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“Call of Duty Modern Warfare”, ritorno alle origini

Il nuovo capitolo della saga di sparatutto più celebre dei videogame: azione, combattimenti e scene un po' sopra le righe per un reboot che è quasi meglio dell'originale

Foto: "Call of Duty Modern Warfare"  - Credit: © Activision

07 Novembre 2019 | 17:26 di Paolo Paglianti

L’inizio è esplosivo: Londra è sotto attacco da parte di un gruppo di terroristi che seminano distruzione nella capitale britannica. I gruppi speciali di Call of Duty devono far fuori i “cattivi” senza ferire i passanti, spostandosi tra i corridoi della metropolitana fin dentro i negozi di Piccadilly Circus per scovare gli ultimi cecchini e uomini bomba. Poi l’azione passa in Medio Oriente: siamo nell’immaginario Urzikistan, dove russi ultranazionalisti, fondamentalisti musulmani e uno sparuto gruppo di ribelli si scontrano per città e deserti. Senza l'aiuto dello Zio Sam, sarebbero schiacciati in pochi giorni. Impossibile non notare le somiglianze, più o meno tratteggiate, con la tragica situazione odierna dalle parti del confine tra Siria e Turchia.

Il nuovo Modern Warfare è un reboot del “vecchio” Call of Duty dallo stesso sottotitolo. Classe 2007, aveva segnato l’entrata nell'era attuale della storica saga di sparatutto in prima persona dedicati alla Seconda Guerra Mondiale. Dopo averci portato in tutti i teatri della guerra contro i nazisti e i loro alleati, Call of Duty saltava avanti nel tempo portandoci nei conflitti moderni. Poi si sono succeduti capitoli più o meno fortunati, ma il senso epico, ammettiamolo, si è un po’ perso per strada tra guerre futuristiche, black ops al tempo del Vietnam e comparsate di celebrità hollywoodiane, tra cui ricordiamo quella di Kevin Spacey nei panni dell’arci cattivone delle corporazioni militari. Oggi Modern Warfare dà un colpo di spugna ripartendo dalla guerra moderna e, vi anticipiamo, lo fa assai bene.

Il trailer