Così si mette in scena il “Nabucco” all’Arena di Verona

Sorrisi è stato alla preparazione dell’opera lirica che vedrete su Rai3 giovedì 4 agosto

2 Agosto 2022 alle 08:54

Avviene tutto in meno di due ore. Alle 7 di sera cominciano ad arrivare gli artisti, le comparse, il pubblico alla spicciolata, i fiori per il soprano, la polacca Ewa Plonka. Dietro e sotto gli spalti dell’Arena c’è un piccolo mondo operoso: centinaia di persone si muovono dall’alba al tramonto, e poi di nuovo dalla notte all’alba, per montare e smontare, allestire e ripulire, cucire, pettinare, truccare, vestire, calzare altrettanti artisti, comparse, coristi e musicisti.

Ogni estate i lavoratori della Fondazione Arena di Verona sono oltre mille. In questi mesi il 99° Opera Festival ha in cartellone tre titoli di Giuseppe Verdi: noi siamo venuti per la messa in scena del “Nabucco”. Il responsabile di sala e del retropalco passa correndo, è lui che risolve i problemi: «Speriamo non ce ne siano!». Una comparsa confida: «Se lavori in tutte le opere della stagione si guadagna bene». Il maestro Daniel Oren esce dal camerino, un assistente gli augura in bocca al lupo, lui risponde con uno scongiuro e intanto giungono limpidi i vocalizzi di riscaldamento.

Non è ancora buio quando si odono le prime note. Sono le 9. Il pubblico applaude. Ecco la scena: comincia ad alzarsi il vento che agita senza sosta le bandiere asburgiche sorrette dalle comparse vestite da soldatini dritte sulle gradinate. Dopo tre ore e mezzo di musiche, cori, duetti compariranno le bandiere italiane e le scritte: “Viva Verdi!”. A quel punto saranno passati più e più volte durante gli intervalli gli inservienti a vendere cibarie. Il pubblico, contento, applaude il finale. Poi tutti fuori: si smonta. Domani c’è un altro spettacolo.

L'opera lirica di Verdi in breve

Il “Nabucco” è in quattro atti e inizia al tempio ebreo di Gerusalemme assediato da Nabucodonosor, re di Babilonia. Fenena, sua figlia, è presa in ostaggio dagli ebrei capeggiati dal profeta Zaccaria. All’inizio del secondo atto viene liberata, diventa sovrana e confessa di essere ebrea ma nessuno dei “suoi” lo sa: si scatena così l’ira di Abigaille (altra figlia del sovrano). Un fulmine colpisce Nabucco, che dà segni di follia. Abigaille prende il potere: fa rinchiudere il vecchio padre e vuole mettere a morte la sorella Fenena. Gli ebrei (terzo atto) condannati cantano “Va, pensiero, sull’ali dorate” ricordando la patria. Nabucco rinsavisce e decide di riprendersi il trono, liberando gli ebrei, tra cui la figlia Fenena, e proclamando la libertà di culto. Abigaille muore avvelenandosi. Per info e biglietti: arena.it.

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