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Cristiano Militello e il nuovo libro «Cartelli d’Italia»

L’inviato di «Striscia la notizia» ha raccolto i cartelli e le scritte più divertenti in un volume: «Ne ricevo centinaia al giorno!»

Foto: Cristiano Militello e il suo libro «Cartelli d’Italia - (Presa in) giro d’Italia in 1000 cartelli»

26 Novembre 2018 | 12:36 di Solange Savagnone

Ci siamo cascati anche noi di Sorrisi. Cristiano Militello è venuto a trovarci in redazione per parlarci del suo nuovo libro «Cartelli d’Italia» e sapete com’è finita? Con un pellegrinaggio di persone che gli mostravano i cellulari con le scritte più divertenti, da mandare «prima o poi» al tg satirico di Canale 5, per arricchire le sue celeberrime rubriche «Striscia il cartellone» e «Striscia lo striscione».

Un libro imperdibile per farsi due risate (a fin di bene)

Il libro di Cristiano Militello è «Cartelli d’Italia - (Presa in) giro d’Italia in 1000 cartelli», Baldini+Castoldi, euro 17, in libreria dal 22 novembre. Qui vi mostriamo in anteprima un assaggio delle segnalazioni più buffe (e assurde). Il ricavato delle vendite sarà devoluto in beneficenza alla fondazione Tog, che cura gratuitamente bambini con patologie neurologiche complesse.

Ogni giorno ricevi centinaia di segnalazioni. Non ti vengono mai a noia?
«Mai. La passione per scritte e cartelli, che poi si è trasformata in un mestiere, ce l’ho fin da ragazzino. Quando andavo allo stadio, se la partita era noiosa mi guardavo in giro per leggere gli striscioni dei tifosi. Oggi ho una collezione di 4 mila foto!».

Scusa se te lo chiedo, ma esattamente a quale mestiere ti riferisci?
«L’attore! A 16 anni venne Gigi Proietti a Pisa per allestire la “Tosca” e fui preso per un piccolo ruolo, il chierichetto. Per quattro mesi ho girato l’Italia. È stato folgorante».

Però poi ti sei laureato in Scienze politiche.
«Sì, perché volevo fare il commissario di polizia. Anche se poi l’unico mestiere serio che ho fatto è stato il postino per sei mesi a Lucca».

Il libro si apre con due frasi dei tuoi figli Filippo e Anna, di otto e sette anni.
«Da quando avevano sei mesi segno in un quaderno tutte le loro frasi e battute involontarie più divertenti».

Che papà sei?
«Non mi risparmio, ma sono anche un po’ rompiscatole essendo figlio di un ex pugile e ufficiale dei paracadutisti piuttosto rigido».  

Invece la tua compagna dove l’hai conosciuta?
«Ovvio: allo stadio!».