Vacanze al via, Enrico il Bagnino: «Vi do i consigli per vivere bene in spiaggia»

Ci suggerisce come individuare il lido ideale e godersi il mare senza avere problemi: «Evitate la prima fila, “studiate” anche gli stabilimenti vicini e non usate il vivavoce del cellulare»

6 Luglio 2024 alle 08:22

È il bagnino più famoso delle radio, Enrico Della Rosa del bagno “Spiaggia 61” di Riccione (RN), che ogni mattina fa le previsioni meteo su “Radio Deejay”. E a chi potevamo chiedere se non a lui per sapere come comportarci al meglio al lido questa estate?

Prima di tutto parliamo di meteo: mentre scriviamo il Nord Italia è ancora in clima “autunnale” con piogge e temporali frequenti. Quando finirà?
«Bisogna avere un po’ di pazienza fino a metà luglio, ci sono lenti miglioramenti al Nord ma i temporali dureranno ancora. E non sono facili da prevedere».

Le tecnologie sono sempre più sofisticate, ma capita ancora che le previsioni non ci azzecchino…
«Ahimè è così, non è facile leggere le carte, individuare i fenomeni temporaleschi e capire dove colpiscono con precisione. A volte Riccione è “graziata” dalla pioggia, mentre la vicina Misano no».

Dobbiamo ancora avere un po’ di pazienza, quindi?
«A metà luglio arriva il tanto atteso anticiclone africano che segna le nostre estati, quello che già si vede al Sud in queste ultime settimane».

Parliamo ora di spiagge: diamo qualche consiglio a chi si appresta a partire per le vacanze.
«Le offerte degli stabilimenti balneari stanno cambiando: un tempo ognuno aveva tutti i servizi possibili per accontentare genitori con figli piccoli, gruppi di ragazzi o sportivi accaniti. Ora ogni lido si specializza. Fate una telefonata per individuare la giusta destinazione».

Le capita spesso?
«A me chiedono: “Non avete la musica diffusa ovunque, vero?”. No, non l’abbiamo. Ci ho provato, eh, ma sentire: “Stendi i panni, stendi i panni” per più di due volte di fila al giorno è una prova di nervi. Abbiamo i mitici “saltarelli”, gli elastici dove i bambini si divertono a saltare e fare le capriole. Ma niente animazione, sono i genitori a doversi occupare dei figli».

E poi che cosa va di moda in riviera romagnola?
«Ci sono i lidi sportivi, dove si può fare zumba a ogni ora del giorno o aerobica sulla battigia. O quelli in cui si beve l’aperitivo dalle ore 19».

Come vi comportate con i cani e i padroni?
«La gestione dei cani è su ordinanza comunale. Qui a Riccione destiniamo loro una zona indietro, non verso il mare, con ombrelloni e ciotole per l’acqua. Li accettiamo se di piccola e media taglia, per quelli molto grandi chiediamo che siano docili. Devono stare legati e comportarsi bene, come i padroni. Ma prima che aprano i lidi e dopo la chiusura, possono trotterellare in libertà e fare il bagno nella spiaggia libera».

I vecchi abbonamenti stagionali vanno ancora di moda?
«Vanno di più quelli mensili: le vacanze si sono accorciate e la gente sta qui un mese».

Meglio le file davanti o quelle dietro?
«La prima fila è da sempre la più ambita, ma è soggetta alle intemperie del mare e al trambusto dei bagnanti e di chi cammina. Le ultime sono le più silenziose e tranquille. Ma spesso mi tocca cambiare “in corsa”».

In che senso?
«Le famiglie con bambini piccoli partono in prima fila, ma i giochi sono in fondo quindi spesso chiedono di essere “retrocesse” per tenerli meglio sott’occhio».

Un suggerimento prima di prenotare?
«Fate una piccola indagine per vedere anche come si comportano i lidi vicini: la musica alta e le animazioni si sentono per un po’ di metri».

Le capita di dover dirimere qualche bisticcio?
«Le scie di fumo creano discussioni. Il vento non si può comandare a piacere. Io spero che presto vietino il fumo anche nelle spiagge così ci togliamo il problema».

Deve essere anche un po’ diplomatico, quindi.
«Altroché. Mai come quella volta in cui un cliente mi ha chiesto di “consigliare” a una signora di non stare in topless... Ho sudato freddo».

La categoria peggiore con cui ha a che fare?
«Mi spiace dirlo, ma sono i gruppi di ragazzi. Molti (non tutti, eh) non buttano la spazzatura anche se hanno i bidoni a un passo».

Il bagnante perfetto?
«Deve avere buonsenso. Non dovrebbe stare tantissimo al cellulare, tenere il vivavoce per parlare o urlare. Ci vuole equilibrio, diciamo».

Ha visto anche nascere degli amori?
«Certo! Molte famiglie vengono qui con regolarità, di anno in anno e negli stessi periodi. Le giovani generazioni si frequentano da molto e a volte i ragazzi si innamorano. Si creano delle piccole comunità».

Davvero?
«A Milano, quando sono salito per la gara di corsa “Deejay Ten”, un gruppo di miei clienti si era dato appuntamento lì. Spesso ci si sente nel resto dell’anno».

Come gestite le partite di calcio degli Europei?
«Mostriamo le più importanti sul maxischermo che abbiamo. Ma il problema vero è un altro...».

Quale?
«Rispondere agli amici che “usano” il tifo per le squadre italiane anche quando gioca la Nazionale. Che cosa posso dire, per esempio, ad Aldo Vitali, direttore di Sorrisi e interista doc, che mi fa notare come tra gli Azzurri non ci siano milanisti? Quest’anno tocca tifare Francia per trovarli!».

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