Checco Zalone: «Torno a teatro per svelare tutte le nostre ipocrisie»

È partito con una lunga tournée che nei prossimi mesi lo porterà a esibirsi dal vivo in giro per l’Italia, da nord a sud

17 Novembre 2022 alle 07:57

Checco Zalone è tornato. E non con un nuovo film. «Io adesso mi occupo di teatro» mette subito in chiaro. Infatti torna dal vivo, “live”, come si dice, sui palchi di tutta Italia. Per ora 72 date annunciate, il debutto è stato a Firenze l’8 novembre, ma «ce ne saranno molte altre» avvisa il manager Lucio Presta che con il figlio Niccolò produce e allestisce lo spettacolo, e annuncia: «Oltre 100 mila biglietti sono già stati venduti sul sito di TicketOne, poi ci sono quelli acquistati direttamente nei teatri». Un mese intero a Milano e il resto su e giù per la penisola compresi palazzetti dello sport, arene e auditorium.

Uno spettacolo nuovo, pensato e scritto da Luca Medici, in arte e per tutti Checco Zalone, che sul palco è accompagnato da batteria, basso, chitarre, sax, tastiere, una cantante e due autori (Sergio Maria Rubino e Antonio Iammarino). L’idea di tornare al pubblico di sera in sera è arrivata all’inizio del 2022. Da 11 anni Checco Zalone non faceva una tournée nei teatri, l’ultimo spettacolo si intitolava “Resto umile world tour” (poi diventato uno show per Canale 5). Insomma, quasi un anno fa Checco Zalone ha cominciato a scrivere e a comporre dei pezzi da recitare, suonare e cantare ed è nato questo nuovo lavoro dal titolo “Amore + Iva”.

Come mai sul palco

«C’è stato un episodio a febbraio che mi ha fatto scattare l’idea di mettere su uno spettacolo. C’era una signora che voleva adottare una famiglia ucraina ed era disperata perché erano finite tutte. È andata alla Onlus ed erano rimaste solo quelle siriane, così mi ha detto: “Tu che sei dello spettacolo, se puoi aiutarmi...”. Questa ipocrisia un po’ borghese che ci ha pervasi mi ha ispirato».

I Beatles per iniziare

Il titolo è stata un’intuizione autorale, all’inizio “drammaturgica”, partita da un verso dei Beatles che recita: «The love you take, is equal to the love you make» (contenuto nel brano “The end”) e che tradotto sta per: «L’amore che ricevi è pari all’amore che dai». Poi l’intuizione, ovviamente, è «finita in una battuta».

Cosa si vede

«Il palco è una specie di aula dove affronto tante tematiche che hanno a che fare con l’amore» spiega Zalone. «Si parla di integrazione, adozioni, diritti civili, ci sono momenti pungenti e scottanti: non ci si annoia certo, anzi mi aspetto delle sane polemiche». E insiste: «Io non temo la critica, il messaggio sui social. Io non ci sono neanche sui social e questo alimenta il dibattito».

La satira oggi

Racconta Checco Zalone: «Quando facevo il “Resto umile world tour” l’apice era l’imitazione di Roberto Saviano che in quel momento era intoccabile, prendere in giro lui era irriverente. Ma ora chi puoi prendere in giro senza risultare banale e scontato? Oggi è molto più difficile trovare prede, i personaggi che si danno ai social sono molto meno interessanti».

Personaggi in scena

Eppure non mancano le nuove “prede”. C’è il numero dell’adozione di una famiglia arcobaleno in un orfanotrofio di Predappio: «Come andrà a finire? Il bambino di Predappio accetterà?». Poi c’è il numero in cui si parla di integrazione e Checco si rifà a Gregor Mendel, «è il padre della genetica, parlo addirittura di scienza». C’è pure il direttore d’orchestra Riccardo Muti: «Io passo le notti su Rai 5 a guardare le sue lezioni e lì mi sono innamorato del Maestro». Parlerà di politica? «Sarà interessante con questo governo». La guerra? «C’è un Putin inedito che parla una lingua mista fra gli accenti pugliesi dei paesi della provincia di Bari, che sembra quasi russo».

L’amore per la musica

E poi c’è l’aspetto musicale da cui Checco, appassionato pianista, non poteva certo esimersi. «Io vorrei essere Stefano Bollani per saper suonare come lui» ammette. E svela alcuni dei brani composti appositamente per lo spettacolo. «Quest’estate per la prima volta ho ascoltato la canzone “Vincenzina e la fabbrica” di Enzo Jannacci e l’ho trovata straordinaria, ho visto pure il film “Romanzo popolare” di Mario Monicelli dove la canta, allora mi sono chiesto: chi sono le Vincenzine attuali? Sono le influencer! E così ho scritto il brano “Vincenzina e lo smartphone” e lo canto come farebbe Jannacci». Altra canzone è “L’arteriosclerosi”: «Parla di due persone che dopo gli 80 anni si rinnovano ogni giorno il loro amore, ma solo perché non si riconoscono. L’avevo scritta per Celentano e Mina, non so perché ma non l’hanno voluta cantare. Io ho trovato poeticissima questa canzone».

Cosa non si vede

Tra le gag che per ora non vedremo c’è «un pezzo molto ardito, non me la sono sentita di farlo per la mia incolumità fisica». È quello su “Dj Kalashnikov”: «Faceva tanto ridere, però ho anche famiglia e per ora è sospeso». E confessa: «Una volta sola in passato mi sono pentito: quando ho fatto l’imitazione di Michele Misseri (lo zio Michele del delitto di Avetrana, ndr). Era eccessiva, però può capitare quando il comico trova interessante una cosa. Poi ho imparato a limitarmi e a cercare una linea di confine tra ciò che è simpatico e ciò che è opportuno».

Le date del tour

  • 21 e 22 novembre - Bologna
  • 25 novembre - Conegliano (TV)
  • 28 e 29 novembre - Trieste
  • 4 e 5 dicembre - Ravenna
  • dall’8 al 16 dicembre - Torino
  • dal 20 dicembre al 20 gennaio - Milano
  • dal 18 al 25 febbraio - Napoli
  • 3 e 4 marzo - Sanremo (IM)
  • dall’8 al 29 marzo - Roma
  • 31 marzo e 1° aprile - Montecatini (PT)
  • 11 e 12 aprile - Bologna
  • 15 aprile - Pesaro
  • 5 e 6 maggio - Verona
  • 25 giugno - Benevento
  • 4 luglio - Lamezia Terme (CZ)
  • 3 agosto - Paestum (SA)
  • 12 agosto - Santa Margherita di Pula (CA)
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