Home LifestyleClaudio Cecchetto: «Sì, voglio fare il sindaco di Misano!»

Claudio Cecchetto: «Sì, voglio fare il sindaco di Misano!»

Il disc jockey si è innamorato di una bella cittadina romagnola e ha deciso di mettersi in gioco

Foto: Claudio Cecchetto con la moglie, Maria Paola Danna

25 Aprile 2019 | 10:05 di Barbara Mosconi

A 67 anni, l’età che molti guardano come un miraggio per ritirarsi a vita privata e godersi la sacrosanta pensione, Claudio Cecchetto si candida a sindaco di Misano Adriatico. Fondatore di Radio Deejay, conduttore di sei Festivalbar e tre Festival di Sanremo, scopritore di talenti (Fiorello, Amadeus e Gerry Scotti, tra i tanti), nonché autore del tormentone del “Gioca jouer”, Cecchetto ha un curriculum che da oltre quarant’anni si srotola ininterrotto fra musica e spettacolo. E ora si arricchisce con la candidatura alle elezioni amministrative del 26 maggio. La sua è una lista civica intitolata «W Misano Viva». Ha già preso la residenza nel comune romagnolo e passa le giornate girando senza sosta per conoscere e farsi conoscere dai misanesi.

Scusi Cecchetto, ma i misanesi cosa dicono della sua candidatura?
«Quando a fine novembre ho cominciato la campagna elettorale pensavano fosse un gioco, una trovata pubblicitaria, magari per lanciare un reality: “Facciamo il sindaco”. Poi vedendomi sempre lì, hanno cominciato a prendermi in considerazione».

Dalla musica alla politica, il passo è lungo o breve?
«Nel mio caso non c’è molta differenza. Io sono sempre stato un talent scout: ora ho scoperto un territorio che ha talento e ho voglia di lavorarci».

Ma perché proprio Misano?
«Lo scorso anno sono stato chiamato dal sindaco per il progetto “Misano Marittima”, dovevo creare una sorta di “smart city”, una zona tecnologica. Il sindaco, al secondo mandato e non rieleggibile, scherzando ha detto: “Perché non lo fai tu?”».

Dallo scherzo alla realtà.
«Ho capito che cosa ero in grado di fare. Mi piace l’idea di mettere a disposizione le mie conoscenze, la mia esperienza, la mia popolarità per fare diventare Misano famosa come Cattolica e Riccione».

Hanno provato a dissuaderla?
«Tutti. La mia vita è piena di persone che hanno cercato di scoraggiarmi. Io ci penso prima di mettermi in un’avventura e, se non è da pazzi, la faccio».

Lei è un personaggio famoso. Mai ricevuto prima proposte politiche?
«Non ho mai frequentato determinati ambienti e del resto... potevo forse rinunciare alla radio e alla produzione discografica per una carriera politica?».

Lei è nato in Veneto, per anni ha abitato a Milano... cosa c’entra la Romagna?
«Ho passato tutte le mie estati in Riviera, sono così legato a questo territorio che mi sono sposato a Riccione».

Sua moglie Maria Paola come commenta questo nuovo progetto?
«Sono 26 anni che siamo sposati, mia moglie sa che quando mi metto in ballo è perché ci credo. È curiosa di vedere cosa combinerò».

La riviera adriatica è legata a tanti importanti ricordi.
«Nel 1996 su viale Ceccarini a Rimini avevamo una sede di Radio Capital al primo piano di un palazzo e per tutta l’estate facemmo esibire gli artisti dal nostro balcone. “Un balcone per l’estate”. C’era sempre il viale pieno».

Prima, nel 1988, traslocò Radio Deejay all’Aquafan di Riccione.
«Lì ci fu il lancio di Jovanotti, la sua consacrazione avvenne quando presentammo “Jovanotti for President” all’Aquafan. Facevamo il lavoro più bello del mondo nel posto più divertente d’Italia, era come stare in vacanza».

E ora arriva Misano, un comune di 13 mila abitanti in provincia di Rimini. Quand’è stata la prima volta che ci ha messo piede?
«Ci venivo da Riccione per un locale che si chiamava Bobo. Era l’unico sulla spiaggia, direttamente sulla sabbia. Ma nell’ultimo anno ho avuto modo di conoscerla bene».

La cosa più bella di Misano?
«Il verde. Ha un territorio pazzesco, non edificato. Ha un terzo degli abitanti di Riccione, ma è grande tre volte».

Qualcosa che l’ha sorpresa?
«Un campo di “footgolf”, il golf giocato con il pallone da calcio. Ivano Bonetti, ex giocatore della Juventus che vive a Misano, mi ha fatto provare l’ebbrezza di questo sport».

Cosa cambierebbe di Misano?
«Aumenterei la segnaletica per andare all’autodromo, per rimarcare che Misano è la città dei motori».

Lo slogan del suo programma è: «Misano ti amo». Non le pare un po’ esagerato?
«Perché? Bisogna amare un territorio, io ho sempre amato i miei artisti. Poi l’amore per una donna è diverso».

Nella lista elettorale di Cecchetto ci si aspetterebbe qualche nome “vip”.
«No, questa è una lista civica. Io metto a disposizione la mia notorietà, le mie conoscenze, ma la giunta deve essere fatta da misanesi, da persone che conoscono e amano il territorio. Dopo, nel caso, le collaborazioni con altri personaggi saranno possibili».

È più in ansia a guardare i sondaggi elettorali rispetto a quando scorreva le classifiche musicali?
«I sondaggi ancora non li ho visti. Probabilmente ci sarà l’ansia del giorno prima delle votazioni. Tra il 25 e il 26 maggio non chiuderò occhio».

È già stato in pellegrinaggio alla chiesa del patrono San Biagio?
«Questo mi manca».

La colonna sonora della sua campagna elettorale?
«Ultimamente mi dà molta grinta e carica l’album di Salmo».

Preferisce essere ricordato come l’inventore del mitico ballo “Gioca jouer” o come sindaco di Misano?
«Al “Gioca jouer” sono affezionato e ne vado fiero. A volte vedo la gente che mi viene incontro e mi sorride, e lo so che mi sta sorridendo per il “Gioca jouer”. È entrato nel cuore degli italiani».

Comunque vada non ci pensa proprio ad andare in pensione.
«Cosa faccio? Vado in crociera? Ci si lamenta che tutti vanno in pensione troppo presto. Io, invece, non vado a gravare sulle casse dello Stato, ma continuo a produrre».