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Come decorare la casa con le luci di Natale

Volete illuminare il vostro appartamento per le feste? Un famoso designer delle luci di musical e show teatrali vi spiega come fare

06 Dicembre 2018 | 14:50 di Giusy Cascio

Cascate, filari, nidi, stalattiti. E ancora: stelle comete, candele, renne, slitte e campanelline. Mille forme hanno le luci che accendono il Natale nelle nostre case e fanno subito festa. Se state pensando di arricchire le stanze con tante decorazioni splendenti, questo articolo fa proprio per voi: abbiamo chiesto a un professionista del mondo dello spettacolo come creare illuminazioni natalizie davvero magiche.

Il nostro esperto si chiama Valerio Tiberi ed è un «lighting designer» socio dell’Associazione italiana lighting design (www.aild.it). Originario di Spoleto, vive a Milano, dove insegna al corso per realizzatori di luci all’Accademia del Teatro alla Scala. Specialista di allestimenti teatrali, ha lavorato a Broadway e nei galà di danza con Roberto Bolle. Al momento, sono in cartellone diversi show di cui ha curato il disegno delle luci, tra cui i musical «Mary Poppins» e «Grease» e la pièce teatrale «Vincent Van Gogh - L’odore assordante del bianco» con Alessandro Preziosi. Ecco i suoi consigli.

Fissa o dinamica?

«Per una resa spettacolare, la luce non deve essere statica, ma cambiare a seconda del “racconto” che si vuol fare. Bisogna assecondare i ritmi della giornata con una luce più bianca e forte di giorno, quando c’è il sole. E più calda, invece, per accentuare il contrasto con il buio della sera».

E l’effetto intermittente?

«Va bene a piccole dosi, in punti specifici delle decorazioni natalizie: l’albero, o il presepe. Oppure un centrotavola, nei momenti clou dei selfie e delle foto, a cena con degli ospiti. Ma tutta la casa in versione “accendi-spegni” è a mio gusto eccessiva, da discoteca».

Meglio bianche o colorate?

«Colori sobri, senza mischiarli troppo. Eviterei il verde, perché è un colore più estivo. E perché basta già far risaltare con la luce il verde naturale dell’abete o delle corone natalizie. Gli abbinamenti più eleganti sono il rosso rubino con un bianco caldo e il blu notte con un bianco freddo. Bisogna provarli, per evitare che il rosso viri verso l’arancio e il blu verso il viola. Quando si acquistano le luci, occorre pertanto stare attenti alla cosiddetta “temperatura colore”, misurata in gradi Kelvin (K).Per esempio, 5.600 K indica una luce molto bianca, quasi “neve”, mentre 2.700 K è più dorata, quasi “candela”».

Led o lampadine?

«Per chi, come me, preferisce l’atmosfera “vintage”, dunque più tradizionale e un po’ rétro, le lampadine a incandescenza sono l’ideale. Ma il led è da preferire in termini di risparmio energetico, sicurezza e durata. Consuma meno, non si “brucia” generando cortocircuiti e può essere riutilizzato nel tempo perché non si rompe facilmente».

Corrente o batteria?

«La corrente è necessaria per cambiare intensità alle luci. Ma se vogliamo decorare anche l’uscio, le piante, il portaombrelli sul pianerottolo o i punti di casa lontani dalle prese, possiamo utilizzare luci a batteria: le classiche catene e collane, insomma. Naturalmente va nascosto il cassettino con le pile in un sacchetto di juta o di stoffa o con un pacchetto regalo in tema natalizio».

Quali sono i punti più strategici da decorare?

«Io prediligo quelli in alto: due angoli opposti del soffitto in soggiorno, da cui far scendere dei filari di luce. O i lampadari, da decorare a mo’ di nuvola luminosa. Lo dico anche per motivi pratici: i gatti in casa, per esempio, rovinerebbero gli addobbi sul percorso dei battiscopa lungo i pavimenti».

Le luci vanno in tutte le stanze?

«Assolutamente sì, è Natale ovunque! Io metterei anche un piccolo elemento ricorrente, cioè che si ripete in tutte le stanze. Può essere una simpatica renna, per esempio. A casa mia, con mia moglie Simona, facciamo diversi alberi, tutti innevati, di dimensioni diverse: uno piccino anche in bagno (ride). E non dimentichiamo le stanze da letto, specialmente quella dei bambini: sopra la testata, possiamo comporre una parola attorcigliando un tubo di led, oppure appendere una cometa luminosa. Anche senza usare l’elettricità, bastano le stelle adesive che diventano fluorescenti al buio».

Come si crea un’atmosfera gioiosa senza spendere troppo?

«Immaginiamo che i fili di luci siano dei festoni da appendere da un capo all’altro delle pareti, come speciali “fili da biancheria”, su cui appendere foto dei familiari con le mollette da bucato. Per dare una sorta di ombreggiatura alle decorazioni, possiamo anche applicare alle lucette della carta velina ritagliata in forme particolari o, in alternativa, dei pirottini da pasticcini già pronti, bianchi o colorati. Io, in passato, ho usato i vecchi portarullini delle macchine fotografiche; se ne trovano ancora dai rigattieri. Ma andrebbero bene anche dei vecchi bigodini di plastica».

Un’idea facile, chic ed ecologica per chi ama riciclare?

«Stiamo già mangiando pandori e panettoni? Intagliamo le scatole di cartone vuote (come si fa con le zucche ad Halloween, per intenderci) incidendo dei fiocchi di neve o altri motivi natalizi: campanelle, palline.... Occhio, però: dentro non mettiamoci i lumini, altrimenti rischiamo di incendiare casa! Con molta accortezza, illuminiamole da fuori con le candeline accese, ma a distanza di sicurezza. E comunque spegniamole sempre prima di andare a dormire».

E le luci esterne per chi ha un balcone, un terrazzo o un giardino?

«Si possono incorniciare di luci le finestre, in modo che dall’esterno la casa sembri un quadro. Oltre a decorare con fili di luci gli alberi, è divertente proiettare sulle pareti esterne con un proiettore dei Babbi Natale o delle slitte. Si potrebbe colorare con le luci una fontanella in giardino. Mi raccomando, le luci da esterno devono resistere alla pioggia e alla neve, entrare in contatto con l’acqua o addirittura esservi immerse senza problemi. Pertanto hanno caratteristiche tecniche precise: il loro “indice di protezione” (IP) deve essere molto alto. Lo standard minimo per stare tranquilli è IP65».