Home LifestyleE ora che siamo noi a restare chiusi in casa? I consigli della psicologa del GF

E ora che siamo noi a restare chiusi in casa? I consigli della psicologa del GF

La psicologa del "Grande Fratello" ci dà consigli su come affrontare la convivenza (o solitudine) forzata in tempi di coronavirus

Foto: Piera Fiorillo

02 Aprile 2020 | 8:45 di Solange Savagnone

In pochi giorni, l’eccezione è diventata… la regola! Ora anche noi viviamo chiusi in casa come i protagonisti del “Grande Fratello Vip”. Quindi chi meglio di Piera Fiorillo, da 19 anni psicologa del reality di EndemolShine Italy, potrebbe dirci cosa fare per affrontare la reclusione forzata?

Piera, quali similitudini ci sono tra noi e gli inquilini della Casa?
«L’unica similitudine è la reclusione. Ma noi, a differenza loro, possiamo usufruire di tutti i sussidi tecnologici che ci consentono di rimanere costantemente informati, in collegamento con gli altri e di essere in qualche modo padroni del nostro tempo».

Ora i concorrenti hanno paura di quello che li aspetta fuori. A loro quando usciranno cosa consiglierà?
«Finora hanno vissuto in una “bolla protetta” con informazioni costanti, ma senza una consapevolezza concreta. Il mio primo compito sarà spiegare nel modo più chiaro ed esaustivo possibile le condizioni di vita fuori della casa e il senso di responsabilità che questo comporta».

Noi invece come possiamo affrontare le ansie che ci provoca questo periodo così difficile?
«Ognuno di noi può trovare giovamento nel confronto, nella condivisione, negli affetti e anche nelle cose pratiche».

È un bene o un male aver scoperto di essere fragili?
«Dal mio punto di vista è un bene: ci impone una grande riflessione sul senso della vita».

I flash mob, come cantare o applaudire tutti alla stessa ora, hanno senso?
«Assolutamente sì. Aiutano il morale e alleviano la sensazione di solitudine».

Ripetere come un mantra la frase «andrà tutto bene» non è un po’ infantile, vista la situazione tragica?
«In una delle sue accezioni, per mantra si intende “pensiero che protegge” e ritengo che proteggere responsabilmente sé stessi e gli altri sia l’imperativo del momento».

A quale altra frase ci possiamo aggrappare in queste circostanze?
«Qualsiasi frase che mantenga viva la speranza».

Visto che stiamo chiusi in casa, da soli o con altre persone, cosa può consigliarci per uscirne indenni?
«In ambito psicologico non possono esistere “buoni consigli” in virtù delle infinite variabili che connotano l’essere umano e il contesto di vita, ma ci possono essere regole di buon senso che anche la pratica clinica ci suggerisce. Ritengo che tutte le famiglie debbano mantenere vivi i gesti che scandiscono la quotidianità delle nostre giornate e approfittare della grande opportunità che ci viene offerta in questo triste momento: la dimensione del tempo».

Partiamo allora da quelli messi meglio: gli innamorati…
«Per loro è il tempo di godere della vicinanza del proprio partner».

Alle coppie in crisi invece cosa si sente di dire?
«Per loro è giunto il tempo del confronto. Con buona probabilità alcuni nodi potrebbero sciogliersi e alcuni dubbi dissiparsi, ma se ciò non dovesse avvenire, è il momento di proiettarsi in nuove relazioni».

Per le coppie stabili, ma a rischio?
«È il tempo di guardarsi negli occhi con sincerità. La convivenza forzata non ci consente di sfuggire ai problemi relazionali, ma potrebbe aiutarci a ritrovare la complicità. Se non riuscite a parlarvi faccia a faccia, cercate un dialogo o un chiarimento mentre state facendo i lavori di casa, magari mentre cucinate, fate il bucato o guardate un film commovente che può dare lo spunto per parlare di sé. La soluzione ai problemi è sempre nella parola, nella condivisione e nel confronto».

Se si hanno uno o più figli come bisogna comportarsi?
«Alle famiglie con bimbi piccoli potrei suggerire un’equilibrata gestione dei ritmi giornalieri, anche per consentire spazi e tempi alla coppia genitoriale. In questo momento di ritrovata condivisione è importante stimolare e mantenere la fantasia e la creatività nei vari ambiti e compiti quotidiani (giochi manuali, preparazioni di cibi, letture di fiabe). Per le famiglie con figli grandi ritengo che questa sia un’occasione unica di avvicinamento, dialogo, confronto e condivisione tra generazioni».

A chi vive da solo cosa vuole dire?
«Per i single che hanno scelto questa condizione è tempo di una profonda riflessione sulla congruenza o meno di questa scelta. Agli altri suggerisco di provare a non chiudersi in sé stessi, ma di sfruttare al massimo i mezzi di condivisione a disposizione».

Un consiglio adatto a tutti?
«Un suggerimento pratico, ma molto simbolico, è di approfittare del tempo a disposizione per aprire armadi, cassetti e ripostigli e provare a mettere ordine. Ci potremmo accorgere che molte cose non ci servono più, altre sì, altre ancora possono avere una nuova possibilità».

Cosa insegnerà a ciascuno di noi questo periodo?
«Che l’essere umano è solo una parte di un tutto molto più ampio e potente».

Come possiamo uscirne più forti?
«La forza potrebbe venire dalla ritrovata umanità, dalla comunione di intenti che ci ha unito, dalla rielaborazione personale di princìpi, valori e priorità, dalla generosità di chi ci ha traghettato fuori dal tunnel, dalla forza propulsiva dei nostri figli, dalla bellezza della natura che ci circonda, dal valore assoluto della vita».

Quando tutto questo passerà, quale sarà la prima cosa da fare?
«Riappropriarsi del potere e della gioia del contatto fisico umano, in una parola l’abbraccio».

Secondo lei, fra nove mesi aumenteranno i divorzi o i neonati?
«Se si è dato un senso a questo tempo di cui abbiamo beneficiato, mi auguro che aumentino i neonati».