Quali sono le conseguenze di questa estate infinita?

Gli esperti Mario Tozzi e Mario Giuliacci ci spiegano come le anomale condizioni meteo degli ultimi mesi ci cambiano la vita

13 Novembre 2022 alle 08:38

Ammettiamolo: chi, uscendo di casa, non si è rallegrato di trovare sole e caldo anche al ponte di Ognissanti? Ma questa estate infinita, con una siccità da record e che ha portato a registrare temperature di 30 gradi a fine ottobre (e bisogna vedere come sarà novembre...) ha conseguenze che vanno ben al di là di una gradevole gita fuori porta. E per lo più negative. Noi però, per consolarci, cominciamo da...

Gli effetti positivi...

Il risparmio sulle bollette

L’aumento del prezzo di gas e petrolio, dovuto soprattutto alle conseguenze della guerra in Ucraina, ha fatto schizzare in alto le bollette del gas. In questo contesto, il caldo prolungato ha permesso di ritardare l’accensione dei riscaldamenti. Prendiamo per esempio Milano, dove i caloriferi nei palazzi pubblici sono accesi dal 7 novembre, contro il 15 ottobre del 2021: quasi un mese di riscaldamento risparmiato! (Le date variano da città a città, ma la tendenza è la stessa in tutta Italia).

Al mare fino ai “Santi”

La spiaggia di Mondello, a Palermo, ha registrato un afflusso record di turisti; a Rimini è stato possibile affittare lettini e ombrelloni fino al ponte di Ognissanti e i ristoranti sulla spiaggia hanno rinviato la chiusura stagionale. Anche il turismo dell’entroterra ci ha guadagnato: ben 12 milioni di italiani si sono messi in viaggio godendo del clima mite.

Funghi e vendemmia eccezionali

Il clima favorevole ha permesso un ottimo raccolto di funghi, specie in Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria. Anche la raccolta delle mele, cominciata in anticipo, segnerà un aumento di produzione del 5%. E grazie alle piogge di agosto e al successivo e prolungato tepore, secondo l’Unione italiana vini si annuncia una qualità delle uve “da buona a eccezionale”.

...e quelli negativi

Aiuto, il riscaldamento globale

«Anche io sono rimasto sorpreso dal sole di ottobre. Il guaio è che presto un autunno così rischia di non essere più una sorpresa, ma la normalità» dice il geologo e divulgatore Mario Tozzi (che ha appena pubblicato per Mondadori il libro “Mediterraneo inaspettato”). E continua: «Parliamoci chiaro: qualche momentaneo effetto positivo non può compensare i danni dello stravolgimento climatico portato dal riscaldamento globale, di cui questa “ottobrata” è solo l’ultima sorpresa. Il 2022 verrà ricordato come un anno di terribile siccità e gli effetti negativi saranno molti».

Il Po e i ghiacciai ne risentono

Senza le piogge di ottobre il livello d’acqua del Po è calato, arrivando a 2,3 metri in meno rispetto alle medie stagionali. E la siccità favorisce la risalita del “cuneo salino” (acqua salata del mare) che rovina le coltivazioni. Cosa si può fare? «Potremmo cominciare regolando i 10 mila pozzi non censiti nella zona del delta, da cui i privati attingono senza limiti, aggravando la situazione» dice Tozzi. Non solo. «L’assenza di piogge e precipitazioni ha ridotto i ghiacciai e lascerà le montagne senza neve. E lo stesso accade nei grandi laghi del Nord».

Rischio alluvioni

«Paradossalmente, la maggiore energia immagazzinata dall’atmosfera per il caldo anomalo aumenta il rischio di singoli fenomeni temporaleschi e di alluvioni, come quella che a settembre ha colpito le Marche» spiega Tozzi. «Ma il vero problema è che queste precipitazioni violente non aiutano a recuperare acqua, perché il terreno troppo secco non fa in tempo ad assorbirla: l’acqua scorre via travolgendo tutto».

Verdure più care

«La siccità causa anche raccolti più scarsi e prezzi più alti» aggiunge Tozzi. Rispetto all’ottobre 2021, il prezzo di peperoni, patate, radicchio, cavolfiori, cetrioli e cipolle è aumentato di oltre il 15% (dati Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare). Anche la stagione di raccolta del tartufo bianco è stata intaccata dalla siccità estiva, il che ne ha fatto schizzare il valore oltre i 4 mila euro al chilogrammo.

Coltivazioni in crisi

Le temperature hanno messo in crisi anche le colture di grano duro e ora minacciano quelle di kiwi, radicchio e altri ortaggi. Soffrono anche gli ulivi, soprattutto al Sud, dove la produzione è calata del 30% (ma la qualità è ottima).

Fioriture dannose

Il caldo tardivo porta anche a far ripartire le fioriture, che però poi verranno decimate dalle gelate invernali. E così saranno di meno in primavera.

Allergie in aumento

Le fioriture anomale e tardive causano problemi anche alle persone allergiche ai pollini, già “spossate” dalla stagione ordinaria, provocando un aumento di allergie e raffreddori.

Gli uccelli divorano i semi

L’associazione Coldiretti ha lanciato l’allarme sulle semine dei cereali messe a rischio sia dall’indurimento del terreno dovuto al caldo, sia dall’opera degli uccelli (in particolare i piccioni) e di altra fauna selvatica che si nutre di semi.

Ancora insetti in giro

«Calabroni e vespe proliferano grazie al caldo. Hanno vita facile anche i parassiti che attaccano le coltivazioni agricole» dice Tozzi. E aumentano mosche, cimici, ragni violino e zanzare al punto che hanno un’impennata i casi di West Nile, la malattia virale da loro trasmessa.

E ora?

«Con il mese di novembre ci stiamo giocando l’ultima carta buona per l’agricoltura e l’ambiente» dice il meteorologo Mario Giuliacci. «È una sorta di “ultima chiamata”, perché questo è tradizionalmente il mese più piovoso dell’anno. E se non recuperiamo ora, almeno in parte, l’immane deficit idrico di questo 2022, è davvero difficile che potremo farlo nel resto dell’inverno. Le previsioni sono incoraggianti: dopo le piogge nei primi giorni di novembre ci sarà una pausa, ma dovrebbero tornare nella seconda parte del mese. Alla fine a novembre cadranno circa 100 litri di pioggia per metro quadrato. Il dato annuale del 2022, però, è che mancano ancora 500 litri per rientrare nella media. Insomma, non si risolverà tutto, ma sarà come un bel brodino caldo».

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