“The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom”, se avete una Switch, non potete perderlo

The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom: se avete una console Switch, non potete perdervi questo videogame

25 Maggio 2023 alle 11:30

"Zelda" ha quasi quarant’anni, ma li porta benissimo. Non sono molti i franchise di videogiochi con quattro decenni di vita: il primo “Zelda” risale al 1986, agli albori dei videogame, e da allora il franchise ha scandito ogni generazione di console Nintendo, dal NES all’odierna Switch. 37 anni dopo il primo episodio e oltre 150 milioni di copie vendute, ha dimostrato di avere un posto speciale nel cuore dei fan Nintendo: il nuovo “The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom” conferma che i giochi della serie sono sempre più spettacolari e osano volare sempre più in alto, letteralmente!

Il trailer

Innanzitutto, non commettete l’errore di considerare “Tears of the Kingdom” una semplice “espansione” o dlc del gioco precedente, “Breath of the Wild”. Il mondo è lo stesso, ma è un titolo gigantesco e innovativo, addirittura più ambizioso e completo. L'avventura inizia con la principessa Zelda e il prode Link che stanno esplorando, dopo la vittoria sul malefico Ganon, gli oscuri sotterranei sotto il castello di Hyrule. Qui trovano una specie di mummia che si risveglia e scatena un vero pandemonio. Zelda sparisce nel nulla, Link viene ferito e perde quasi tutti i suoi “cuori”, l’energia vitale, e persino il braccio destro. Il regno di Hyrule viene immediatamente sconvolto da un cataclisma che spara nel cielo dei frammenti e apre delle minacciose fratture nel suolo, delle brecce malsane verso un inferno sotterraneo.

Come al solito, una volta ripresi da questo shock, dovrete guidare Link, l’eroe della serie, in una lunga, lunghissima avventura per riuscire a risolvere la situazione e scoprire non solo come “riparare” il regno, ma anche come sconfiggere il nuovo, antichissimo nemico.

Se non avete mai giocato a uno "Zelda", non abbiate nessun timore. Ognuno dei capitoli di questo longevo franchise “resetta” il mondo di gioco, quindi non è necessario conoscere a menadito gli oltre quindici titoli usciti fino a oggi. Nel caso di “Tears of the Kingdom”, il mondo che visiterete ha una mappa simile al precedente “Breath of the Wild”, ma in cui il cataclisma ha cambiato profondamente il regno di Hyrule. Certo, i veterani del capitolo precedente riconosceranno alcune delle location e le numerose citazioni, ma anche un giocatore “nuovo” potrà godersi l’avventura senza alcun problema (detto questo, vi consigliamo di giocarvi "Breath of the Wild" perché è un gioco altrettanto magnifico). Il lungo tutorial ambientato su un’isola galleggiante nel cielo sopra Hyrule vi spiegherà le regole del gioco e vi presenterà la vera novità del capitolo, ovvero quattro poteri speciali che cambiano davvero l’esperienza rispetto al capirolo precedente.

Link, infatti, dopo lo scontro con la mummia, ha perso il braccio destro. Tuttavia, lo spirito di un antico abitante di Hyrule gli dona un nuovo arto che ha la possibilità di usare dei poteri assai utili e sfiziosi. Il primo, Ultramano, permette di combinare gli oggetti tra loro: in “Tears of the Kingdom” potrete costruire zattere, muri difensivi, carrucole, oggetti per risolvere degli enigmi semplicemente combinando assi, vele, tronchi e via dicendo. Il secondo nuovo potere è Compositor, e consente a Link di unire armi con altri oggetti, creando delle combinazioni micidiali. Non solo potrete saldare una lancia con un masso per creare una enorme e possente mazza distruttrice, ma anche spade con oggetti esplosivi che scatenano energia elettrica o che congelano i nemici. Il cataclisma ha fatto anche riemergere dei manufatti dell’antica civiltà che regnava su Hyrule e potete quindi combinare zattere con motori eolici, oppure spadoni arrugginiti con teste che lanciano fiamme. L’unico limite è la vostra fantasia.

