equivalente dell’intero Lago Maggiore». Così abbiamo assistito a scene impressionanti come le secche del Po, che in alcuni punti del suo percorso si è ridotto a poco più di un rigagnolo, con il livello abbassatosi anche di otto metri e l’acqua del mare che risale la foce; o come la disperazione di molti coltivatori che vedono a rischio la loro sopravvivenza economica: secondo la Confederazione italiana agricoltori i danni complessivi potrebbero superare il miliardo di euro e solo nella Pianura Padana è a rischio il 50% della produzione agricola. «Bisogna dichiarare lo stato di emergenza» incalza Franco Verrascina di CopAgri, la Confederazione dei produttori agricoli, «per aiutare migliaia di aziende stremate dai danni della siccità, che si vanno ad aggiungere alle ripercussioni della pandemia e del conflitto russo-ucraino e agli aumenti record dei costi produttivi e dell’energia».

Il rischio è che vadano perduti interi raccolti di culture che necessitano di molta acqua, come mais, riso e pomodori: uno scenario catastrofico. C’entra anche il riscaldamento globale? «Certo» risponde Giuliacci. «Il calore è il “carburante” di tutti gli eventi atmosferici, compresi i nubifragi, che diventano sempre più potenti. Anche l’anticiclone nordafricano, che porta aria calda dal Sahara, è più forte che in passato e si ferma sull’Italia molto più a lungo. Così in 50 anni abbiamo già perso un terzo della superficie dei nostri ghiacciai alpini. E tutto fa pensare che questa sarà un’estate molto calda. Non dico al livello di quella “infernale” del 2003, ma quasi. Del resto, cinque estati-record su sei appartengono all’ultimo decennio (ecco la classifica: 2003, 2017, 2019, 2012, 2015, 2021, ndr)».

Come se ne esce? «Sul lungo periodo, limitando l’uso di combustibili fossili che creano i gas serra. Ma ci vorranno decenni. Più nell’immediato, dobbiamo capire che non possiamo più permetterci acquedotti che perdono enormi quantità di acqua (la media nazionale è del 42%) ed evitare altri tipi di sprechi. Dobbiamo imparare dagli israeliani, che con la giusta tecnologia e pochissima acqua sono capaci di far fiorire il deserto. Loro sono anche in grado di recuperare acqua dolce da quella salata del mare, con grandi impianti di desalinizzazione. Ma senza arrivare a tanto noi italiani, oltre a migliorare gli acquedotti, possiamo affinare le tecniche di irrigazione e creare grandi invasi per raccogliere l’acqua piovana, per esempio usando le cave abbandonate. Purtroppo i violenti nubifragi saranno sempre più frequenti e paradossalmente quell’acqua va tutta perduta, perché il terreno non è in grado di assorbirla e quindi scorre via, creando le alluvioni che travolgono tutto».

Ma anche nella vita quotidiana ognuno di noi può dare un contributo decisivo. Lo dice Andrea Segrè, il professore dell’università di Bologna che ha creato la campagna “Spreco Zero” (sprecozero.it) ed è autore (con Luca Falasconi) di “Il libro blu dello spreco in Italia: l’acqua” (Edizioni Ambiente, 14 euro). «Ci sono tante strategie che possiamo applicare ogni giorno, a cominciare dall’alimentazione per continuare con le piccole e grandi abitudini virtuose quotidiane (le trovate sotto, ndr). E non si tratta solo di fare il nostro dovere, ma di dare il via a un grande cambiamento di mentalità. In passato siamo stati anche un po’ “viziati”, perché l’Italia era un Paese con grandi risorse idriche, soprattutto al Nord. Ora tutto sta cambiando e dobbiamo comportarci di conseguenza, adottando comportamenti più responsabili. Ecco perché, anche quando questa emergenza sarà finita, evitare ogni tipo di sprechi (non solo di acqua) dovrà diventare la nostra nuova cultura».

20 cose che dobbiamo fare per risparmiare l'acqua

Anche noi possiamo contribuire ad affrontare l’emergenza. Ecco 20 consigli dai nostri esperti:

  1. Seguiamo la dieta mediterranea. Che cosa c’entra? Il punto è che il 70% delle risorse idriche vengono destinate all’uso agricolo-alimentare. E non tutti i cibi hanno lo stesso “costo” di acqua. Un anglosassone “consuma” con la sua dieta 2.607 litri d’acqua all’anno, mentre chi segue la dieta mediterranea (basata su pasta e cereali, olio d’oliva, frutta e verdura e un basso consumo di carne) solo 1.715.
  2. Applicando i frangigetti ai rubinetti una famiglia di tre persone riesce a risparmiare fino a 6.000 litri d’acqua in un anno!
  3. Chiudiamo il rubinetto mentre ci laviamo i denti, le mani e mentre ci insaponiamo durante la doccia. Usiamo solo l’acqua che serve davvero, anziché “lasciarla scorrere”: il consumo si riduce da tre a cinque volte.
  4. A proposito: una doccia veloce è preferibile a un bagno. Per la prima sono necessari circa 20 litri d’acqua, per il secondo 150. Del resto avete presente quanto a lungo bisogna lasciare aperto il rubinetto per riempire una vasca?
  5. Innaffiamo le piante di notte: di giorno il terreno si secca velocemente e l’acqua evapora subito, quindi ne serve di più.
  6. Preferiamo l’acqua del rubinetto a quella nelle bottiglie di plastica.
  7. Se sospettiamo che ci siano perdite d’acqua anche minime, facciamole riparare. Un rubinetto che gocciola o la guarnizione “allentata” di una doccia possono costarci oltre mille litri d’acqua perduti all’anno.
  8. Se abbiamo un rubinetto lontano dalla caldaia, dove l’acqua calda impiega più tempo ad arrivare, raccogliamo quella che esce nell’attesa e usiamola per lavare i pavimenti o innaffiare.
  9. l miglior sistema di scarico per il Wc è quello con due pulsanti. Chi non ce l’ha può inserire una bottiglia piena d’acqua nella cassetta, in modo da ridurre il volume d’acqua scaricato.
  10. Non laviamo frutta e verdura sotto l’acqua corrente, ma lasciandole a mollo in una bacinella
  11. Non usiamo l’acqua corrente per scongelare gli alimenti più in fretta: così si buttano 6 litri di acqua al minuto.
  12. Aspettiamo che lavatrice e lavastoviglie siano a pieno carico prima di farle partire.
  13. No all’abitudine di sciacquare i piatti a mano prima di metterli in lavatrice, a meno che non siano veramente “incrostati”.
  14. Laviamo l’automobile usando i classici secchio e spugna, e non il tubo per innaffiare.
  15. Non buttiamo l’acqua di condensa prodotta dai condizionatori, ma usiamola per innaffiare fiori e piante sul balcone.

Inoltre ricordiamoci sempre che risparmiare energia elettrica significa risparmiare anche l’acqua necessaria per produrla. E quindi...

  1. Non lasciamo accese tv e radio “in sottofondo”; se non le stiamo seguendo con attenzione, tanto vale spegnerle.
  2. Scegliamo elettrodomestici a basso impatto energetico.
  3. Asciughiamo i capelli con l’asciugamano e non con il phon.
  4. Preferiamo indumenti “no-stiro” per limitare l’uso del ferro.
  5. Lasciamo spento il forno in questi giorni così caldi. Ci sono tante gustose ricette risparmia-energia... che ci terranno anche più freschi.
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