Enzo Miccio: «Basta con le tute da casa, vedersi belli fa bene!»

È maestro di stile, organizza matrimoni da sogno e prepara un nuovo programma

Enzo Miccio
22 Febbraio 2022 alle 08:23

Dal 2005 a oggi lo abbiamo visto in tanti programmi televisivi: Enzo Miccio, di professione wedding planner, è stato critico di stile e moda in “Ma come ti vesti?!” (dal 2009 al 2018), si è scatenato nelle danze a “Ballando con le stelle” (nel 2014) e poche settimane fa è stato “alunno” di “Back to school”. A lui il piccolo schermo piace proprio: «È un contenitore meraviglioso!» esclama con entusiasmo. Ora sta lavorando a un nuovo progetto (per il momento top secret) che dovrebbe andare in onda nei prossimi mesi. Intanto noi lo abbiamo intervistato e messo in copertina su “Consigli”, che trovate in edicola con Sorrisi dal 22 febbraio.

Consigli

Volete organizzare una cena perfetta, proprio come fa Enzo Miccio? Leggete “Consigli” (in edicola martedì 22 febbraio a soli 2 euro compreso Sorrisi) dove lui è il protagonista della storia di copertina. Inoltre, trovate un mare di suggerimenti pratici per gestire la casa, le piante, gli animali e la vita di tutti i giorni.

Iniziamo da un buon consiglio: come preparare una cena con gli amici?
«In base ai colori della tavola, dispongo sempre piccole decorazioni che diventano mini bouquet di fiori per le signore».

E se l’invitato è invece lei?
«Mi hanno insegnato che quando si va in casa d’altri bisogna sempre portare qualcosa. Se optate per un dolce o per una bottiglia di vino, avvisate la padrona di casa. Se invece scegliete i fiori, potete mandarli prima, così da vederli quando arrivate, o dopo come ringraziamento. Io, di solito, li mando prima».

Un altro suggerimento, dunque, in caso di inviti a cena, è quello di non mettersi subito a tavola?
«Assolutamente. In base al numero delle persone si può anche cambiare la disposizione dei mobili per creare angoli riservati alla conversazione di piccoli gruppi. Così le persone si conoscono prima di trovarsi sedute vicine a tavola».

Nella sua casa, qual è la stanza in cui preferisce trascorrere il tempo?
«Il terrazzo. È il posto più accogliente e mi piace occuparmene personalmente. Proteggo i limoni dal gelo e poto gli ulivi».

Ha tempo per guardare la tv? Cosa le piace?
«Adoro “Porta a porta”: il salotto di Bruno Vespa è sempre interessante e la politica qui è trattata in modo elegante. Non mi perdo mai anche “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Mi piacciono i salotti buoni, dove si va senza urlare, non si trovano tuttologi e ognuno discute solo di quello che sa davvero».

Invece con le serie tv che rapporto ha?
«Se ne trovo una che mi piace, diventa una droga. Le scarico e le guardo ovunque. A volte mi addormento con l’iPad acceso. Io penso che la televisione sia davvero un’ottima compagna: lo è per mia madre, per esempio, e come lei per tante altre persone. È diventata un mezzo pazzesco, c’è di tutto, dai telegiornali ai documentari e ai film. E se qualcosa non ti piace, basta usare il telecomando. Adesso, poi, possiamo guardarla anche sul cellulare: abbiamo quello che vogliamo quando lo vogliamo e dove ci pare».

Qualcuno dice che questo nuocia al cinema.
«Non so, io adoro andare al cinema e non vedo l’ora di tornarci normalmente senza restrizioni».

Quali film sceglie?
«Mi piacciono un po’ tutti, a partire da quelli italiani, non amo solo l’horror e la fantascienza. E poi, ogni pellicola comica deve essere davvero esilarante. In linea di massima prediligo i film con una bella fotografia e una bella sceneggiatura. E non scelgo mai in base agli attori ma ai registi».

Torniamo ai suoi programmi. In alcuni è stato il conduttore, in altri uno dei concorrenti: cosa l’ha divertita di più?
«Tutto. “Ma come ti vesti?!” è stato per 12 edizioni una terapia, come andare dallo psicologo (ride). A “Ballando con le stelle” è andata benissimo anche se mi sono rotto un piede: ho la passione per la danza e mi sono impegnato tantissimo. Quello pazzesco, però, è stato “Pechino Express” (nel 2020, ndr), l’esperienza più bella della mia vita. Guardandolo da casa non si capisce in che situazione si finisce per trovarsi: stavamo in un villaggio cinese nel mezzo del nulla, senza letti, senza cibo o mangiando roba improbabile, distanti almeno 100 chilometri dal primo essere umano conosciuto. Sopravvivi perché non hai alternative».

A proposito di sopravvivenza, il suo settore, quello dei matrimoni e degli eventi, è stato uno dei più danneggiati dalla pandemia...
«Abbiamo vissuto uno dei periodi più difficili che io ricordi. La tendenza di matrimoni e feste importanti era già in decremento e il Covid ci ha dato il colpo di grazia. Però voglio essere positivo: i numeri ci dicono che ora c’è voglia di tornare a sognare. Non vogliamo più saltare nemmeno un compleanno!».

Si torna anche a sposarsi? Molti hanno rimandato il matrimonio proprio a causa del Covid.
«Ho clienti che aspettano da tempo, un po’ di timore c’è ancora così come ci sono limitazioni causa pandemia. Però io continuo a crederci, anche perché sembra che le spose stiano riacquistando fiducia. In questo 2022 potremo dire loro: “Vi portiamo all’altare”. E speriamo di riuscire finalmente a farlo».

Il mondo cambia e il matrimonio non è più necessario per vedere riconosciuto il proprio rapporto d’amore. Eppure, anche se meno di prima, ci si continua a sposare.
«Certo, le ragazze ci cascano sempre (ride). Non c’è niente da fare: per una donna il matrimonio rimane sempre e ovunque l’Evento con la “E” maiuscola, il coronamento della sua storia d’amore. Poi, certo, c’è modo e modo di festeggiarlo ma certe cose rimangono le stesse: i preparativi, l’emozione, la voglia di fare bella figura. I tempi saranno pure cambiati, ma quando arrivano da me le famiglie la loro gioia è sempre la stessa, gliela vedo negli occhi».

Lei organizza i matrimoni degli altri ma recentemente ha dichiarato di non volersi sposare...
«Sono come il calzolaio che ha le scarpe rotte! La verità è che il matrimonio non è nelle mie corde. Non ne sento l’esigenza, forse perché il mio compagno e io viviamo separati da un bel po’ di chilometri (il medico Laurent Miralles vive a Parigi, ndr)».

Tornando alla casa, in tempi di lockdown ci siamo tutti abituati a un abbigliamento, diciamo così, più comodo...
«È vero, però adesso basta con tute e scarpe sportive! Signore, è ora di riaprire l’armadio e rientrare nel tubino o in un bell’abito a fiori. Riponiamo tute e pantaloni in maglia perché vestirsi bene deve essere un piacere per noi e per gli altri. E vedersi belli fa bene all’autostima».

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