Come innaffiare le piante senza sprecare l’acqua. Ce lo spiega Luca Sardella

L’esperto di verde di Sorrisi ci insegna i trucchi giusti avere un giardino sempre rigoglioso

Luca Sardella e la figlia Daniela: insieme conducono “Sempre verde” su Rete 4
16 Luglio 2022 alle 08:20

Oggi del problema dell’acqua parlano tutti, purtroppo: la temperatura del globo si è così alzata che ormai anche in Italia possiamo coltivare banane, avocado, papaia e mango avendo un clima alternativamente secco e umido, arido e cocente, ottimo per le piante esotiche che hanno bisogno di meno idratazione.

Si pensi che una volta le viti crescevano vicino al mare e in pianura, mentre ora per avere un’ottima uva (e un ottimo vino) la vigna va messa in collina o verso la montagna, a meno che non si faccia il passito. Anche le alluvioni o i cicloni che si abbattono all’improvviso, provocando allagamenti, non forniscono acqua utile alle piante: è come quando si bevono tre litri d’acqua tutti insieme, non hanno lo stesso effetto di una flebo che ci tiene idratati poco alla volta tutta la giornata.

Come sta il terreno?

Ricordiamoci che spesso innaffiamo troppo le piante per eccesso di amore o di pigrizia (come si dice, innaffiamo molto oggi per innaffiare meno domani). Il primo consiglio è: cominciamo a dare meno acqua e a diventare dei “pollici verdi” toccando sempre il terreno per saggiare con le dita e capire se è umido o completamente asciutto. Deve essere una via di mezzo. Quando la terra inizia a diventare polverosa allora bisogna dare un po’ di acqua, poca e usando un sottovaso che la raccolga. E inoltre cominciamo a servirci di impianti di irrigazione a goccia che sono ottimi per risparmiare acqua.

L’importanza del sottovaso

Nel sottovaso vanno messi dei sassolini che permettono di tener alzato il vaso e sfruttare così l’acqua che cala. Quando il sottovaso si riempie di acqua non la buttate, però, ma prendetela e rimettetela nel vaso o in un secchio per usarla successivamente.

Viva l’argilla!

Una volta dicevo sempre: «Mi raccomando, non usate terreno argilloso perché trattiene troppo l’acqua e si formano le muffe!». Ora con la siccità la situazione è cambiata: si può aggiungere argilla in tutti i vasi, negli orti e nel terreno dei giardini. Mischiamo del terreno argilloso alla terra che abbiamo, non tanto, basta fare degli strati di 2 o 3 centimetri. Se abbiamo invece un vaso di medie dimensioni, bisogna aggiungerne circa 300 grammi. In questo modo innaffiando l’acqua viene trattenuta dalle particelle argillose che si gonfiano come una spugna per molto tempo, poi la terra cede l’acqua alla pianta a mano a mano che ne ha bisogno. Si evita così che scoli via e si perda inutilmente.

Occhio... al secchio

Teniamo sempre dei secchi pronti quando è prevista pioggia e riempiamoli con acqua piovana da usare all’occorrenza. Chi ha il giardino può scavare delle fosse e foderarle con un po’ di plastica così quando c’è un bel temporale la fossa si riempie e la plastica trattiene l’acqua da usare poi per innaffiare.

Bere come una spugna

Prendiamo delle spugne, possibilmente vegetali, facciamole a pezzettini e mischiamole nel terreno. Dobbiamo metterle sotto le piante e nelle vicinanze, facendo dei piccoli buchi dove inserirle qua e là. Vi spiego perché: quando innaffiamo, le spugnette si riempiranno di acqua che verrà ceduta gradualmente nel momento in cui la pianta ha bisogno di bere.

Arriva il super gel

Un’azienda americana ha fatto una scoperta davvero eccezionale: ha inventato un gel “idroretentore”, ovvero con l’incredibile capacità di assorbire l’acqua dall’aria. Si pensi che in un giorno assorbe litri di acqua persino nella zona più arida del mondo perché l’aria è composta sempre di umidità. In giardinaggio si può usare in due forme diverse. Il primo (idrogel) si presenta in granuli che si acquistano facilmente su Internet, possono essere sparsi nel terreno attraverso le macchine spandi-concime oppure direttamente con le mani usando i guanti. Una volta sparso si fa una zappettatura leggera, una parte va sotto (ma non troppo) e una parte resta fuori. Non c’è bisogno di innaffiare perché i granuli si gonfiano da soli nel terreno e lo fanno diventare poroso, oltre che umido, e la porosità favorisce la microflora e la microfauna rendendolo più fertile. Con la stessa sostanza gelatinosa si realizzano pannellidi varie grandezze (da mezzo a un metro quadro), che si possono disporre leggermente inclinati sul davanzale: ogni foglio riesce a catturare in un giorno anche 16 litri di acqua potabile, poi si strizzano e l’acqua si conserva facilmente in un bidone.

La farina che fa bene all’orto

Un altro aiuto per la siccità arriva dalla farina di semi di carrube. Pensate che riesce ad assorbire una quantità di acqua pari a 50 volte il suo peso, davvero tanto! Mettete un po’ di questa farina in superficie nell’orto, tutto intorno alle piante, zappettate e date un’innaffiatina. In questo modo la farina si riempie di acqua e può stare giorni, anche qualche settimana, senza bisogno di innaffiare ulteriormente. In pratica, è come un’enorme spugna infilata nel terreno.

Nuovi acquisti

Se in questo periodo volete mettere nuove piante in giardino o sul terrazzo vi suggerisco di prendere quelle che hanno bisogno di pochissima acqua, come la sanseveria, l’aloe vera e tutte quelle che appartengono alla famiglia dei cactus, piante che hanno foglie strette, lunghe e coriacee. Adatti sono anche il rosmarino (che ha bisogno di un terreno ciottoloso) o gli alberi con gli aghi come cipressi e cipressini. Evitate invece le piante con foglie labiate, larghe e molto sottili: in questo caso l’acqua evapora subito e si afflosciano in men che non si dica.

L’alternativa senza terra

C’è un’alternativa che serve a risparmiare acqua ed è l’agricoltura idroponica, termine che significa “coltivare nell’acqua”. Ma come è possibile con la penuria di questa materia prima che stiamo vivendo? Semplice, questa tecnica prevede l’uso di vaschette che girano, una di fianco all’altra, dentro le quali non c’è terra ma griglie dove sotto scorre l’acqua, sempre la stessa che va in ricircolo, a cui si possono aggiungere ogni tanto dei concimi liquidi. La pianta vive quindi attaccata alle griglie (le piante amano il terreno soprattutto perché ci si ancorano, altrimenti cadono). In questo modo si comportano come vere piante acquatiche e stanno benissimo

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