Home LifestyleVideogiochiJ-Ax: i videogiochi, la televisione e la musica. L’intervista

J-Ax: i videogiochi, la televisione e la musica. L’intervista

Il popolare rapper si racconta a Sorrisi, spaziando dalla passione per i videogiochi alle trasmissioni televisive, per arrivare ai prossimi progetti musicali

Foto: J-Ax all'evento di lancio di The Division, il nuovo videogioco di Ubisoft  - Credit: © Ubisoft

10 Marzo 2016 | 16:30 di Stefano Gradi

Abbiamo incontrato J-Ax in occasione dell'evento di lancio di The Division, il nuovo videogioco di Ubisoft ambientato in una New York devastata da un virus letale, nel quale lo scopo è quello di riportare l'ordine scoprendo la causa dell'epidemia. J-Ax è stato scelto come testimonial grazie alla sua grande passione per i videogame, con i quali gioca sin dai tempi del Commodore Vic 20. Parleremo più approfonditamente di The Division in un prossimo articolo, ora vi riportiamo la nostra chiacchierata con l'ex Articolo 31.

J-Ax, in tanti ti conoscono per la tua musica, non tutti sanno che quella per i videogiochi è una vera e propria passione
Chi conosce bene la mia musica lo sa, i videogiochi sono citati tanti volte, magari non nei miei singoli, ma negli album. I videogame sono la mia passione, il mio Rolex, il mio yacht. Tanti di quelli che raggiungono il successo si comprano macchine di lusso, io mi compro tutti i videogiochi che escono. Adesso me li regalano anche, quindi...

Tu hai iniziato con la classica trafila: Commodore Vic 20, C64, Amiga e la prima PlayStation
Si assolutamente, senza dimenticare anche le riviste che ci raccontavano quei giochi, da Zzap a The Games Machine a K. La parte editoriale di quel periodo era molto importante

Se dovessi scegliere il gioco migliore per ogni epoca?
Senza dubbio sul Commodore 64 The Last Ninja, poi su Amiga Xenon II Megablast, su Atari ST Captain Blood, su PC non ho avuto grandi fisse. Sono iniziate le grandi serie, quindi i vari capitoli di Resident Evil, Call of Duty, Assassin's Creed e Far Cry. I giochi che forse mi hanno segnato di più sono stati i primi arcade sul Commodore come appunto The Last Ninja, Shadow of the Beast e Alex Kidd.

Andavi anche in sala giochi o giocavi soltanto a casa?
Negli anni 80 le sale giochi a Milano erano ambienti un po' pericolosi, però ci andavo, soprattutto alla mitica Astra Games e alla New Roky di Porta Venezia.

Come mai hai scelto di fare da testimonial a The Division?
Mi è stato proposto e io ho subito accettato perché sono un fan di Ubisoft, è un'azienda che tratta bene i suoi fan perché produce dei bei giochi. Ha anche prodotto uno dei titoli che secondo me verrà ricordato negli anni come rivoluzionario: Assassin's Creed. Credo che con che questo The Division abbiano realizzato ancora una volta qualcosa che lascia il segno.

I più attenti avranno notato che nel tuo video Maria Salvador, stavi già giocando a The Division (andate al minuto 1:18)
Eh si, vuol dire che tutto ha un senso nella vita. Scherzi a parte, il mio lavoro con Ubisoft è iniziato tanto tempo fa, ho visto il trailer prima che diventasse pubblico e abbiamo pensato di inserirlo nel video.

Hai raccontato di giocare spesso da solo, ma hai mai passato le classiche nottate sul divano con gli amici giocando a PES e FIFA?
No mai, non mi piacciono proprio quei giochi (PES, FIFA, Gran Turismo), per me sono la negazione del mio essere videogiocatore.

Quindi ti piacciono solo i giochi d'azione?
Mi piacciono gli FPS (First Person Shooter, gli sparatutto in prima persona), ma non le simulazioni. Mi piacciono i giochi di guerra, ma non quelli di guida. Al massimo mi piacciono i giochi tipo Sonic, le simulazioni di guida e di sport proprio no.

Parlando invece della tua musica, dopo il successo di Maria Salvador e dell'album (Il bello di esser brutti), cosa ti porti dietro dall'esserti consacrato come un punto di riferimento per i ragazzi con qualche anno sulle spalle e anche per i giovani di adesso?
Penso che sia la dimostrazione vivente di come la gioventù non sia una questione di età, ma di mentalità.

Perché hai scelto di partecipare ad Amici, una trasmissione che è nazionalpopolare?
Perché a questo punto devo fare i conti con il fatto che anche io sono nazionalpopolare. Devo continuare a fare la mia opera di diffusione di me stesso, della mia musica e, soprattutto, della mia mentalità, delle mie idee e del mio pensiero all'interno del mainstream italiano. Per una questione di integrità più o meno giustificata, ho scelto di lasciare il mio altro programma (The Voice). Sono un po' stufo di fare quello che passa, sfonda la porta e si fa male alla spalla. Poi tutti gli altri passano e io vado a casa a curarmi la spalla. E invece no, ora rimango perché, per fortuna o per merito, sono diventato anche un personaggio televisivo. La televisione mi fa delle offerte e io le accetto finché mi lasciano libero di fare quello che voglio.

E infatti anche Sorci Verdi è stato un programma di successo
A Sorci Verdi voglio bene come a un figlio. Deforme, ma come a un figlio.

Tutti si ricordano lo splendido video con Jerry Calà
Quello è stato un colpo a canestro oltre la linea dei tre punti, mentre sta scadendo il tempo.

Per concludere, sei già al lavoro su un nuovo disco?
Si, io e Fedez abbiamo già annunciato di essere al lavoro su un disco insieme, ma non vi posso ancora dire per quando sarà pronto.