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Life is Strange, una serie tv interattiva

Un videogioco indipendente, strutturato in 5 episodi. Un'avventura nella quale ogni vostra scelta comporta delle conseguenze

22 Gennaio 2016 | 10:00 di Paolo Paglianti

Anche nei videogame esistono i blockbuster e i bestseller, che ogni anno arrivano puntuali verso ottobre con un nuovo capitolo e sappiamo già al precedente gennaio che saranno successi annunciati: per esempio, Assassin's Creed, Call of Duty, FIFA. Poi ci sono i giochi indipendenti, dove magari la grafica non è fotorealistica, ma in compenso si tentano strade originali e inesplorate, idee nuove e magari non convenzionali. Escono in sordina, spesso solo in lingua originale, senza grossi investimenti pubblicitari. Su cento giochi ?indie?, solo due o tre riescono a sfondare: Life is Strange è uno di questi.

Come una serie TV. Il primo episodio di Life is Strange è uscito a metà del 2015: già, non è un gioco classico nemmeno sotto questo aspetto. Non è uscito tutto insieme, ma diviso in cinque episodi, a intervalli regolari tra maggio e dicembre. Un po' come le serie TV, ogni episodio racconta una parte della storia, ma alla conclusione di ogni ?puntata? c'è il classico cliffhanger hollywoodiano, un finale che vi lascia con il fiato sospeso, la pistola alla testa o nelle grinfie del cattivo di turno. 

Il gioco racconta di Max, una giovane teenager che torna ad Arcadia Bay, una cittadina fittizia della costa USA. Se ne era andata anni fa, lasciando amici e amiche, e ora piomba di nuovo nel college locale, dove sta seguendo un corso di fotografia.

Quando Max assiste all'omicidio della sua migliore amica, Chloe, scopre che ha un potere speciale: può tornare indietro nel tempo. Tutto attorno a lei fa un salto indietro nei minuti, ma Max ricorda sempre quello che è successo, quindi può agire diversamente sapendo ?come andrà a finire?. Così, ?riavvolge? i secondi e riesce a salvare Chloe dal bullo della scuola. Inizia così una avventura dal sapore teen in cui c'è un serial killer, ci sono delle ragazze scomparse, c'è un incubo ricorrente, addirittura del paranormale. Non vi diciamo di più, perché la storia va vissuta in prima persona: vi basti sapere che c'è una goccia delle atmosfere di Ai confini della realtà, i poteri da super eroi adolescenti di Misfit, e i drammoni teen di The 100, il tutto unito da una regia e una sceneggiatura eccellenti che molti a Hollywood dovrebbero invidiare.

Questione di scelte. E non è un modo di dire: Life is Strange non è convenzionale nemmeno dal punto di vista della narrazione. Non esiste un unico filo da seguire, come nel 99% dei videogame: ogni dialogo, ogni vostra azione, ogni scelta porta a delle conseguenze. Per esempio (ne scegliamo uno totalmente secondario, per non rovinarvi la sorpresa), parlando con una delle studentesse di Arcadia Bay potrete decidere di essere scortesi perché fa parte del ?giro? della vostra antagonista, quella vestita bene e piena di soldi che se la gode un sacco a prendere in giro la nerd Max. Oppure potete trattarla bene, e ?" magari riavvolgendo il tempo durante il dialogo e scegliere le risposte migliori ?" farvela un po' amica. Questo farà sì che, ore di gioco dopo, quando dovrete entrare in un certo posto, potrete scegliere una scorciatoia grazie alla vostra nuova amicizia. Se però l'avete trattata male (come, tutto sommato, si merita), la porta sarà sbarrata.

Queste scelte hanno un impatto reale, quasi fisico sulla storia: se prenderete una strada o l'altra, in alcuni punti, potreste non vedere delle location di Arcadia, oppure perdere degli amici che, con scelte diverse, avreste potuto salvare. Life is Strange gioca molto su questo aspetto, e infatti alla fine di ogni capitolo non vi dice solo quali scelte avete compiuto, ma anche come i giocatori di tutto il mondo (e i vostri ?amici? connessi con il vostro profilo di gioco) si sono comportati.

Soprattutto, Life is Strange è un gioco maturo: non tanto per il livello di difficoltà, che non è mai troppo punitivo, ma per le tematiche che tocca. Arriva a corde profonde, sentimenti non banali, che difficilmente vengono esplorati nei videogame. Vi anticipiamo che almeno in un paio di punti del gioco, le scelte diventano veramente ?morali?, e sarà difficile trattenere i lacrimoni anche per i giocatori più virili e temprati. La maturità del gioco è anche nel fatto che queste scelte non sono ?giuste? o ?sbagliate?: il gioco va avanti lo stesso, come la vita. Nessuno vi dà un punteggio.

Life is Strange è uno dei migliori giochi ?indie? del 2015 (e infatti lo abbiamo messo nella nostra ?top 10?), ma aveva un solo difetto: non era tradotto in italiano. Ora, anche questo difetto è stato eliminato: Koch Media ha distribuito il gioco per console Xbox One e PlayStation 4 nei negozi in versione ?fisica?, su disco, inserendo i sottotitoli in italiano e persino qualche ?bonus?, come la colonna sonora su CD  ?" veramente fantastica ?" e un art book, a un prezzo decisamente competitivo. Per PC, invece, lo potete acquistare su Steam.