Home LifestylePer la strada in pigiama: l’editoriale del direttore

Per la strada in pigiama: l’editoriale del direttore

«Ricordo con orrore certe notti passate davanti a case dove si davano delle feste, i parcheggi attorno tutti occupati da padri come me in attesa che le figlie si degnassero di scendere»

Foto: Aldo Vitali

06 Agosto 2015 | 12:07 di Aldo Vitali

Quando si hanno dei figli adolescenti la vita si fa dura: scenate, richieste fantascientifiche, uscite fino a tarda ora... D’estate poi, non ne parliamo. Ricordo con orrore certe notti passate davanti a case dove si davano delle feste, i parcheggi attorno tutti occupati da padri come me in attesa che le figlie si degnassero di scendere.

Padri vestiti in maniera insolita: infradito, maglioncino e, sotto, il pigiama. E una volta recuperate le sciagurate, il giro per riportare a casa le amiche, le mie inutili domande tipo «vi siete divertite?» che cadevano nel vuoto mentre loro si scatenavano messaggiando come se fossero reduci da anni di isolamento.

Se andate a pagina 46 di Sorrisi questa settimana trovate un pezzo che cerca di mettere ordine nelle cose da fare e da non fare in certe situazioni, in particolare in vacanza. Non so se vi serviranno i consigli della psicologa Maria Rita Parsi, ma almeno vi consoleranno un po’. Poi passate a pagina 32, dove si parla di felicità. Ecco, ci sono tanti generi di felicità e certamente uno riguarda proprio la sensazione di sollievo che provavo quando, finito il giro della città, mi infilavo nel letto (così sconvolto che non sempre mi ricordavo di togliere il maglione).

Ma se non vi basta questa definizione, ve ne regalo una di un grande poeta popolare, Trilussa: «C’è un’ape che si posa su un bocciolo di rosa, lo succhia e se ne va. Tutto sommato la felicità è una piccola cosa».