Home LifestyleVideogiochiMetro Exodus, la sopravvivenza nella Russia post nucleare

Metro Exodus, la sopravvivenza nella Russia post nucleare

Artyom ha vissuto tutta la vita sottoterra nella metropolitana di Mosca: ora è tempo di uscire e esplorare il mondo esterno!

Foto: Metro Exodus

20 Febbraio 2019 | 16:20 di Paolo Paglianti

Il dopobomba in versione russa: qualche mese dopo le atomiche di Fallout 76, arriva il terzo capitolo di Metro, lo sparatutto ambientato in un prossimo futuro (speriamo solo ipotetico) in cui tutto il mondo è stato devastato dalla guerra nucleare. Gli unici a essere sopravvissuti sono i 50.000 “fortunati” (per modo di dire) che sono riusciti a ripararsi nei dedali sotterranei della metropolitana di Mosca. Nei primi due capitoli abbiamo vissuto le avventure “underground” di Artyom, un coraggioso sopravvissuto che è riuscito a sventare minacce umane e mutanti, unendosi addirittura ai ranghi del corpo d’elite degli Spartani, i “poliziotti” super partes dei rifugiati nella metropolitana. Artyom però non si dà per vinto: è sicuro che qualcuno, in superficie, sia sopravvissuto all’olocausto nucleare e così si avventura costantemente all’esterno a caccia di tracce umane, violando gli ordini dei suoi superiori. Riuscirà a trovare qualcuno, oppure finirà ucciso dalle radiazioni e dai mutanti?

Il trailer di Metro Exodus