“Starfield”, la gigantesca odissea nello spazio

È uno di quei titoli che segnano una generazione: grandissimo, bellissimo e infinito

5 Settembre 2023 alle 11:52

L’abbiamo atteso per anni e ora è finalmente arrivato: “Starfield”, il capolavoro annunciato degli autori di “Skyrim” e “Fallout” è sbarcato su Xbox Series X|S (e su pc). Un evento videoludico epocale, uno di quei giochi per i quali i gamer si segnano l’uscita sul calendario e la aspettano come il Natale, un po’ come era successo su PlayStation per il secondo “The Last of Us”, oppure come quando eravamo tutti con il fiato sospeso per l’arrivo di “Cyberpunk 2077”. Beh, in quel caso, il lancio non era andato proprio benissimo. Invece, possiamo anticiparvi che per “Starfield” le cose sono andate decisamente meglio.

Il trailer

Siamo nel XXIV secolo, più precisamente nell’anno 2330: l’umanità ha colonizzato una buona parte di galassia e ha già combattuto la sua prima grande guerra spaziale tra United Colonies e Freestar Collective. Dopo aver creato il vostro alter ego, vi ritroverete su una colonia remota dove state lavorando come minatore. Invece di estrarre ferro o plutonio, il vostro laser da scavo fa apparire un misterioso manufatto alieno, e appena lo toccate ricevete una confusa visione. Questo evento fa scattare l’interesse di un gruppo di esploratori, si fanno chiamare Constellation, che sta cercando manufatti simili per tutta la galassia, e vi arruola come suo agente. Inizia così  la vostra avventura in “Starfield”: la prima ora di gioco è uguale bene o male per tutti i gamer, dopo ognuno va letteralmente per la sua strada.

Che tipo di videogioco è “Starfield”? Potremmo definirlo uno sparatutto spaziale in cui potete interpretare il ruolo che preferite. Sceglierete in ogni momento se vedere il mondo in prima persona dagli occhi del vostro alter ego (come succede in “Call of Duty”) oppure da dietro le spalle (come in “Assassin’s Creed”). Attorno a voi, un universo di possibilità: centinaia di pianeti da esplorare, alcuni aridi e vuoti come la nostra Luna, oppure rigogliosi di vita aliena (solitamente non particolarmente pacifica). Immense città che sembrano uscite dai più recenti “Star Trek” con scintillanti grattacieli dalle linee pulite, gli immensi alveari cyberpunk illuminati dai riflessi degli onnipresenti neon che gridano da ogni poro “Blade Runner”. In “Starfield” c’è il sapore della migliore fantascienza degli ultimi decenni.

45 minuti di gameplay di Starfield

Ogni colonia, per quali che siano le sue dimensioni, ha i suoi archi narrativi: basta passare tra la folla per origliare qualche pettegolezzo e ricevere una nuova missione, che potrebbe essere aiutare un disgraziato finito in gattabuia oppure viaggiare dall’altra parte della galassia per scovare una base segreta piena di tesori. Per esempio, seguendo le tracce del manufatto alieno, a noi è capitato di finire su un pianeta di frontiera, in una cittadina che sembrava uscita da un western. Appena arrivati, abbiamo scoperto che la banca locale era stata presa di mira da rapinatori, che erano asserragliati nell’edificio. Lo sceriffo locale ci ha chiesto una mano e, grazie alla nostra parlantina, abbiamo convinto i ladri ad arrendersi. Colpito dalla nostra impresa, il tutore della legge ci ha proposto di entrare nella sua squadra di Ranger e ci siamo così catapultati in una lunghissima avventura da Tex Willer spaziali, facendo fuori una quantità smodata di pirati, sia in duelli spaziali, sia abbordando basi orbitanti e rifugi su pianeti lontani.

Di queste avventure, in “Starfield”, ce ne sono davvero una marea, e spuntano da ogni angolo. Indossando  la stella di Ranger, siamo finiti in una megalopoli galleggiante dedita alla pesca aliena e covo di bande criminali e siamo rimasti invischiati in un traffico di stupefacenti del futuro. Abbiamo avuto persino la possibilità di creare un business illegale alla “Breaking Bad”, ma l’idea non ci è piaciuta e siamo tornati a massacrare fuorilegge. Da questo punto di vista “Starfield” è un gioco di ruolo doc, dove possiamo davvero "modellare" il nostro personaggio secondo i nostri gusti.

Una parte fondamentale dell’esplorazione e delle avventure di “Starfield” è rappresentata dai combattimenti: l’anima del gioco è uno sparatutto davvero soddisfacente, in cui sentirete davvero la differenza tra una pistola mitragliatrice e un fucile laser. Da questo punto di vista, è un po’ come giocare il miglior “Call of Duty” in ambientazioni diversissime tra loro: abbiamo duellato su una base spaziale abbandonata, correndo tra i corridoi della stazione fino alla plancia di comando, oppure espugnato una fabbrica di Mech dismessa, affrontando i nemici sulle passatoie costruite attorno agli scheletri dei giganteschi robot da combattimento. Oppure, tra le piante violacee di un pianeta lontano, in cui la mala locale ha organizzato una gara di resistenza in cui bisognava attraversare una vallata piena di mostruosità aliene con davvero troppi artigli. E questo vale anche nello spazio, dove gli incontri con navi ostili diventano presto duelli spaziali che non sfigurerebbero in “Star Wars”. “Starfield” non è un gioco per chi disprezza combattimenti e sparatorie.

Come sarebbe Starfield se fosse un film

Difetti? In oltre venti ore di gioco, non abbiamo visto l’ombra di bug e con un mondo di gioco così vasto è davvero una sorpresa. Graficamente parlando, è un gioiello: veloce nei caricamenti, grafica fulminea e soprattutto panorami da mozzare il fiato. Se proprio volessimo cercare il pelo nell’uovo, le mappe di “Starfield” sono davvero pessime e a volte orientarsi nelle città più grandi non è immediato. Paradossalmente, l’unico vero “difetto” di cui ci sentiamo di dovervi avvisare è che “Starfield” è un gioco che vi catturerà per settimane e in cui scoprirete nuove location e avventure anche dopo 100 ore. Insomma, tenetevi liberi e non prendete troppi impegni!

“Starfield” è disponibile per Xbox Series X|S e pc ed è incluso dal day one nel Game Pass, l’abbonamento “all you can play” di Microsoft da circa 12 euro al mese e che prevede circa 200 titoli da giocare senza costi aggiuntivi. Già solo per il costo così ridotto, dovreste provarlo. Il gioco è tradotto (solo sottotitoli) nella nostra lingua e ha un PEGI età consigliata 18+.

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