Home LifestylePrix Italia: tutti i vincitori della 67° edizione

Prix Italia: tutti i vincitori della 67° edizione

Molte produzione europee tra i vincitori dei premi internazionali per la radio, la tv e il web, ma si affacciano anche Corea e Canada. Non assegnate due categorie del Prix per la Radio

24 Settembre 2015 | 20:43 di Lorenzo Di Palma

Molte produzioni europee tra i vincitori del 67° Prix Italia, il premio internazionale per la radio, la tv e il web. Sul podio ci sono infatti Germania e Gran Bretagna con tre premi, Polonia, Russia, Svezia, Norvegia, Francia, Spagna, anche se si affacciano l’Oriente, con la Corea del Sud, e il Nord America, con il Canada che si aggiudica due premi.

All’Europa va anche il Premio Speciale del Presidente della Repubblica Italiana, per l’Austria, e una menzione per produzioni di Belgio, Irlanda, Germania e Olanda, mentre il Giappone si aggiudica il premio speciale Signis. Una menzione speciale anche all’Australia. I temi trattati vanno dall’amore, in tutte le sue declinazioni, alla morte, dalle guerre di ieri e di oggi al razzismo, dal traffico di rifiuti alla schiavitù.

Inusuale, invece, che in due categorie del Prix per la Radio non siano stati attribuiti premi: è accaduto tra i Reportage, in cui la giuria ha ritenuto che le opere fossero da collocare piuttosto nella sezione Documentario, e nella sezione Adattamento radiofonico che presentava, secondo i giurati, opere “interessanti” ma non adeguatamente “drammatizzate per la radio”. “Ci vuole coraggio a non assegnare premi - dice il segretario generale Paolo Morawski - ma è la dimostrazione che al Prix Italia interessa mantenere alta l’asticella della qualità”.

I premi per la Tv

Un tema di grande attualità - il matrimonio tra due persone dello stesso sesso - vince la sezione Rappresentazioni artistiche nelle Performing Arts, con Il nostro matrimonio gay: il musical di Ellen Hobson, Claire Lewis, Tim Van Someren per l’inglese Channel 4.

Nella sezione Documentario, vince invece un tema opposto: quella della morte, che la Tvp polacca racconta in Il cabaret della morte diretto da Andrzej Celinski.

Per la Fiction, la Kbs coreana sale sul gradino più alto della categoria Film Tv e Miniserie con una storia di sofferenza e schiavitù: Sentiero innevato di Lee Na-Jeong, che fa vivere il dramma di una bimba strappata alla famiglia durante l’occupazione giapponese della Corea.

Ancora la guerra al centro del racconto che si aggiudica la categoria Serie a episodi e Serial a puntate: La Guerra dell’acqua pesante di Per Olav Sorensen, che porta sullo schermo la corsa all’elemento fondamentale per la costruzione della bomba atomica.

Il fil rouge della guerra (“fredda”, in questo caso) porta anche a 1989 – L’ultima estate dietro la cortina di ferro di Anders Ostergaard che si aggiudica il premio per Zdf tedesca nella categoria Documentario culturale e di interesse generale della sezione Documentario Tv.

Una storia d’amore e di coraggio nei giorni, ancora attualissimi, della guerra in Siria è quella di Channel 4 che si aggiudica il premio per i Documentari d’attualità: Bambini in prima linea di Marcel Mattelsiefen.

Unanimità per il vincitore del nuovo Prix Italia Golden Award per le coproduzioni televisive internazionali: il documentario d’inchiesta sul traffico illegale di rifiuti elettronici pericolosi La tragedia elettronica di Cosima Dannoritzer che la Tve spagnola ha prodotto con Arte France, Al Jazeera English e Televisiò de Catalunya. 

Menzione speciale, infine, per la Ard tedesca con 14, diari della Grande Guerra.