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I consigli per gli esami del professore di “Il collegio”

Il suo sguardo di ghiaccio fa impietrire gli allievi. «Ma a scuola i miei veri studenti dicono che se mi arrabbio sono peggio che in tv» ci spiega ridendo Andrea Maggi, professore di italiano alle medie

Foto: Andrea Maggi in "Il collegio"

10 Giugno 2019 | 17:24 di Solange Savagnone

Il suo sguardo di ghiaccio fa impietrire gli allievi de “Il collegio”. «Ma a scuola i miei veri studenti dicono che se mi arrabbio sono peggio che in tv» ci spiega ridendo Andrea Maggi, professore di italiano alle medie di Sacile (Pordenone), oltre che scrittore (ha appena pubblicato per Feltrinelli il divertente romanzo “Guerra ai prof!”).

In attesa di rivederlo in autunno nella quarta stagione del reality di Raidue, che sarà registrato tra poco e proietterà un gruppo di studenti negli Anni 80 (sotto trovate le informazioni sui casting), gli abbiamo chiesto di dare qualche consiglio a chi tra poco dovrà affrontare gli esami di terza media e di maturità.

Avere paura è naturale

«La paura è legittima se siete in terza media perché è il primo esame che affrontate. Se invece fate le superiori è… doverosa! Scherzo, però neanche tanto, visto che ancora oggi sogno il mio esame di maturità. Comunque noi professori siamo solidali con voi studenti e cerchiamo di accompagnarvi all’esame nel migliore dei modi».

Il giusto approccio

«Se siete alle medie la parola d’ordine è studiare con continuità a partire da settembre. Se frequentate le superiori è più complesso perché tanti fattori entrano in gioco durante l’anno (il tirocinio, l’alternanza scuola-lavoro, la scelta dell’università, ecc.) per cui affrontare gli esami al meglio significa aver bene in mente quale sarà il vostro percorso futuro e dimostrare alla commissione di avere assimilato gli insegnamenti».

Trovate il metodo di studio più adatto a voi

«Sono rimasto affascinato da un fumetto di “Topolino” in cui Paperino aveva una pistola che estraeva il succo dei libri e lo beveva. L’ideale sarebbe possedere questa pistola... ma siccome non esiste, il metodo di studio migliore è ripetere a voce alta davanti allo specchio o a qualcun altro. È l’unico modo per capire se ricordate le cose e le avete capite. In ogni caso non studiate mai “a pappagallo”. Noi diamo indicazioni per aiutarvi a trovare il metodo di studio migliore per voi. Per trovarlo, non vi resta che sperimentare. Per esempio, se avete una memoria fotografica è utile studiare sottolineando con dei colori diversi».

Organizzarsi quando mancano pochi giorni all’“ora X“

«Dividete la giornata in momenti di studio e di riposo, fare le maratone non fa bene. Evitate quindi di stare sui libri di notte e, mi raccomando, non saltate i pasti. Vi consiglio invece di fare movimento e di studiare fino all’ultimo (l’unica volta che mi sono riposato il giorno prima di un esame mi hanno bocciato!). Inoltre tenetevi aggiornati sull’attualità leggendo quotidiani e settimanali. In questo modo affinate lo spirito critico. Ma non serve farlo il giorno prima dell’esame. Il “bagaglio” va preparato nel tempo e questo fa la differenza al colloquio: si capisce subito se siete interessati al mondo che vi circonda oppure no. E, datemi retta, noi prof queste cose le guardiamo».

Come recuperare se durante l’anno avete battuto la fiacca

«Primo: chiudete il cellulare nel cassetto e riprendetelo alla fine degli esami. Cercate i punti chiave degli argomenti in cui avete lacune. L’ideale è farvi aiutare da un compagno di scuola. Trovate un argomento salvagente a cui aggrapparvi se non sapete rispondere: aiuta l’autostima e
i prof apprezzano chi dimostra di sapersi arrangiare».

Gli errori da evitare

«Ripassare dalla prima all’ultima pagina è inutile. Finisce che rileggete quello che già conoscete perché la mente è pigra e istintivamente l’occhio cade su ciò che si sa. Meglio aprire il libro a caso. Focalizzate almeno le immagini e i titoli dei paragrafi che contengono le parole chiave. Non usate un lessico che non padroneggiate. Gli insegnanti si accorgono subito se sparate una bomba che non sapete maneggiare».

Per non fare arrabbiare gli esaminatori…

«Non dite mai: “Questo argomento non era in programma”. È vietatissimo. Non arrivate con la gomma da masticare. Non usate la tecnica delle lacrime di coccodrillo: dopo un anno di disastri non solo non impietosiscono ma ci fanno arrabbiare. Non arrivate in ritardo o senza materiale come penne, vocabolario o altro, dicendo: “Pensavo non servisse”. Meglio che vi portiate dietro una valigia piena di roba piuttosto che niente. E poi non bevete in continuazione durante l’orale. È segno di troppa emotività e indispone. Arrivate idratati e nutriti. Infine evitate atteggiamenti polemici e un abbigliamento poco consono, quindi non presentatevi con le infradito oppure in bermuda».

Cosa guardano i docenti

«La commissione tiene in considerazione sia la forma che la sostanza: e quindi la capacità di esporre, articolare, fare collegamenti e confronti, di esprimere le vostre idee e di dedurre. E poi un consiglio pratico: se in un tema o nel colloquio citate un professore, fa solo piacere. Ma dipende da come lo fate. Bisogna riuscire a compiacere la commissione quel tanto, senza sforare nella piaggeria».

E se mi blocco?

«Può capitare di bloccarsi durante l’orale o di scoppiare a piangere per il panico. Tranquilli, noi docenti siamo comprensivi e cerchiamo sempre di mettervi a vostro agio. Soprattutto se siete studenti delle medie».

Vietato copiare agli scritti

«Copiare all’esame è un reato e c’è la massima severità. Meglio evitarlo perché se vi becchiamo non possiamo lasciar correre: abbiamo un protocollo da seguire. Ma soprattutto non usate i cellulari».

Il giudizio della commissione

«Alla fine dell’orale la commissione fa sempre un commento che può essere sullo strafalcione o sull’osservazione acuta che avete fatto. Ma è sempre per mettere in risalto le vostre qualità, non i difetti. Poi è vero, ci sono i colleghi più maliziosi, ma lo fanno in buona fede. Alla fine valutiamo le vostre doti, tenendo conto della componente emotiva che in questa situazione può portarvi a dire anche delle stupidaggini».

Ricordate: non è una formalità

«Io arrivo all’esame muto come un pesce perché nei mesi abituo i miei studenti a parlare al posto mio. Questo perché agli esami i protagonisti siete voi alunni. L’esame è una prova da affrontare e non è un proforma. È un rito di iniziazione e non deve perdere assolutamente questa valenza. Nella vita siamo sottoposti di continuo a delle prove e se l’esame non vi dà la possibilità di fare esperienza rischiate di arrivare impreparati alle sfide della vita».

I casting sono aperti

Se volete partecipare come allievi alla quarta stagione de “Il collegio”, realizzato in collaborazione con Magnolia-Banijay Group, avete tempo fino al 21 giugno. Potete inviare la candidatura compilando il modulo sul sito www.magnoliatv.it oppure partecipando alle selezioni presso i centri commerciali (luoghi e date li trovate allo stesso indirizzo Internet).