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Soldi: addio contanti, il futuro è delle carte di credito

Il governo vuole premiare chi usa i pagamenti “virtuali”. Che già ora sono in costante aumento. Ecco i motivi e alcune curiosità...

04 Ottobre 2019 | 9:40 di Paolo Fiorelli

Premiare chi usa le carte di credito al posto dei contanti. Questa, in sintesi, la proposta del presidente del consiglio Giuseppe Conte. Se diventerà legge potrebbe rappresentare un altro passo decisivo verso uno scenario che sembra avvicinarsi sempre di più: la fine della moneta e il trionfo dei mezzi di pagamento “virtuali”.

È convinto che succederà, per esempio, Nicola Porro, conduttore di “Quarta repubblica” su Rete 4 e autore di libri sull’economia (il prossimo, “Le tasse invisibili”, uscirà il 24 ottobre). Che per spiegare la sua visione del futuro fa questo esempio: «Ricordate i “traveler’s cheque”, quel macchinoso meccanismo di pagamento che un tempo usavamo quando andavamo all’estero? Chi li usa più? Ecco, il contante farà più o meno la stessa fine, perché i pagamenti virtuali sono molto più comodi. Sia chiaro però, a scanso di equivoci, che la proposta di Conte non mi piace, perché non serve a nulla e colpevolizza inutilmente chi preferisce il contante. Le carte invece mi piacciono moltissimo! Sarà perché, insieme al motorino, la carta di credito è stata per me un simbolo di libertà. Andavo a studiare in America e mio padre me ne diede una. Da allora le uso ogni volta che posso. Pensi che sono appena tornato da un viaggio di quattro giorni e non mi sono dovuto portare dietro neanche una monetina da un euro. Ho pagato tutto con la carta...».

Eppure solo 30 anni fa questo strumento dal successo inarrestabile era quasi sconosciuto in Italia. Qui ne ripercorriamo la storia e i piccoli e grandi segreti.