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Fuori tema: l’editoriale del direttore

Uscendo di casa, l’altra mattina, ho notato che il bar di fronte aveva messo le luci di Natale...

Foto: Aldo Vitali

01 Dicembre 2015 | 10:44 di Aldo Vitali

Uscendo di casa, l’altra mattina, ho notato che il bar di fronte aveva messo le luci di Natale. E anche sopra la strada in cui abito penzolavano stelle comete luminose. Ho pensato: ma questi sono tutti pazzi, già tirano fuori gli addobbi natalizi quando manca ancora...

Poi ho fatto un rapido calcolo e: «“Ancora” un corno» mi sono detto «tra meno di un mese sarà Natale, sono io a essere in ritardo». Chissà, deve essere colpa dell’atmosfera mesta di questi giorni, delle paure e della tristezza che viviamo dopo gli attentati, di quello stare sempre sul chi vive, dei telegiornali che (giustamente, per carità) non ci risparmiano brutte notizie e raccomandazioni.

Sia quel che sia, Natale nel mio animo è lontano anni luce e se fosse per me rimanderei di qualche mese la festa che aspetto sempre con grande allegria (anche se terrei accese le luci per strada, quelle anzi le lascerei tutto l’anno, tanto mi piacciono).

Ecco fatto, la mia intenzione era quella di scrivere un articolo sulla mia imperdonabile distrazione e invece mi accorgo di essere finito, come dicono i prof a scuola, fuori tema. Scusatemi, va così. Però prometto che la prossima volta cercherò di farvi sorridere. E ci sarà un motivo: perché mi sarò reso conto che il mio ritardo sul Natale sarà quasi irrimediabile. E che sarò l’unico al mondo a non aver ancora fatto (e nemmeno pensato) un regalo: la mia più classica «tradizione» natalizia...