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Rise of the Tomb Raider, il ritorno di Lara Croft

Torna l'eroina dei videogiochi più amata di sempre e lo fa in grande stile, in esclusiva su Xbox One

Foto: Rise of the Tomb Raider

13 Novembre 2015 | 9:00 di Paolo Paglianti

Lara Croft è l'avventuriera più famosa del mondo dei videogame: il primo Tomb Raider è uscito ai tempi della PlayStation 1, nel 1996, ed è stato uno dei motivi del successo della console di Sony. Milioni di giocatori (maschi) si sono diverti un mondo a giocare un Indiana Jones al femminile, esplorando ogni angolo remoto del mondo alla ricerca di tombe da depredare e tesori da scoprire. Lara ormai appartiene all'immaginario pop collettivo: sono stati realizzati due film, in cui a vestire i panni di Lara è nientemeno che Angelina Jolie. Senza contare poi le tre avventure di Uncharted, la serie che meglio ha interpretato il concetto di action-adventure.

Nel 2013 è uscito un eccellente reboot di Tomb Raider che raccontava la prima avventura di Lara, una giovanissima esploratrice che naufragava su un'isola sperduta piena di tesori ma anche di nemici senza pietà. Oggi arriva il seguito di questo reboot, Rise of the Tomb Raider, che riesce a riprendere gli elementi chiave del suo successo arrivando persino a migliorarlo. Questo episodio esce in esclusiva su console Xbox (One e 360), per le altre piattaforme bisogna aspettare il 2016.

Lara Croft, questa volta, è sulle tracce di una città perduta in Siberia: un enigmatico profeta è passato secoli fa per queste fredde distese di ghiaccio e sembra essere riuscito a scoprire il segreto dell'immortalità. Come se non bastassero valanghe e crepacci, a complicare la vita di Lara ci si mette l'organizzazione Trinità, una specie di internazionale del terrorismo archeologico, che non si fa scrupoli a massacrare i civili e ogni opposizione per mettere le mani sugli antichi manufatti.

Come nel precedente reboot, all'inizio Lara è debole e male armata, e deve cavarsela con un arco improvvisato e poco più. Man mano che esplorerete il mondo di gioco, violerete tombe e farete fuori gli agenti di Trinità, Lara acquisirà esperienza e nuove abilità: potrete tirare meglio con l'arco, utilizzare munizioni speciali, scoprire più facilmente oggetti, animali e nemici. Alcune abilità vi permetteranno di utilizzare dell'equipaggiamento speciale, come le frecce con corda  o il grimaldello, che vi permette di accedere a punti prima preclusi: per questo motivo, visitare i livelli già completati di Rise of the Tomb Raider ha effettivamente senso, perché potrete accedere a zone prima inviolabili.

Se vorrete una Lara più forte e potente, potrete decidere di esplorare per bene tutte le aree che visitate, alla ricerca di missioni secondarie, sfide da superare e soprattutto tombe perdute, dei livelli speciali in cui dovrete utilizzare un pizzico di materia grigia e riflessi per arrivare ai tesori più nascosti e preziosi.

L'esplorazione, poi, è il bello di questo gioco: un livello che all'inizio sembra un bosco innevato nasconde fabbriche del periodo sovietico, miniere nelle viscere del suolo, sentieri di montagna nascosti, tombe con mosaici greci, templi abbandonati. Grazie alla grafica del gioco, che è davvero splendida, scoprire una rovina del XII secolo incastonata in una valle o una galea bizantina incastrata nei ghiacci è un vero spettacolo. Magari non ci crederete, ma in questo gioco ci siamo spesso fermati ad ammirare il panorama!

Sesso debole a chi? Durante le sue esplorazioni, Lara dovrà vedersela con i membri di Trinità che la ostacoleranno in tutti i modi. Anche quando si tratta di combattere, la scelta è vostra: potrete far fuori le guardie di una base colpendole dall'ombra e in modo silenzioso, con il pugnale o l'arco, oppure scegliere il metodo ?alla Rambo?, attaccando a testa bassa, lanciando molotov improvvisate e scaricando un fiume di piombo rovente sui nemici. Queste battaglie sono spesso violentissime e improvvise, e avere la peggio non è certo raro. Per fortuna, il gioco è studiato bene anche sotto questo aspetto e se Lara fa una brutta fine, dopo il ?game over? ripartite poco lontano, pronti a combattere, magari con un approccio diverso.

Riuscire a mettere nello stesso gioco un'esplorazione mai noiosa e inutile, combattimenti intensi, ma non frustranti e persino enigmi per spremere un po' le meningi, non è certo facile. Rise of Tomb Raider è un videogame davvero grandioso, quasi epico, che vi impegnerà per oltre venti ore. Se avete una Xbox, sarebbe da folli farselo sfuggire.