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La vera storia dell’albero di Natale

Volete sapere come è nato il simbolo delle Feste, chi lo ha introdotto in Italia, dove si trovano il più bello e il più grande? Leggete qui...

Foto: L’albero di Natale allestito al Rockfeller Center di New York è il più famoso d’America

20 Dicembre 2018 | 09:45 di Paolo Fiorelli

C’è una pianta diversa da tutte le altre: brilla di luce propria e per frutti ha stelle, pupazzi e palline colorate. I bambini poi l’adorano perché ogni 25 dicembre tra le sue radici spuntano tanti regali. L’avrete ormai intuito: questo articolo parla dell’albero di Natale. Un argomento molto popolare, se è vero che nove famiglie italiane su dieci (per la precisione l’88%, secondo una ricerca di Coldiretti) ne preparano uno nella loro casa. Quindi, da giornalista, sto per fare il mio record di lettori.

I Vichinghi e Margherita
Come è nata questa tradizione? Già nell’antichità i popoli del Nord Europa, e in particolare i Vichinghi, usavano decorare con frutti e nastri gli alberi di abete. La tradizione si rafforzò poi nel Medio Evo. In Italia la introdusse per la prima volta, alla fine dell’Ottocento, la Regina Margherita (sì, proprio quella a cui fu dedicata la pizza!).

Da Odino a... Eva
L’abete è un simbolo di vita nonché l’albero sacro del dio germanico Odino. Secondo la tradizione cristiana, invece, ricorda l’Albero del Paradiso terrestre, mentre le candele che lo decorano simboleggiano Gesù, «Luce del mondo».

La versione del taglialegna
Ci sono anche interpretazioni più fantasiose. Come quella del taglialegna che una notte, vedendo il ghiaccio e la luce della luna disegnare fantastici arabeschi su un albero del bosco, decise di ricreare nella sua casa lo stesso spettacolo. O quella del povero che, non potendo portare doni a Gesù bambino, improvvisò uno spettacolo da giocoliere usando palline colorate. Le stesse con cui oggi, per ricordarlo, addobbiamo l’albero... 

Si può addobbare con tutto
Nei secoli la fantasia dei decoratori si è sbizzarrita. Ecco una piccola lista (esemplificativa, ma non esaustiva!) degli addobbi più comuni. In ordine di apparizione: fiocchi e nastri di tela; mele, arance, noci e datteri; candele (ma attenti agli incendi); palline colorate; biscotti allo zenzero, statuine di marzapane, caramelle, dolcetti e salamini; statuine di animaletti votivi; sole, luna, stelle e pianeti; regali impacchettati; festoni e nastri colorati; luci elettriche; neve artificiale e schiuma spray.

Siamo alberisti o presepisti?
In realtà noi italiani siamo... «entrambisti». Nel senso che molti a Natale preparano sia l’albero sia il presepe. Ma se proprio vogliamo metterli contro, scopriamo che alla domanda «qual è il simbolo principale del Natale?» secondo un sondaggio Doxa l’albero ottiene solo un 21%  e il presepe trionfa con il 55%. Del resto giocava in casa (lo ha inventato San Francesco d’Assisi). 

Per la natura è meglio «vero»   
Mito da sfatare: «È un peccato tagliare un albero per Natale, meglio usarne uno finto». Spiegano alla Coldiretti: «Il 90 per cento degli alberi venduti a Natale viene da coltivazioni vivaistiche, il restante 10 dalle potature indispensabili per mantenere i boschi sani e sicuri». L’albero artificiale invece è inquinante in sé: per il trasporto (di solito arriva dalla Cina) e perché per  smaltirlo ci vogliono in media 200 anni. 

Fa anche del bene
A questo proposito è il caso di ricordare l’iniziativa di «Campagna Amica»,  che ha messo in vendita una parte degli abeti abbattuti dal terribile uragano che ha colpito il Veneto all’inizio di novembre. Il ricavato è destinato al rimboschimento. Si possono anche acquistare degli alberelli di legno scolpito e rigenerato (www.campagnamica.it).

A Gubbio è una montagna!
Si trova a Gubbio, è stato disegnato con decorazioni luminose sul versante sud del monte Ingino e misura 450 metri di larghezza e 750 di altezza. Per costruirlo sono state necessarie 1.900 ore di lavoro. È stato inaugurato il 7 dicembre alla presenza delle Frecce Tricolori.

Il più originale? A uncinetto
Per il direttore di «CasaFacile» Francesca Magni (vedi sotto) l’albero di Natale più bello d’Italia è quello di Trivento, in Molise: tutto fatto all’uncinetto dalle nonne del paese. Menzioni speciale anche per quelli in Galleria a Milano, Piazza San Pietro a Roma, Pesaro e il «classicissimo» albero del Rockefeller Center di New York, ritratto in tanti film.

Quest’anno va di moda il blu!

Anche l’albero di Natale segue la moda. Parola di Francesca Magni, direttore di «CasaFacile», che consiglia: «Addobbatelo con tanti punti luce che poi potrete riutilizzare sulle piante del balcone. Per renderlo elegante non usate più di due colori nelle decorazioni: oltre alla classica accoppiata rosso e oro potete provare quella azzurro e argento (come nella foto a fianco, tratta dal nostro speciale di “CasaFacile“) o bianco e paglia». Molto di moda pure i minialberi in vaso o anche di carta: «Perfetti per decorare la casa e il tavolo del pranzo natalizio».

E tra albero finto e vero? «Preferisco il secondo, a patto che abbia aria e luce. Va messo vicino a una finestra e lontano dai caloriferi. Non copritelo di neve artificiale, che lo farebbe soffrire. L’ideale è poterlo “riciclare” su un balcone o in giardino».