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Malanni d’autunno: come curare l’influenza

La nostra guida per affrontare al meglio il virus stagionale: consigli medici, curiosità storiche e «terapie» a base di tv

 - Credit: © Alexandra Gorn

08 Ottobre 2018 | 14:46 di Paolo Fiorelli

Perfino Laura Pausini si è arresa: quando arriva l’influenza c’è poco da fare. E così la cantante ha dovuto annullare i concerti già in programma a Eboli. Laura, sempre in anticipo sui tempi, è tra i 100 mila italiani che hanno già contratto il virus, anche se il picco dei contagi è previsto intorno a Natale.

Ma quella contro l’influenza è una battaglia che l’umanità conduce da millenni. Anche se poi questo virus non è un’esclusiva umana: esiste anche tra cavalli, maiali, conigli, cammelli, cani, gatti e persino tra le balene (e l’«influenza aviaria», quella dei polli e degli uccelli, che una volta si trasmetteva all’uomo solo in casi rarissimi, oggi sta diventando sempre più contagiosa e rappresenta un allarme sanitario).

Di questa fastidiosa malattia parlava già il grande medico greco Ippocrate nel quinto secolo avanti Cristo. Il rimedio che proponeva non è più molto in voga: versare sangue, magari con un bel salasso. Suo però è il merito di aver descritto per primo i sintomi, assieme ad altri consigli più ragionevoli per curarla.

Conoscenze e rimedi non fecero progressi per secoli: prova ne è che ancora nel 1918 l’influenza era in grado di seminare morte. La cosiddetta «Spagnola» uccise oltre 50 milioni di persone, molte più della Prima guerra mondiale, che in quell’anno si stava ancora combattendo. A proposito: il termine «Spagnola» era usato a sproposito, visto che in realtà il virus proveniva dall’estremo Oriente.

Rimedi empirici molto usati erano le caramelle balsamiche, tisane, aglio, impacchi caldi, spremute d’arancia e l’olio di fegato di merluzzo.

Finalmente nel 1931 l’americano Richard Shope scoprì il virus che causava il malanno e nel 1944 venne messo a punto il primo vaccino.

Questi progressi, insieme all’arrivo degli antibiotici (che non curano l’influenza, ma possono aiutare in casi di complicazioni più gravi come la polmonite) ha fatto «crollare» la pericolosità del virus. Tanto che oggi vengono considerate in pericolo solo le fasce più a rischio della popolazione: bambini, anziani e chi soffre già di altri problemi di salute.

Lo specialista ci spiega come vincere il disturbo: lasciategli fare il suo corso

È il malanno più comune, eppure ci sono domande sull’influenza che non hanno mai una risposta chiara. Ecco perché abbiamo chiesto il parere di un esperto, Luigi Piero Biondi, medico dell’ospedale Niguarda di Milano.

Dottor Biondi, ma perché ogni autunno arriva un’influenza diversa?
«Perché non c’è un unico virus, ma una miriade di varianti chiamate “ceppi virali”. E ognuna causa un’influenza con caratteristiche differenti».

E quella di quest’anno come sarà?
«Purtroppo si tratta di un virus abbastanza “cattivello”, con febbre sopra i 38 gradi. Per guarire completamente ci vuole almeno una settimana».

Quante persone è prevedibile che vengano contagiate?
«La previsione è di quattro o cinque milioni di malati. Ma il vero allarme riguarda le categorie a rischio: bambini, anziani e persone che hanno già altri problemi di salute, in particolare i cardiopatici e chi soffre di malattie dell’apparato respiratorio».

Come si cura?
«Prevenire è meglio che curare: il vaccino è in fase di preparazione ed è decisamente consigliato per le categorie a rischio. Anche evitare di prendere freddo, bere molto e assumere molte vitamine, come la tipica spremuta d’arancia tutte le mattine, aiuta a ridurre il rischio di contagio. Se ci si ammala lo stesso, curarsi con mucolitici (lo sciroppo per la tosse), antipiretici (come la tachipirina) e tanto riposo. Da evitare, invece, il frequente errore di prendere subito gli antibiotici: non curano l’influenza, semmai altre malattie che possono subentrare dopo. E comunque devono sempre essere prescritti da un dottore».

Eppure molti si vantano di non ammalarsi mai, o di «fare l’influenza in piedi». Fanno bene?
«Tutto dipende dal sistema immunitario: chi lo ha particolarmente forte, in effetti, ha buone probabilità di “scamparla”. Invece sconsiglio di cuore di “fare l’influenza in piedi”: è una cattiva abitudine che mette sotto stress proprio il sistema immunitario, con il rischio di complicazioni e ricadute. Per non parlare di quello di spargere l’epidemia, contagiando amici e colleghi di lavoro».

A letto con l’influenza si può guardare la tv?
«Perché no? Guardare la tv aiuta il malato a distrarsi e a divertirsi. E il buonumore favorisce anche il sistema immunitario!».

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