“Panariello story”, Giorgio porta la sua vita in giro per l’Italia

Sta per andare in giro per l’Italia con il nuovo spettacolo. E con Sorrisi ricorda gli inizi

Giorgio Panariello
6 Luglio 2021 alle 09:08

«Quando metto su uno spettacolo non parto mai dal titolo: quello viene dopo». Giorgio Panariello racconta come è nato “Panariello story” il nuovo show che porterà questa estate in giro per l’Italia.

Da che cosa è partito?
«Stavo lavorando a “La favola mia”, lo spettacolo che porterò nei teatri nel 2022, e mi sono reso conto che tanti aneddoti della mia vita lì dentro non ci stavano. Sarebbero rimaste fuori storie divertenti. Così è nato “Panariello story”. E mi sono ispirato alle storie di Instagram: nello spettacolo c’è un po’ di me e un po’ delle storie degli altri, che “sbircio” sui social».

Ci sono anche i suoi personaggi?
«Sì. E racconto come sono nati».

Mario il bagnino?
«È nato dal racconto dei bagnini della Versilia alla fine dell’estate. Era una gara a chi sparava le bugie più grandi, dalle avventure amorose più appassionanti a chi aveva pescato i pesci più incredibili...».

E il macellaio Pio Bove?
«È nato per il mio film “Al momento giusto”, nel 2000. Si parlava tanto di clonazione, se la ricorda la pecora Dolly? Pio Bove era un macellaio pronto ad approfittarne».

Poi c’è Merigo.
«Mi sono ispirato a un signore del mio paese che era sempre ubriaco, e noi ragazzacci ci divertivamo a fargli degli scherzi».

Da ragazzo lavorava nei cantieri navali, oggi riempie i teatri. Cosa l’ha portata fin qui?
«Il destino. Non avrei potuto fare altro. A scuola riempivo quaderni con la mia firma per provare l’autografo. A 10 anni mi intervistavo con la spazzola di mia nonna. A casa mettevo un disco e lo presentavo: “Ora vi faccio ascoltare questo pezzo...”».

Il momento della svolta?
«Avevo 20 anni, Lavoravo al cantiere navale e la sera facevo il deejay in discoteca: finivo tardissimo. La mattina al cantiere mi addormentavo ovunque. Non potevo continuare così: decisi di seguire l’istinto. Lo comunicai ai miei nonni, perché vivevo con loro».

Come la presero?
«Mi sogno ancora quello che urlò mio nonno. Era furioso perché come operaio avevo un buono stipendio... non mi parlò per mesi».

Sua nonna?
«Mia nonna Bona (si chiamava Bonaventura) era felice: era la mia prima fan».

Agli inizi si è mai esibito davanti a poche persone?
«Il vuoto davanti al palco l’ho vissuto con Leonardo Pieraccioni e Carlo Conti».

Impossibile crederlo.
«In Toscana in alcune zone eravamo molto popolari, riuscivamo a fare serate da 7 mila spettatori paganti. Una volta invece a Grosseto c’era un pubblico di 36 persone. E dopo lo spettacolo, tornati alle nostre macchine le abbiamo pure trovate tutte e tre con la multa per divieto di sosta!».

La volta in cui si è emozionato di più?
«All’Arena di Verona nel 2008 con lo spettacolo “Del mio meglio”. L’Arena era piena, non riuscivo a crederci».

Il suo rituale prima di salire sul palco?
«Mezz’ora prima dell’inizio devo stare da solo in camerino. Luci basse, accendo una candela e poi la musica. Ho una playlist per ogni tour».

Chi non manca mai?
«I Negramaro, Pino Daniele, Franco Battiato e Renato Zero. Ora c’è anche “L’allegria” di Gianni Morandi e Jovanotti. Parto con il volume basso. Comincio a vestirmi, mi pettino, mi guardo allo specchio, provo la postura. Poi quando mancano cinque minuti, alzo un po’ il volume della musica, metto “A mano a mano” di Rino Gaetano, e così, carico, salgo sul palco».

“Lui è peggio di me”, il suo programma con Marco Giallini, è riconfermato su Raitre.
«E pensare che era nato per gioco! Marco mi ha detto: “Me tocca lavora’ ancora co’ te?”. Quest’anno proveremo a interagire di più. Magari in mezzo al muro che ci separa in studio ci mettiamo una serranda... (ride)».

Le date di “Panariello story”

  • 8 luglio - Capannori (LU)
  • 14 luglio - Vigevano (Pv)
  • 15 luglio - Ferrara
  • 24 luglio - Taormina (Me)
  • 12 agosto - Castiglioncello (Li)
  • 13 agosto - Gavorrano (gr)
  • 14 agosto - Forte dei marmi (lu)
  • 20 agosto - Trani
  • 21 agosto - Ortona (ch)
  • 2 settembre - Este (pD)
  • 6 settembre - Prato
  • 7 settembre - Pisa
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