Home LifestyleVideogiochiJust Cause 3, una “Mission Impossible” esagerata

Just Cause 3, una “Mission Impossible” esagerata

Prendete GTA 5, mixatelo con Mission Impossible, aggiungete un po' di colori ed esplosioni ed ecco che avrete Just Cause 3, un gioco d'azione frenetico, spensierato ed esagerato

21 Dicembre 2015 | 15:00 di Paolo Paglianti

Rico Rodriguez ama le entrate in grande stile, questo è sicuro: arriva all’arcipelago di Medici, da qualche parte nel Mediterraneo, a bordo di un piccolo aereo. Quando scopre che il dittatore dell’isola lo sta accogliendo con missili, razzi e caccia da combattimento, sale sulle ali dell’aereo con il suo bazooka e si mette a sparare e far esplodere tutto quello che si muove. Dopodiché si lancia con il paracadute, atterra sull’isola e scala una parete giusto in tempo per far fuori un plotone di nemici che stava dando fastidio a un amico di vecchia data.

Just Cause 3 è fatto così: un gioco scanzonato, caciarone, tutto all’insegna della distruzione virtuale. È più simile a I Mercenari che a Salvate il Soldato Ryan. Rico ha un arsenale da fare paura, tra lanciarazzi e mitragliatori, ma anche un rampino che gli permette di saltellare e arrampicarsi un po’ ovunque alla Spider-man. Con un po’ di fantasia, può usare il rampino per seminare distruzione di altissimo livello: per esempio, può attaccare una cisterna di carburante a un mezzo nemico e poi far esplodere tutto.

La sua missione è molto semplice: liberare l’enorme arcipelago di Medici, grossomodo 1.000 Km quadrati, dalla presenza ingombrante e sinistra del dittatore generale Di Ravello, cattivissimo soggetto. Per farlo, dovrete affrontare una serie di missioni che vi porteranno a de-Ravellizzare gradualmente le differenti province delle isole Medici. Niente bandiere da issare o singolar tenzoni, qua bisogna distruggere tutto. Le statue del dittatore, gli altoparlanti della sua propaganda, le basi dei suoi armatissimi sgherri, i convogli con le sue armi, i ponti dove stanno passando questi convogli, le centrali elettriche sotto il suo controllo. Un maelstrom di distruzione epica nel quale, più siete inventivi e fantasiosi nel distribuire piombo rovente ed esplosivi, più “punti” farete.

Il gioco non vi incanala in un percorso precostituito: potete decidere di volta in volta se seguire le missioni principali o dedicarvi ad altre attività o alla semplice esplorazione – da questo punto di vista, Just Cause 3 è un ottimo rappresentante del genere Free-roaming, quei giochi dove potete girare liberamente per il mondo di gioco senza grossi vincoli.

Fanno eccezione le prime due o tre ore di gioco, durante le quali seguirete un percorso guidato che vi spiega piuttosto bene come funziona Just Cause 3: non solo sparare e muovervi, quello è molto immediato, ma soprattutto come scatenare la vostra ira funesta, combinando l’uso del rampino con gli elementi del terreno per spostarvi velocemente, arrampicarvi sulle vette più alte in una manciata di secondi e di lanci di rampino, come lanciarvi con la tuta alare per solcare i cieli di Medici alla ricerca di vittime e portare avanti la distruzione totale. L’uso del rampino, in effetti, richiede un po’ di addestramento: ci metterete qualche quarto d’ora, ma quando avrete capito come lanciarlo tra diversi oggetti per creare “catene”, si aprirà un mondo di possibilità. Riuscire ad agganciare un blindato nemico con un serbatoio di kerosene e farglielo volare addosso è una vera soddisfazione. I nemici non sono dei geni del male: spesso si piazzano in un punto e sparano, senza muoversi o evitare i vostri colpi e quindi si prestano bene come vittime del vostro spirito distruttivo.

Quello che ci ha convinto un po' meno è la trama, che è meno frenetica e varia dei giochi simili a Just Cause 3, per esempio Assassin's Creed o il capolavoro del genere, GTA V. C'è da dire che il divertimento del gioco è andare in giro a far saltare tutto, quindi è un difetto sicuramente di secondo piano, ma se siete abituati a seguire la storia dei vostri beniamini nella Londra Vittoriana o a Los Santos, qui troverete una storia con un po' meno mordente.

Di buonissimo livello invece la grafica: le cittadine, le basi, persino le strade e i veicoli sono realizzati con una cura eccellente. Ve ne renderete contro soprattutto quando vedrete l'isola dall'alto, magari perché vi paracadutate sul nemico oppure planate con la tuta alare, e vi avvicinerete ai paesini mediterranei di Medici.

Distruzione, esplorazione e uno spirito caciarone fuori dai soliti schemi: Just Cause 3 mantiene quello che promette e se siete in cerca di un gioco che non si prenda troppo sul serio, in cui vivere ogni istante come se fosse una scena di Mission Impossible, è perfetto per la vostra console.