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23 Dicembre 2009 | 23:30

È Natale, voglio sentirmi bene piangendo un po’

Care lettrici, cari lettori, finalmente arriva Natale. Direte: finalmente arriva il giorno più dolce dell’anno, finalmente si festeggia la nascita di Gesù, finalmente le famiglie si riuniscono. E finalmente si fanno e si ricevono tanti regali… Sì, certo, ma lasciatemi dire che questo «finalmente» vale anche per la tv. Perché «finalmente» appunto, posso tornare a […]

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È Natale, voglio sentirmi bene piangendo un po’

Care lettrici, cari lettori, finalmente arriva Natale. Direte: finalmente arriva il giorno più dolce dell’anno, finalmente si festeggia la nascita di Gesù, finalmente le famiglie si riuniscono. E finalmente si fanno e si ricevono tanti regali… Sì, certo, ma lasciatemi dire che questo «finalmente» vale anche per la tv. Perché «finalmente» appunto, posso tornare a […]

23 Dicembre 2009 | 23:30 di Redazione

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Care lettrici, cari lettori,

finalmente arriva Natale. Direte: finalmente arriva il giorno più dolce dell’anno, finalmente si festeggia la nascita di Gesù, finalmente le famiglie si riuniscono. E finalmente si fanno e si ricevono tanti regali… Sì, certo, ma lasciatemi dire che questo «finalmente» vale anche per la tv. Perché «finalmente» appunto, posso tornare a godermi alcuni tra i film che più amo, i «polpettoni» natalizi. Guai se non rivedo «Il piccolo Lord»: mi ha sempre fatto sognare l’immagine della mamma che guarda dalle finestre della sua casa il castello dove il figlio vive una nuova vita. Guai se non mi ritrovo incredulo di fronte alla cattiveria del nonno con la gotta che sembra tenere più ai suoi cani che alla felicità della ex nuora. Quante lacrime ho versato per colpa (o per merito?) di «Incompreso»: la scena in cui il protagonista muore sotto il quadro della mamma che non c’è più me la sono portata dentro il cuore per anni. Per non parlare delle cattiverie della piccola Sarah Jane in «Lo specchio della vita». Immagini strazianti, ma piene di pathos e in fondo liberatorie. Una liberazione dei sentimenti più genuini: anche questo per me è Natale. E dato che sono un maniaco della lacrima, sappiate che mi sono trovato a passare tanti Natali piangendo perfino per film allegri come «Tutti insieme appassionatamente» o «Sette spose per sette fratelli». Oggi a Natale non si piange più (e per fortuna!, mi viene da dire), anzi, al contrario si ride con l’ultima tradizione natalizia, i cinepanettoni, o con i cartoni animati più recenti e geniali come «L’era glaciale». So già che qualcuno di voi, perfidamente ma non troppo, mi dirà che per piangere durante le Feste basterà guardare certi programmi. È vero: ma non tutte le lacrime hanno lo stesso sapore. Alla prossima!
as@sorrisi.com