Link ora potrà anche “elevarsi” con Ascensus, ovvero puntare verso il “soffitto” e teletrasportarsi sopra di esso, oppure, su alcuni marchingegni, evocare il passato con Reverto, facendoli tornare indietro nel tempo.

Sembrano poteri da poco? Non lo sono, ve lo assicuriamo. Anzi, sono il cuore di una serie quasi infinita di puzzle originali che potete risolvere con astuzia e qualche esperimento. Per esempio, se siete davanti a un fiume in piena, potete lanciare Reverto su una zattera già trascinata dalla corrente e farla tornare indietro, per poi scroccare un passaggio. Oppure, questo ci è capitato in uno dei 150 e passa “Sacrari”, i dungeon che costellano Hyrule e pieni di enigmi davvero stuzzicanti, di costruire con Ultramano una specie di flipper combinando tronchi e enormi chiodoni per lanciare una palla contro un bersaglio. In un’altra occasione, non riuscendo a entrare in una location per via della porta bloccata, abbiamo esplorato i sotterranei e abbiamo lanciato Ascensus per teletrasportarci all’interno della struttura.

Questi nuovi poteri vi permettono di esplorare in lungo e in largo non solo Hyrule, ma anche la mappa del “cielo”, che ora è piena di isole fluttuanti a dir poco meravigliose e colme di sorprese, oltre all’enorme network oscuro nel sottosuolo, a cui accederete lanciandovi nelle fratture che si sono aperte sulla superficie del continente. Qua sotto l’esplorazione è molto più ardua perché è tutto avvolto dall’oscurità, e le creature sono ancora più letali. Per esempio, dovrete combinare frecce e semi luminosi per aprire uno squarcio di luce e riuscire a capire dove state andando.

Un mondo aperto, un’esplorazione ancora più libera. “Tears of the Kingdom” vi spiega come funzionano le regole del gioco e poi vi lascia libertà assoluta. Finito il tutorial, potete letteralmente andare dove vi pare. In teoria, sapendo dove si svolge quello che potremmo definire “lo scontro finale”, potreste andarci subito e finire il gioco immediatamente (o quantomeno provarci). Ed è proprio questo il lato più affascinante di “Zelda”: godersi l’esplorazione, vedere in lontananza un Sacrario e raggiungerlo per scoprirne i segreti che custodisce. Fermarsi a parlare con quel tizio strano che regge il cartello e capire come aiutarlo. Rimanere incuriositi dai segni disegnati sul suolo (ricordano le linee di Nazca in Perù) e indagare sulla loro origine. Trovare il modo di resistere al freddo per esplorare le vette innevate, o capire cosa costruire per riuscire a raggiungere le isole fluttuanti.

Anche un semplice incontro con i nemici è l’occasione per scatenare la vostra immaginazione. Potete semplicemente affrontarli di petto, oppure creare un’arma apposita che sfrutti le loro debolezze. Un’altra strategia può essere quella di colpirli da lontano con frecce “arricchite” da punte esplosive o incendiarie, oppure potete ordire un piano per attirarli verso una trappola creata in precedenza, o ancora farli scontrare con dei nemici e lasciarli combattere tra loro. “Tears of the Kingdom” premia l’astuzia e l’inventiva del giocatore in ogni occasione. E in tutte le nostre ore di gioco, non abbiamo incontrato nemmeno un bug o una situazione in cui ci siamo "incastrati". Considerando il grado di libertà concesso al giocatore, un videogame così pulito è un successo davvero ammirevole.

Naturalmente, c’è una missione “principale”: raggiungere i quattro angoli del regno e trovare un modo per sconfiggere l’antica mummia, riparando letteralmente il regno di Hyrule. Un giocatore che volesse andare dritto al sodo ci metterà non meno di 50 ore. Ma perché perdersi la miriade di avventure extra, di piccoli e grandi enigmi, di location affascinanti che costeggiano la strada maestra e rappresentano forse il divertimento principale di “Tears of the Kingdom”? Non è un gioco che potrete – o meglio – vorrete finire in fretta e furia, ma un raro capolavoro che vorrete assaporare in tutte le sue parti.

“The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom” è disponibile solo su Nintendo Switch ed è totalmente tradotto in italiano. Il gioco ha un rating PEGI di età consigliata 12+.

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