Europei, tutti i segreti dei calciatori in ritiro

L’ex capitano della Nazionale Giorgio Chiellini ci svela come vive la squadra durante i lunghi tornei internazionali

12 Giugno 2024 alle 08:26

Venerdì 14 giugno inizia il 17° Campionato europeo di calcio. L’Italia arriva in Germania da campione in carica. Ma qual è l’atmosfera in cui una squadra vive l’attesa per il torneo? Lo abbiamo chiesto a Giorgio Chiellini, che era il capitano degli Azzurri che hanno trionfato a Londra nel 2021.

Quando iniziano davvero gli Europei? Con le convocazioni? Con la prima partita?
«Il viaggio inizia con la prima partita di qualificazione, ogni volta nel calcio si resetta tutto e ogni traguardo è da conquistare. Poi ci sono diversi momenti. È ovvio che il ritiro prima della manifestazione sia fondamentale. Serve a creare coesione e a mettere a punto i dettagli. Devi lavorare tanto e in poco tempo, al termine di una stagione usurante, e quindi devi essere bravo soprattutto a creare una struttura, a imparare pochi concetti semplici e poi a lasciare spazio alle qualità dei singoli all’interno di un’organizzazione di gioco».

Nel ritiro degli Europei si parla anche del campionato appena finito e di calciomercato, o sono temi tabù?
«È normale che ci siano ancora scorie del campionato, ma poi l’attesa per la competizione diventa centrale e non vedi l’ora di iniziare. La prima settimana serve a recuperare per chi ha finito tirando fino all’ultima partita, poi si entra veramente nell’atmosfera del torneo. E dal momento in cui si arriva nella nazione ospitante si entra proprio nel clima definitivo».

Chi decide come vengono assegnate le camere in ritiro?
«I giocatori con i team manager».

Il capitano ha “responsabilità” anche fuori dal campo?
«Il capitano ha più responsabilità di altri, ma assieme a lui c’è un gruppo di giocatori più esperti che deve essere di esempio e guidare tutti nella gestione del lavoro quotidiano. E, più ci si avvicina ai momenti topici, anche nella gestione della pressione. Ma tutti hanno un ruolo importante in un gruppo».

Ritiro tranquillo o cameratesco?
«In un ritiro così lungo c’è sempre spazio per entrambe le modalità: ogni cosa nel tempo e nel modo giusto».

In ritiro si mangia come in mensa o come al ristorante?
«Abbiamo a disposizione un buffet, stabilito da un nutrizionista, dove si può scegliere fra diverse opzioni, ma sempre seguendo una dieta mediterranea e con accorgimenti in base alle esigenze. Poi ci sono degli eventi extra. Nel 2021 era diventata una prassi importante e di convivio la grigliata di carne il giorno dopo ogni partita, dove era concesso anche un bicchiere di vino e si guardava la partita del giorno».

Guardare le partite dei futuri avversari è solo “lavoro”?
«Più divertimento che lavoro per me, soprattutto quando lo si fa tutti insieme. Diverso è quando studi il prossimo avversario: lì serve concentrazione».

Lei aveva qualche particolare rito “da ritiro”?
«Ognuno vive il ritiro a modo suo. Tempo libero ne abbiamo tanto e, a seconda dell’età dei giocatori, le esigenze sono diverse. La grigliata di cui vi ho appena detto è stata un rito nell’estate di tre anni fa».

A proposito di famiglia: meglio separarsene per l’intera competizione o comunque farsi raggiungere?
«Credo che farsi raggiungere e avere dei piccoli momenti di svago sia meglio, se è possibile».

Durante il campionato vivete una vita tutto sommato libera. Il ritiro, invece, è una “bolla” di regole e controlli. Come si vive questo passaggio?
«Il tempo in ritiro è tantissimo anche durante l’anno. L’unica vera differenza qui è che a lungo non riesci a vedere la famiglia, e questo si sente molto di più quando hai dei bambini».

Per i telecronisti è necessario conoscere i calciatori di tutte le nazionali. Voi giocatori li “studiate” altrettanto?
«Quando studiamo gli avversari ci vengono date così tante informazioni che è quasi impossibile non conoscere un giocatore che affronterai».

Qual è la prima cosa che succede quando la squadra entra nello spogliatoio prima della partita?
«Ognuno la vive in maniera diversa: chi esce e va a vedere il campo, chi si cambia e comincia la “attivazione” fra terapie e riscaldamento in palestra...Poi cominciano ad arrivare informazioni sugli avversari ed entriamo nei dettagli con l’allenatore e lo staff».

Pensi di dover preparare la valigia per Euro 2024: qual è la cosa che non dimenticherebbe mai?
«Il passaporto. Ormai tutto il resto si può anche ricomprare e farselo consegnare ovunque».

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