Home LifestyleGianna Nannini si racconta in un libro: “Cazzi miei”

Gianna Nannini si racconta in un libro: “Cazzi miei”

Sarà in libreria dal 22 novembre e più che una semplice autobiografia è un libro-verità che racconta la sua storia come mai aveva fatto prima

Foto: Gianna Nannini  - Credit: © SplashNews

21 Novembre 2016 | 18:37 di Lorenzo Di Palma

Dopo oltre venti dischi e dieci milioni di copie vendute in tutta Europa, Gianna Nannini si racconta a cuore aperto, come non ha mai fatto prima, in un libro, chiamato appunto ?Cazzi miei? (d'altronde lei è l'emblema del rock italiano), condividendo risvolti inediti della sua vita privata ed episodi drammatici della sua carriera, proprio come quello da cui poi ha inizio libro. 

Il libro parte dal 1983, l'anno in cui scrisse ?Fotoromanza?, il suo successo più grande, eppure si ritrovò all'improvviso in un baratro, alla ricerca disperata di sé e dei frammenti della sua personalità, dispersi sulla strada del successo discografico: un «viaggio all'inferno», come lei stessa lo definisce, di cui ancora oggi non riesce a darsi una spiegazione. «Forse non sono nata, sono solo morta e non lo so», scrive la cantante. Ecco come lo racconta in un breve video di presentazione del libro:

Ed ecco, invece, come lo racconta sulla pagina: «La cosa brutta del buio è che è gelido. Perché mi viene un freddo mai sentito. Mi abbraccio con la felpa, scendo e suono alla prima porta che trovo. È primavera, pare, c'è un ciliegio che sembra bianco... è un ciliegio? Non so cosa sia un ciliegio ma sicuramente fa le ciliegie quando i fiori se ne vanno. Forse anch'io sono un ciliegio. Mi arrampico dentro di me per salire su, per vedere il cielo più vicino».

?Cazzi miei? è proprio la storia di come Gianna Nannini ha saputo, da lì, ritrovare la grinta per ricominciare a vivere e lottare e per mantenere la sua indipendenza artistica, difendendola dalle pretese dell'industria discografica. Il racconto delle sue tante vite - fra canzoni, trasgressioni e viaggi dentro e fuori di sé -, ripercorse con una prosa graffiante proprio come la sua voce.