Home LifestyleLa Prima della Scala: viviamo in diretta la festa di Milano

La Prima della Scala: viviamo in diretta la festa di Milano

Il 7 dicembre Raiuno trasmetterà l’atteso appuntamento: in scena l’Attila di Giuseppe Verdi

Foto: Il Duomo di Milano

29 Novembre 2018 | 16:30 di Paolo Fiorelli

Gli Unni stanno per invadere Milano! Ma non per distruggerla, bensì per celebrare la giornata più attesa: Sant’Ambrogio, quando si festeggia il protettore della città e si dà il via alla stagione della Scala, il teatro lirico più celebre del mondo, vero fiore all’occhiello della metropoli.

Quest’anno infatti è di scena «Attila», una delle opere meno conosciute di Giuseppe Verdi. A dirigerla sarà il maestro Riccardo Chailly; protagonisti il basso russo Ildar Abdrazakov e il soprano spagnolo Saioa Hernández.

E come è ormai consuetudine dal 2016, sarà anche un evento televisivo, con la diretta assicurata da Raiuno, per la regia di Patrizia Carmine.

Non solo: fioccano gli eventi collaterali, dal festival «L’anima Verdiana» della vicina Cernusco sul Naviglio (dove, come in tante altre città, la prima sarà proiettata in diretta al cinema) fino alla bizzarra kermesse «Un giorno da Unno», che al Museo interattivo del cinema di Milano mette insieme tante pellicole sullo storico condottiero (e sì... c’è anche «Attila flagello di Dio» con Diego Abatantuono).

Ma cosa racconta l’opera di Verdi? L’azione si svolge nel V secolo ad Aquileia, città dell’Impero Romano d’Occidente, che viene saccheggiata da Attila, re degli Unni. Uno stuolo di vergini prigioniere è condotto al cospetto del tiranno: tra di loro Odabella, rimasta orfana del signore della città, ucciso dagli invasori. Attila, ammirato dal suo coraggio, le dona la sua spada, con la quale però la giovane medita di ucciderlo per vendicare il padre. Nel frattempo Foresto, cavaliere innamorato di Odabella, non si arrende all’idea che lei possa sposare Attila e ordisce un piano per liberarla. Insomma, con tutto il rispetto per Giuseppe Verdi, assisteremo a una sublime... soap opera del belcanto!

Un record di turisti e la città... decolla

Èun momento particolarmente felice per Milano, che si avvia a battere il suo record di sempre per numero di visitatori. Secondo i dati diffusi dal Comune, nei primi sei mesi del 2018 la città ha registrato 4.735.579 arrivi (il 7,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2017). A questi bisogna aggiungere i risultati eccezionali dell’estate, con un picco di oltre 600 mila turisti a luglio. Morale: il muro dei 10 milioni di visitatori annuali sta per essere abbattuto. E con esso il vecchio mito della «Milano città d’affari e non turistica».

Sia chiaro, anche sul versante economico il capoluogo lombardo fa da apripista nazionale: il successo di Expo 2015 ha inaugurato una tendenza che è proseguita con il completamento di nuovi quartieri (Porta Nuova, City Life) che hanno portato a 61 il numero di grattacieli della città (anche questo un primato nazionale). «Milano è sempre stata amata, ma oggi per gli stranieri è la città più sexy del mondo» ha detto la compianta Inge Feltrinelli, scomparsa il 20 settembre dopo essere stata, per oltre mezzo secolo, protagonista della cultura milanese. E per Natale si prepara un nuovo record: nella Galleria Vittorio Emanuele (il «salotto buono» della città) lo chef Davide Comaschi esporrà il panettone più grande del mondo!

Statue d’oro, boschi verticali, vie per navigare fino al mare: ma che strano posto

Foto: I Navigli di Milano

Pensate di conoscere bene Milano? Allora certo saprete che...

FOGLIE D'ORO La statua della «Madonnina» risplende a 108,5 metri d’altezza grazie alla applicazione periodica di oltre 5 mila fogli d’oro (peso totale del prezioso metallo: circa 350 grammi).

AL MASCHILE Il Manzoni fa dire a Renzo: «Com’è conciato Milano!». E la canzone «O mia bela Madunina» recita: «Milàn l’è ‘n gran Milàn», dove «‘n» sta per «un». Infatti era una delle pochissime città il cui nome si pronunciava al maschile (come «il Cairo»).

UNA FORESTA ALL'INSÚ Tra i nuovi edifici c’è il «Bosco verticale», realizzato nel 2014 e decorato da oltre 2 mila alberi. Nel 2015 è stato premiato come «grattacielo più bello del mondo»

NAVIGANDO NAVIGANDO... Chi lo dice che Milano non ha il mare? Nel 2015 quattro membri dello storico Circolo Canottieri San Cristoforo sono partiti in barca dal centro della città e, attraversando i Navigli e poi il Ticino e il Po, sono arrivati fino a Venezia: è l’antica idrovia Milano-Venezia. 

IL BISCIONE Un altro simbolo cittadino è un inquietante Biscione con un bambino in bocca. Ma perché? Narra una leggenda che un drago terrorizzasse Milano divorando bambini, finché il prode Uberto Visconti lo uccise. E lo mise sul suo stemma. Ma forse questa è una «fake news»...

Gli Ambrogini d'oro

Il protettore di Milano è Sant’Ambrogio (340-397). Nato nella lontana Treviri, Ambrogio divenne vescovo della città lombarda nel 374 e la portò a un nuovo livello di pace e splendore. È considerato uno dei massimi teologi della Chiesa e per effetto delle sue disposizioni il rito liturgico adottato a Milano si differenzia da quello diffuso a Roma e nel resto dell’Occidente (è il cosiddetto Rito Ambrosiano).

È sepolto nella maestosa basilica romanica che prende il suo nome e si festeggia il 7 dicembre. Proprio quel giorno vengono assegnati gli «Ambrogini d’oro», la massima onorificenza della città. Quest’anno tra i candidati c’era anche Chiara Ferragni che però è stata esclusa all’ultimo momento. Lo riceveranno invece, tra gli altri, il gruppo Elio e le Storie tese, gli chef stellati Massimo Bottura e Claudio Sadler, lo psicanalista e scrittore Massimo Recalcati e la deportata 85enne Arianna Szörényi, sopravvissuta ad Auschwitz e testimone della Shoah.