Home LifestyleLibriSimone Rugiati: «Mettetevi ai fornelli con i vostri bimbi»

Simone Rugiati: «Mettetevi ai fornelli con i vostri bimbi»

Lo chef di "Shop cook & win!" e "Food advisor" pubblica un libro di ricette da fare coi più piccoli

Foto: Hamburger, crostate, schiacciatine... Nel suo libro Simone Rugiati propone 40 ricette dedicate ai ragazzini, pensate in base alle stagionalità, golose e facili da preparare

22 Novembre 2019 | 12:06 di Giusy Cascio

Quando non cucina, è in tv nei format culinari. E nel tempo libero sforna altre idee. Così lo chef Simone Rugiati, ora in onda sul canale Nove con il programma “Shop cook & win!” e dal 26 novembre su Food Network con la nuova edizione di “Food advisor”, pubblica “La mia scuola di cucina per ragazzi curiosi” (ElectaJunior, 19,90 euro). «Un libro di ricette per cucinare con i bambini. E sperimentare come facevo anch’io da piccolo, quando avevo “rubato” il “Dolce forno” alla mia vicina di casa perché ero incuriosito dagli impasti che potevano venirne fuori» svela l’autore.

Combinava pasticci con le mani in pasta?
«In realtà no: ero ordinato perché ho avuto ottime maestre. Le mie nonne, Lina e Lidia, e la mia vicina di casa Gigliola, che chiamavo “tata”. Con lei ho fatto le mie prime torte di mele».

Metteva le mele sopra la torta per guarnire...
«No! La tata mi faceva fare tutto il procedimento, dall’inizio fino alla fine».

A che età?
«Già a 4 anni. All’epoca sperimentavo, inventavo piatti con i gamberi e le fette biscottate, bevevo l’aceto con il miele».

Mamma mia, ed era buono l’aceto con il miele?
«Buonissimo. Oggi va pure di moda: si utilizza l’aceto con il miele per condire la tagliata di tonno».

Come le è venuta l’idea del libro?
«Parlando con figli di amici mi sono reso conto che molti ragazzini non sanno neanche se le patate crescono sugli alberi o sotto terra. Questo libro è anche un invito a riscoprire gli alimenti, gli ingredienti».

Secondo lei nelle case degli italiani non si cucina più come si deve?
«Purtroppo ormai non si sa più neanche cucinare la pasta. Scommetto che se chiedo a 10 famiglie come la cuociono, solo una o al massimo due sanno davvero come si fa».

Ripassiamo, perché non guasta mai.
«Serve un litro d’acqua ogni 100 grammi, quindi per mezzo chilo di pasta ne servono cinque litri. Invece vedo tutti lì con i tegami piccini, con la pasta che sborda dalla pentola. E poi si usano i formati sbagliati. Bisogna imparare fin da piccoli: col ragù ci vanno i paccheri o i rigatoni. Per il sugo con le zucchine meglio le linguine o i tagliolini».

Da piccolo qual era il suo piatto preferito?
«Il pollo arrosto. Lo mangiavo spesso la domenica. Mia mamma era negata in cucina. Lavorava tutto il giorno, insegnava a scuola e in palestra, e per cucinare ci vuole tempo».

Il pollo arrosto piace sempre ai bambini.
«Sì, ma ci sono bimbi che pensano che il pollo abbia sei zampe perché lo vedono solo al supermercato, dove trovano le confezioni che contengono sei cosce».

Lei invece li vedeva nel pollaio?
«Sì, io sono cresciuto in campagna. D’estate in famiglia si preparava la salsa con i pomodori freschi. Era una bella festa».

Anche la merenda era una festa?
«Sì, ma un po’ alcolica» (ride).

Perché mangiava le merendine con il liquore dentro?
«No, niente merendine industriali... La mia merenda classica era pane e olio o pane e pomodoro. Ma d’estate mio nonno Renzo, che aveva un orto a Castiglioncello (Livorno, ndr), di pomeriggio mi dava le pesche gialle con un goccino di vino e la gassosa. Una meraviglia».

I consigli per mamme e papà

Portate i bimbi a fare la spesa e lasciate che annusino i prodotti. Aiutateli a scegliere le cose buone e profumate anziché quelle belle da vedere ma senza sapore.

Fateli giocare con la pasta della pizza al posto del pongo per creare formine. Se la mettono in bocca, non fa male.

Create un piano di lavoro alla loro altezza e dotateli di matterello, sac à poche, grembiuli e cappelli da chef su misura per loro. Questo li aiuterà a prendere sul serio il “gioco” di cucinare.

Lasciateli liberi di sporcarsi! Non si può cucinare senza spargere un po’ di farina qua e là e senza usare stoviglie diverse. In fondo il caos creativo è divertente.

Vogliono fare i biscotti? Per invogliarli a completare l’opera, preparatene un po’ di più, da confezionare in pacchetti da regalare agli amici. Ciò che interessa di più ai piccoli è fare assaggiare il frutto del loro lavoro.

Dai coltelli ai fornelli: attenzione ai pericoli

La cucina per i bimbi è un posto pericoloso. Mettiamola in sicurezza!

Blocchiamo i mobili bassi con idonei bloccaporte. E, per evitare contusioni, usiamo i paraspigoli. Occhio alle tovaglie: spesso i bambini trovano “irresistibile” giocarci e tirarsele addosso.
Usiamo i fuochi posteriori specie per le pentole con l’acqua bollente o le padelle con l’olio da frittura, e rivolgiamo verso l’interno i manici.
Dopo l’uso, riponiamo i coltelli, le forbici e tutti gli oggetti taglienti in luoghi inaccessibili ai piccoli.
Insegniamo ai bimbi ad asciugare bene le mani prima di toccare frullatori o altri elettrodomestici.