Sanremo 2021

La festa dei gatti. Morbidi, indipendenti e molto misteriosi

Il 17 febbraio è la giornata dedicata ai nostri adorati felini. Un esperto ci insegna a conoscerli meglio

17 Febbraio 2021 alle 07:57

In Italia ci sono 7,3 milioni di gatti, ben più dei cani. Amatissimi, misteriosi e affascinanti, hanno conquistato le nostre case ma anche il cinema, la tv e perfino noi di Sorrisi con il nostro premio, il Telegatto. Quindi vanno omaggiati degnamente in occasione della loro festa: il 17 febbraio. Così abbiamo chiesto al veterinario Massimo Beccati, direttore sanitario del Centro Ca’ Zampa di Mestre, (www.ca zampa.it), di spiegarci tutto quello che c’è da sapere sui gatti e il loro mondo.

Il carattere dipende veramente dal colore?
«Alcuni ricercatori sostengono che ci sia un legame tra il livello di melanina (che dà il colore) e quello di dopamina (che regola, tra le altre cose, la sensazione di piacere). Ogni gatto ha una personalità a sé ma i proprietari in generale riportano che i gatti chiari, i rossi e i maschi sono più tranquilli e socievoli, i tricolore i più lunatici, i gatti scuri i più misteriosi e intraprendenti».

Le fusa sono sempre un segnale di benessere?
«È un pensiero comune ritenerlo, ma a volte tali comportamenti manifestano un senso di malessere e disagio spesso dovuto a un momento di ansia o di dolore fisico».

Perché gonfiano il pelo sulla schiena?
«Per apparire più grossi e pericolosi agli occhi degli avversari. A meno che non si tratti di un gioco tra cuccioli o giovani adulti, meglio procurarsi un telo per separare i contendenti perché può essere presagio di qualche battaglia. Non intervenite mai a mani nude per evitare che scarichino su di voi la rabbia rivolta verso il loro reale avversario».

Perché a volte iniziano a correre come matti?
«In assenza di specifiche patologie che possano causare questi movimenti repentini, il gatto “fa il matto” per scaricare l’energia. Possiamo quindi aiutarlo passando più tempo a giocare con lui o mettendogli a disposizione giochi che possano intrattenerlo anche quando è solo, oltre a tiragraffi o ripiani elevati dove possa saltare».

È vero che vedono in bianco e nero?
«Non si è ancora certi di quali colori vedano. Secondo alcuni ricercatori i gatti percepiscono solo i grigi e i toni di blu, altri pensano che vedano anche il giallo».

Sentono i sapori?
«I gatti hanno meno papille gustative rispetto agli umani e ad altri animali. Possono riconoscere i sapori aspri, amari, salati e il dolce solo ad altissime concentrazioni, mentre sono molto sensibili all’amaro, utile in natura per evitare il cibo tossico».

Perché si sente dire che hanno sette vite?
«I gatti sanno cavarsela egregiamente in molte situazioni, questo è il motivo per il quale si ritiene che abbiano sette vite. Hanno un sesto senso molto sviluppato, oltre agli altri. Possono muoversi agevolmente nella penombra, sono ottimi cacciatori, sanno atterrare “in piedi” pur cadendo da altezze elevate, fanno salti acrobatici, sono molto agili e ultimo, ma non meno importante, sono animali molto puliti, una prevenzione alle malattie non trascurabile».

Possono perdersi?
«Sebbene non si sappia ancora molto sul loro senso di orientamento, alcuni studi hanno confermato che sono in grado di trovare la strada di casa dopo avere vagato o essere stati lasciati in luoghi distanti. Si tratta in genere di gatti abituati a orientarsi all’esterno. Un micio abituato esclusivamente alla vita domestica sarà disorientato e difficilmente troverà la via del ritorno se si allontana dalla dimora abituale».

È vero che odiano l’acqua e non sanno nuotare?
«I primi gatti domestici pare vivessero in Egitto, nel deserto, e l’acqua non è mai stata il loro elemento naturale. Ci sono altri motivi per cui il gatto non ama l’acqua, per esempio il pelo bagnato li rende più pesanti e goffi, il loro olfatto molto sviluppato non ama le sue profumazioni, l’acqua fredda abbassa la temperatura corporea. Non è detto però che l’esperienza del bagno non possa essere piacevole o accettabile per il gatto, si possono abituare fin da cuccioli e ci sono addirittura razze che amano nuotare, come il Turco Van dal pelo idrorepellente».

Come si accarezzano?
«In generale i punti preferiti sono la schiena, il mento, il retro delle orecchie. Il gatto a proprio agio adora essere coccolato. Meglio evitare zampe, vibrisse e pancia se non si è in confidenza, e porre sempre attenzione al linguaggio del corpo: se inizia ad agitare la coda o a ringhiare, meglio interrompere la seduta di coccole».

La coda a cosa serve?
«La coda del gatto parla, ci fornisce una serie di fondamentali informazioni sul suo stato d’animo. Possiamo infatti scoprire se è preoccupato, arrabbiato, interessato, in calore, felice, impaurito o pronto a fare nuove amicizie. Attenzione in particolare alla coda ritta in aria e gonfia: è molto arrabbiato e pronto all’attacco».

Sono davvero poco socievoli?
«I gatti sono animali socievoli, quindi apprezzano sia la compagnia dei loro simili che degli umani che se ne prendono cura. Se fatti socializzare fin dalla giovane età amano prendere parte alla vita familiare, essere coccolati e spazzolati. In natura è un animale che caccia “in solitaria”, è quindi importante che le risorse all’interno della casa con più gatti conviventi siano sufficienti per evitare stress e conflitti. Bisognerà quindi predisporre un numero adeguato di ciotole, lettiere, tiragraffi, cuccette…».

Soffrono la solitudine?
«Non tutti amano l’indipendenza. Alcuni non gradiscono stare da soli per lungo tempo e per questo mostrano segni di ansia e agitazione quando sono lontani da qualcuno con cui hanno instaurato un forte legame o, di contro, se sono infastiditi da confusione e schiamazzi domestici. Lo si capisce da alcuni segnali comportamentali molto frequenti, che spesso sfociano in cistiti di origine psicologica».

Come ci dimostrano il loro amore?
«Ogni gatto dimostra l’attaccamento al proprietario in modo differente. Si acciambellano di fianco sul divano o nel letto, si lasciano coccolare a pancia all’aria, il loro punto più vulnerabile. Si strusciano su oggetti e parti del corpo per lasciare il proprio “odore”, quasi per dire “questo è mio”. A volte fanno persino “la pasta”, grattando con le zampe, sul proprietario. Quando “impastano” sono veramente molto rilassati, è lo stesso movimento che facevano da cuccioli per poppare il latte dalla mamma. Per loro è una vera goduria».

Ai gatti piace la musica?
«Sì, possono ascoltarla anche tramite le vibrisse che sono sensibili alle vibrazioni dell’aria. A volte si strusciano sulle casse dello stereo e sembrano apprezzare. Quale sia la musica preferita ancora esattamente non si sa, i ricercatori ci stanno lavorando ma non sappiamo se poi quella melodia piacerà anche a noi. L’opinione corrente è che preferiscano la musica classica agli altri generi».

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