Home LifestyleSe siete in partenza, per le vacanze o per il weekend, seguite queste regole

Se siete in partenza, per le vacanze o per il weekend, seguite queste regole

Fabrizio Pregliasco è uno dei più noti virologi italiani e in tv parla spesso di coronavirus. Qui spiega come proteggersi in viaggio

Foto: Gianni Morandi

12 Giugno 2020 | 12:00 di Giusy Cascio

Dal 3 giugno sono possibili gli spostamenti tra regioni e c’è chi sta per andare in vacanza. Ma il coronavirus circola ancora: cosa dobbiamo sapere, come dobbiamo attrezzarci per partire sicuri? Ne parliamo con il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore in Igiene generale ed applicata all’Università degli Studi di Milano, che è diventato un volto ormai familiare in tanti programmi televisivi.

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Professor Pregliasco, mettersi in viaggio ora è una buona idea?
«Siamo in una situazione più tranquilla, viviamola con quella che io chiamo “vigile serenità”. Cioè aspettandoci il meglio, ma preparati al peggio. In base ai nostri comportamenti, potrebbero esserci nuovi focolai, com’è accaduto in Corea del Sud. Magari, invece, non succederà. Partiamo, sì, ma con le dovute cautele che sono essenzialmente due: distanziamento sociale e frequente lavaggio delle mani».

Quali presidi sanitari bisogna mettere in valigia?
«Mascherine per tutta la famiglia, gel igienizzante, termometro, una valigetta di pronto soccorso e, se si prendono farmaci, un foglio con due righe di descrizione delle terapie seguite».

Che tipo di mascherine? E quante?
«In vacanza è più difficile lavare quelle di stoffa, quindi direi quelle chirurgiche monouso. Ne basta una al giorno a persona. Durano anche due giorni se le si disinfetta con uno spray».

Il mezzo più sicuro per spostarsi è la propria macchina?
«Per i più ipocondriaci sì, perché loro pensano: “L’auto è mia e quindi so chi ci si è seduto”».

Portare la mascherina in auto ha senso?
«Solo se l’auto è rubata (ride). Mi permetta di ironizzare, ma bisogna avere buon senso».

Viaggiare in auto con la famiglia è diverso dal viaggiare con gli amici?
«No, è lo stesso. Se viaggio con gli amici, la regola di avere solo due persone per auto, una davanti e una dietro, non vale più se poi condivido la vacanza con questi stessi amici. Perché a quel punto gli amici diventano conviventi».

Quando ci fermiamo alle stazioni di servizio per fare benzina, sgranchirci le gambe o bere un caffè è necessario indossare i guanti?
«I guanti a mio avviso possono dare false sicurezze. Ai self service e alle casse ci sono i dispenser di gel igienizzante per le mani: bastano quelli. Chi vuole indossare i guanti, si ricordi però poi di sfilarli nel modo corretto e di lavarsi le mani. E questo vale ovunque, su aerei, treni, navi…».

Ecco, iniziamo da chi vola. Come bisogna comportarsi in aeroporto?
«Rispettiamo le raccomandazioni: fare il check-in da casa, seguire i percorsi per ridurre le code, evitare gli sportelli. Non bisogna toccare le porte scorrevoli. E, una volta passati i controlli, dopo aver inserito i bagagli nei contenitori di plastica toccati da altri passeggeri, è necessario igienizzarsi le mani».

Le compagnie aree ci rassicurano sui filtri dell’aria a bordo e sulla sanificazione quotidiana delle superfici. Possiamo fidarci?
«Sì, i filtri sono sicuri. Non può esserci contagio se si indossa la mascherina e mantenendo due file davanti e due dietro di distanza. Molte compagnie hanno ridotto o abolito i servizi di shopping o di somministrazione degli snack, come è avvenuto anche con il bar sui treni».

Nelle stazioni ci possono essere rischi particolari?
«Né più né meno che negli aeroporti».

Sui treni, la distanza a scacchiera fra posti ci tutela abbastanza?
«Sì. E anche in treno i filtri dell’aria sono controllati».

Quante mascherine dobbiamo portarci per un viaggio di 4, 5 o 6 ore?
«Ne basta una».

Ci sono dispenser di gel igienizzanti in ogni carrozza: meglio usare quelli o lavarsi le mani spesso nella toilette del treno?
«Prima acqua e sapone alla toilette e poi passiamo il gel sulle mani».

Precauzioni su navi e traghetti?
«Sul ponte, all’aria aperta, il rischio è pressoché nullo. Rispettiamo le regole sugli accessi contingentati nei punti di ritrovo, al ristorante, nei negozi, nella sala preghiera».

Meglio portarsi le lenzuola da casa se si dorme in cabina?
«Ma no, non esageriamo!».

E finalmente abbiamo raggiunto il mare. Lì dov’è il rischio maggiore?
«Sulla battigia, all’ingresso degli stabilimenti, al bar, ovunque possano crearsi assembramenti. In vacanza si tende a non pensare ai rischi: si beve dalla stessa lattina, ci si passa il telefono tra conoscenti per farsi un selfie…».

L’acqua salata riesce davvero a distruggere il virus?
«Non lo distrugge, ma lo diluisce».

Che distanza serve tra ombrelloni?
«Tre, quattro metri».

Bisogna indossare la mascherina anche in spiaggia?
«Non sotto il sole quando ci si abbronza, ma al bar della spiaggia sì».

Le docce sono sicure o è meglio lavarsi a casa?
«Direi che possiamo farci tranquillamente la doccia lì».

A piedi nudi o con le ciabattine?
«Non c’entra nulla il coronavirus, ma le ciabattine ci mettono al riparo dai funghi».

A quali abitudini da spiaggia è bene rinunciare?
«Beach volley, racchettoni, giochi a palla e giochi a carte. E gli scambi di secchielli e palette tra bambini vicini di ombrellone, quelli sì che sono da evitare».

Le attività ricreative in acqua come l’acquagym sono sicure?
«Sì, con la distanza di un metro, un metro e mezzo tra bagnanti. Ma è bene che ognuno utilizzi i propri tubi galleggianti, salvagenti e braccioli».

Sui lettini degli stabilimenti, però, ci si sdraia chiunque...
«Se si dubita che i lettini vengano igienizzati spesso, basta lavare i propri asciugamani in lavatrice tutti i giorni».

E gli spogliatoi? Se prima entra uno con il virus e subito dopo entriamo noi?
«Indossiamo la mascherina, restiamo nello spogliatoio poco tempo e appena fuori igienizziamo le mani».

C’è chi preferisce soggiornare in una casa in affitto anziché in hotel perché lo reputa più sicuro, soprattutto per l’aria condizionata. Lei che opinione ha?
«Se ci si fida del gestore dell’albergo, non c’è alcun problema. La ventola dei condizionatori, però, non va indirizzata ad altezza del viso delle persone. E nelle stanze è sempre consigliabile aprire le finestre per cambiare l’aria più volte al giorno».

Lei ha già deciso come e dove andrà in vacanza?
«Andrò in montagna. E userò la mia macchina, perché è più comoda per spostarmi di rifugio in rifugio».

La montagna è più sicura perché ci sono meno assembramenti?
«Tendenzialmente la montagna è meno affollata. E anche grazie all’esperienza si è capito che devono esserci meno persone negli impianti di risalita. Affidandosi sempre al buon senso, poi, così come è saggio non toccare le porte scorrevoli degli aeroporti, altrettanto bisogna fare con maniglie e porte di seggiovie e funivie».