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Bon Ton: come vivere educati e felici

Un libro ci aiuta a comportarci nel modo giusto a tavola, in ufficio, al telefono... per un mondo più gentile

Foto: Anche se non siete fan della serie “Downton Abbey” (nella foto), ricordate che le posate vanno sistemate ai lati del piatto seguendo l’ordine di sequenza del menu, dall’esterno (le prime a essere usate) verso l’interno (le ultime). Il coltello va alla destra del piatto con la parte affilata della lama rivolta verso il piatto

20 Febbraio 2020 | 12:24 di Solange Savagnone

Leggendo “Non è per snob - Lezioni di bon ton per un mondo più gentile” di Leopoldina Pallotta della Torre (Mondadori, 20 euro) ci viene da pensare che non sempre ci comportiamo seguendo le “buone maniere”: ci salutiamo male, magari ci vestiamo in modo sbagliato e non sempre sappiamo stare a tavola e conversare. Proviamo allora a fare tesoro di qualche suggerimento offerto da questa “guida” al vivere felici (o quanto meno educati).

Una cena da manuale
Volete preparare una tavola perfetta che potrebbe vincere una puntata di “Cortesie per gli ospiti” (in onda su Real Time)? Prendete nota: il tovagliolo va alla sinistra del piatto, i bicchieri vanno presentati a scalare sul lato destro; le posate girate con la punta all’insù e quelle da dessert presenti sopra il piatto fin dall’inizio del pranzo. I piatti devono essere posizionati a circa un centimetro di distanza dal bordo del tavolo e ugualmente lontani gli uni dagli altri: la distanza ottimale fra uno e l’altro è di almeno 55 centimetri.

Su con la schiena!
La tavola è pronta. E voi? Per prima cosa ci si siede a tavola senza trascinare o far cigolare la sedia. Poi si sacrifica la comodità e ci si siede stando con la schiena eretta senza mai appoggiarsi allo schienale durante tutto il pasto. Una delle prime cose da fare è spiegare il proprio tovagliolo, possibilmente allungandolo per due terzi in grembo senza sventolarlo. Una volta sistemati, non cedete alla tentazione di dondolarvi, non arrotolate il piede sulla gamba della sedia, non mettete i gomiti sul tavolo, non toccatevi i capelli o il viso. Dovete bere? Prima è meglio pulirsi la bocca col tovagliolo. Le signore non dovranno mai appoggiare la borsa sulla tavola o a terra: va tenuta in grembo o al massimo messa dietro la schiena. In attesa che il cibo sia servito, non è elegante avventarsi sul pane, che in ogni caso va mangiato un pezzetto alla volta e spezzato rigorosamente con le mani. Al momento di servirvi, non attardatevi scegliendo dal piatto da portata il pezzo che più vi aggrada. Il suggerimento è di prendere quello che si trova a portata di mano. Quindi mangiate poco alla volta, in questo modo non si è troppo a lungo impegnati nella masticazione e si può tener viva la conversazione. Inutile dire che prima di parlare è meglio finire di masticare (a bocca chiusa) e deglutire (senza far rumore).

Per rompere il ghiaccio
Siete a una festa, a tavola o in un locale con persone che non conoscete e non sapete cosa dire? Il modo migliore per rompere il ghiaccio è parlare del tempo o di sport. Evitate invece argomenti troppo personali, come malattie o vicende private. Un consiglio? Non dilungatevi troppo parlando dei vostri hobby o di lavoro e cercate di tenere a freno l’istinto di chiedere consulenze gratuite a medici, avvocati o ingegneri presenti tra gli ospiti.

Le feste per i bambini
Volete organizzare una festa perfetta per i vostri piccoli? Innanzitutto non deve mai durare più di tre ore. Il numero dei partecipanti non dovrebbe essere troppo elevato: più grandi sono i bambini, più potranno essere gli invitati. Per la tavola, meglio optare per tovaglie, bicchieri, tovaglioli e piatti di carta. È sempre carino rifornirsi di regalini a sorpresa che ogni giovane invitato potrà portarsi a casa per ricordo.

Questo non è un pub
In ufficio le regole del bon ton dettano sobrietà. E se le signore possono ravvivarla con qualche tocco di femminilità, ai signori è concessa meno fantasia. In generale non si va più in là di camicia bianca o chiarissima e abito grigio, meglio molto scuro, con cravatta altrettanto scura. In Gran Bretagna si lascia un po’ più di spazio al gusto personale con le camicie a righe, spesso con collo e polsi bianchi, e cravatte Regimental. Infine, le scarpe. Per le donne l’autrice consiglia soltanto scarpe con il tacco, mentre agli uomini ricorda che dopo le 18 si indossano soltanto scarpe nere, poco adatte invece per il giorno o al lavoro.

Così WhatsApp è “elegante”
Qui l’autrice viene incontro agli ansiosi da spunta blu. Se si è letto il messaggio ma non si può rispondere subito, bisogna avvisare appena possibile. Giudicata poco elegante l’abitudine di disattivare la spunta azzurra per evitare che gli altri possano vedere se si è letto o meno il loro messaggio. Lo stesso vale per chi disattiva la funzione online. Infine è sconsigliato spezzare il messaggio in più tronconi, scrivere di notte e non controllare se si sono fatti errori di grammatica.

Anche in tv ci sono regole da rispettare

Foto: “Non è per snob - Lezioni di bon ton per un mondo più gentile” di Leopoldina Pallotta della Torre (Mondadori, 20 euro)

Abbiamo chiesto a Leopoldina Pallotta della Torre quali regole di bon ton dovrebbe rispettare chi lavora in televisione.

Abbigliamento «In tv ci si deve vestire in modo appropriato più che alla moda. Meglio abiti sobri e colori che diano luce ma neutri: donano un certo decoro e sono chic».
Trucco «Puntare sullo sguardo o sul rossetto, mai su entrambi».
Dialogo «Solo se ci si conosce o se si è colleghi è consentito dare del tu, altrimenti meglio il “lei“».
Linguaggio «Si deve lasciare spazio agli altri, ascoltare senza interrompere e aspettare il proprio turno prima di parlare (come fa Barbara Palombelli con i suoi ospiti in “Stasera Italia”, ndr). Da evitare il turpiloquio e l’uso eccessivo di parole straniere, spesso pronunciate male e dette a sproposito».
Contegno «Non si soffre di più perché lo si mostra piangendo o disperandosi. Le emozioni si intuiscono anche senza esasperazioni. Eviterei anche i baci in tv: l’affetto si può dimostrare in modo più discreto. Infine non sono mai giustificati gli scatti d’ira. Le buone maniere, infatti, insegnano a dominare le emozioni».