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Caro Don Matteo, ti sfido (a scacchi)

Il personaggio di Terence Hill ama giocare con Re e pedoni. Ma ora arriva un altro detective che è addirittura un Maestro. Lo ha inventato un giornalista di Sorrisi. A quando la partita?

Foto: La partita immaginaria (per ora?) tra Terence Hill e il «nostro» Paolo Fiorelli

19 Giugno 2015 | 17:00 di Paolo Fiorelli

Caro Don Matteo,

lo sappiamo: un bravo detective è sempre, anche, un buon giocatore di scacchi. E non solo perché il tuo interprete, Terence Hill, è una grande appassionato (ricordo i suoi racconti di come passava intere nottate a giocare con Bud Spencer sul set). Ma perché tra il detective e il giocatore di scacchi ci sono molte qualità in comune: curiosità, capacità di analisi, senso della strategia, e soprattutto la voglia di ristabilire l'Ordine là dove c'è il Caos (che si tratti di un crimine o di una partita, poco conta).

Finora hai avuto vita facile: sei l'unico detective famoso che gioca bene con Re e pedoni. Si è vero, nel mondo dello spettacolo gli scacchi sono una vera mania: a settembre arriverà «Pawn sacrifice», il film con Tobey Maguire sul mitico campione Bobby Fischer, e poi sono appassionati Jovanotti, Piero Angela, Neri Marcoré, Roberto Vecchioni, Enrico Ruggeri? Però tu eri l'unico a unire Scacchi & Giallo.  

 Ma ora io (anche a nome di Sorrisi, il mio giornale) ti sfido. Ebbene sì, il tuo monopolio è finito. Perché sulla scena è comparso un altro detective che ama gli scacchi. E non è un semplice dilettante come te (perdonami), ma addirittura un Grande Maestro. Si chiama Achille Petrosi ed è il protagonista del mio romanzo «Pessima mossa, Maestro Petrosi» (Sperling & Kupfer, nella foto sotto). Vive in una piccola città del Centro Italia, come te, e anziché qualche partitina col maresciallo Cecchini, disputa interi tornei. Peccato che un giorno il suo avversario venga trovato ucciso, e Petrosi debba mettersi ad indagare (anche per non finirci lui, in carcere).

Dunque la sfida è lanciata. Se Don Matteo o Terence Hill vogliono affrontarci in una partitina (magari durante una pausa sul set), noi siamo qui?