Cosa sapere sul Qatar, sede dei Mondiali di calcio 2022

Uno sguardo sul Paese ospitante, scelto dalla FIFA, che ha causato non poche polemiche

19 Novembre 2022 alle 08:47

Se è vero che la Nazionale non scenderà in campo, perché non ci siamo qualificati, è altrettanto vero che comunque per un mesetto tutta Italia sentirà parlare ovunque di Qatar, del Paese e dei suoi Mondiali. E allora, per non fare i novelli Don Abbondio e dire: «Qatar! Chi è costui?», ecco alcune cose da sapere per fare conversazione tra una partita e l’altra.

Dove siamo?

Il Qatar è vasto all’incirca quanto l’Abruzzo e occupa una lingua di terra che dalla costa orientale della penisola araba si protende nel Golfo Persico. La distanza tra Roma e la sua capitale Doha è di circa 4.000 chilometri, per cinque ore e mezzo di volo. Doha ha quasi due milioni e 400 mila abitanti, l’80 percento della popolazione del Paese, e sarà il cuore della Coppa del Mondo di calcio: ospita infatti quattro degli otto stadi impegnati, mentre altri due sono ad Al Wakrah e Al Rayyan, sue città “satellite”. Più lontani dalla capitale, invece, gli stadi di Al Khawr e di Lusail, dove si giocheranno le partite di inaugurazione e di finale.

Uno Stato giovane…

Il Qatar è indipendente dal 3 settembre del 1971, dopo essere stato dal 1916 un protettorato britannico. Oggi è un emirato (una forma di monarchia tipica del mondo islamico) guidato dalla famiglia Al Thani: dal 2013 l’emiro del Qatar è il 42enne sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.

…ma dal nome antico

Se la presenza umana nella penisola risale a 50 mila anni fa, il primo a evocare il nome Qatar sarebbe stato il dotto romano Plinio il Vecchio, che nel sesto libro della sua enciclopedica “Naturalis historia” (pubblicata attorno all’anno 77) cita il popolo dei Catharraei.

Petrolio e gas

La ricchezza del Qatar è nel sottosuolo: il Paese è uno dei principali esportatori mondiali di petrolio e gas naturale.

Il Qatar in tavola

Un menu qatariota è sostanzialmente identico a quello degli altri Paesi arabi. Il piatto “forte” è il kabsa (o machbus), una portata che unisce riso, carni di agnello o pollo, verdure e spezie assortite.

Il Qatar in campo

La squadra del Qatar occupa il 50° posto su 211 nella classifica delle nazionali (l’Italia è sesta). Il miglior risultato lo ha raggiunto nel 2019 vincendo la Coppa d’Asia. La “Serie A” si chiama Qatar Stars League e la stella tra le 12 squadre è l’Al-Sadd di Doha con 16 scudetti.

I simboli del Mondiale

Il simbolo del Mondiale è uno scialle bianco con decori floreali, intrecciato a formare una sorta di otto che richiama sia gli otto stadi in cui si giocherà, sia un’immagine stilizzata della coppa che andrà ai vincitori. La mascotte del torneo si chiama La’eeb (in arabo: giocatore abilissimo) ed è un’entità che viene dall’indescrivibile Mondo delle mascotte e in cui ciascuno può riconoscere le fattezze di ciò che preferisce, perché il suo scopo è solo quello di diffondere gioia e divertimento.

Polemiche accese

L’assegnazione del Mondiale al Qatar ha suscitato alcune polemiche. Al di là della perplessità sul giocare in autunno (il caldo estivo sarebbe stato tremendo) e dei sospetti di “aiutini” nell’ottenere l’organizzazione (la Fifa non ha rilevato irregolarità), rimangono critiche sul trattamento dei lavoratori nei cantieri degli stadi e, più in generale, sul rispetto dei diritti civili nel Paese.

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