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Lavoratori d’agosto: l’editoriale del direttore

Mi ha chiesto l’altro giorno un amico: ma i numeri di agosto di Sorrisi li preparate prima?

Foto: Aldo Vitali

18 Agosto 2015 | 09:00 di Aldo Vitali

Mi ha chiesto l’altro giorno un amico: ma i numeri di agosto di Sorrisi li preparate prima? No che non li prepariamo prima, gli ho risposto, come faremmo a dare ai lettori un giornale sempre aggiornato? E lui: allora siete gli unici che lavorate a Milano questa settimana. Anche qui ho dovuto contraddirlo.

Milano infatti è sì meno affollata del solito, ma l’altra mattina, tanto per fare un esempio, ho rotto la tapparella di una finestra e, sullo slancio, ho fracassato il contenitore dell’acqua del condizionatore. In due secondi, due disastri (non è un record per me, ho saputo fare di meglio). Eppure in pochi minuti ho trovato un tapparellista (onesto, non di quelli che approfittando di Ferragosto ti chiedono la stessa cifra di una vacanza ai Caraibi) e un negozio di ferramenta aperto, per comprare un contenitore nuovo.

Questo per dire che, a parte qualche posteggio più facile e qualche ristorante chiuso, Milano in agosto non è più il deserto di una volta. E lavorare in una città vuota solo a metà per me è un piacere: i telefoni non squillano, le riunioni non esistono e le strade per tornare a casa sono scorrevoli.

E la sera arrivo a casa prima per godermi in santa pace un po’ di televisione... Ma no, come non detto: mi dimentico sempre che a differenza di giornalisti, tapparellisti e ferramenta (e molti altri), quelli della tv in vacanza ci vanno eccome. Come dimostrano i tristi palinsesti estivi.